Presentazione

di Marina Caffiero

Questa sezione della rivista pubblica le relazioni presentate nel corso della giornata di studi in memoria di Vittorio Emanuele Giuntella che si è tenuta il 28 novembre 1997 nella Facoltà di Lettere e Filosofia della Università di Roma "La Sapienza". La giornata è stata organizzata dal Dipartimento di storia moderna e contemporanea, e in particolare da alcuni dei suoi allievi de "La Sapienza", nella ricorrenza di un anno dalla morte dello studioso, che aveva insegnato per molti anni nel Dipartimento, tenendovi fino al 1983 i corsi di Storia dell'età dell'Illuminismo. L'intenzione era quella di rievocare la complessità di una figura nella quale si fondevano inestricabilmente lo studioso di molti nodi cruciali dell'età moderna e contemporanea, dal Settecento al Novecento, il docente costantemente impegnato nella didattica, lo storico sempre coinvolto e presente nella vita civile: aspetti che convergevano in Giuntella denunciando un senso altissimo del "mestiere di storico" e del compito della storia quale metodo conoscitivo e critico da trasmettere ai più giovani per la costruzione di una coscienza del presente non immemore del passato. Il titolo della sezione "La vocazione di uno storico. In memoria di Vittorio Emanuele Giuntella", che riprende quello del contributo di Alberto Monticone, mi è sembrato perciò il più appropriato a indicare la fusione di tutti questi aspetti.

La giornata di studi era stata strutturata in due parti distinte: la prima riguardava il ruolo di Giuntella nel dibattito scientifico del suo tempo e analizzava i temi principali della sua ricerca; la seconda intendeva invece esaminare gli sviluppi storiografici che quei temi avevano avuto dopo di lui, spesso partendo dagli stimoli provenuti dai suoi studi. Questo schema è stato mantenuto anche nella pubblicazione degli atti, nella quale compaiono relazioni di riflessione puntuale sia sugli aspetti più rilevanti della sua storiografia, dagli interessi sette-ottocenteschi agli studi sulla deportazione nei lager nazisti (Scoppola, Verucci), sia sul suo modo di concepire il mestiere di storico come vocazione (Monticone); contributi diretti a porre in luce l'impulso dato dalle sue indagini a nuove ricerche, a nuove tematiche e anche a diverse interpretazioni (Stella, Caffiero, Tosti, Klinkhammer, Cajani); infine, testimonianze personali di amici e di allievi (Collotti, S. Bordini, C. Bordini). Non tutti gli studiosi che intervennero nel corso della giornata hanno potuto consegnare la loro relazione, mentre altri si sono gentilmente aggiunti. Ringraziando tutti, ricordo che alcuni di questi contributi hanno mantenuto, per volontà esplicita degli autori, la forma discorsiva con cui sono stati allora presentati.

Infine, segnalo che si è ritenuto di fare cosa utile chiudendo questa sezione dedicata a Vittorio Emanuele Giuntella con la pubblicazione di una serie di interventi significativi dello studioso e dell'uomo, inediti o comunque poco noti e difficilmente reperibili: si tratta della prolusione su Il Risorgimento come problema religioso da lui tenuta in occasione dell'inaugurazione dell'anno accademico 1977-78 dell'Istituto Universitario di Magistero "Maria Ss. Assunta" di Roma, già pubblicata nell'"Annuario dell'Istituto Universitario Pareggiato di Magistero Maria Ss. Assunta"; dell'ultima lezione svolta all'Università di Roma "La Sapienza", il 25 maggio 1983, da Giuntella stesso rivista e intitolata Addio alla "Sapienza"; dell'intervento La biblioteca del lager, registrato nel corso dell'incontro su "La biblioteca tra realtà e metafora" organizzato il 3 maggio 1995 presso la biblioteca del Dipartimento di storia moderna e contemporanea. A conclusione, si è riportata la bibliografia completa dei suoi scritti, dall'immediato dopoguerra alla morte, curata da Cristina Giuntella.