Universitari fascisti e rapporti con l'estero: le
attività dei guf in campo internazionale
(1927-1939)

di Benedetta Garzarelli

Un aspetto della storia dei Gruppi universitari fascisti rimasto tuttora pressoché sconosciuto è quello relativo all'ampio ventaglio di iniziative promosse dall'organizzazione nel campo delle relazioni studentesche internazionali1. Si tratta, infatti, di un terreno di azione che, pur avendo accompagnato i guf sin dalla fase di consolidamento dell'organizzazione, si discosta in parte dalle tematiche connesse più direttamente, e anche più di consueto, allo studio dell'organizzazione universitaria fascista ­ quali l'inquadramento degli universitari nel partito fascista e la costruzione della nuova classe dirigente ­ per estendersi, invece, alle problematiche relative alla definizione più ampia della politica estera fascista in connessione con gli aspetti politico-ideologici e propagandistici del regime. È un ambito di ricerca verso il quale si può scorgere una recente convergenza di interessi, proveniente anche da sostenitori di differenti prospettive interpretative del fascismo italiano. Si può partire dal richiamo di Enzo Collotti ­ nella relazione presentata in occasione del convegno bolognese sul regime fascista italiano del 1993 ­ a considerare la dimensione europea e il carattere internazionale del fascismo nell'Europa tra le due guerre, che portava con sé l'invito ad una necessaria messa a fuoco sulla «risonanza internazionale del fascismo» e sulla sua capacità di fornire un «modello da imitare» e, dunque, ad una valutazione della sua «capacità di irradiazione verso l'esterno», da ricercarsi attraverso una «maggiore integrazione nello studio della politica estera del fascismo tra la storia delle relazioni internazionali e la storia politico-ideologica del regime»2. E passare poi al contributo di Elena Aga Rossi alla definizione di una linea interpretativa della politica estera fascista fornito con il saggio per la Storia d'Italia della Laterza, nel quale è più volte sottolineata la necessità di mettere in relazione le concrete scelte di politica estera effettuate da Mussolini e dai suoi collaboratori con l'ideologia e con la specifica «formula politica» espresse dal fascismo3. Altro contributo alla definizione della collocazione del fascismo italiano rispetto alla dimensione internazionale proviene dalla rinnovata attenzione rivolta alle vicende dei Fasci italiani all'estero, concentrata non più, come nel passato, solamente sull'analisi del loro impatto sulle collettività italiane emigrate, ma anche e soprattutto sulle specifiche concezioni di carattere ideologico sostenute dai loro dirigenti. Ci riferiamo principalmente al saggio dedicato ai Fasci italiani all'estero da Emilio Gentile, nel quale vengono delineate le caratteristiche di quella che l'autore definisce la «politica estera» del partito fascista, evidenziando come parte significativa di essa l'espressione della volontà di agire per la diffusione del fascismo all'estero, sulla base di posizioni che anticipavano «l'ideologia imperiale della Nuova Civiltà, che diverrà predominante nella seconda metà degli anni trenta»4.

La ricostruzione della trama delle relazioni intessute dai Gruppi universitari fascisti con le organizzazioni studentesche straniere, con le loro accelerazioni e i momenti di arresto, e con i significativi mutamenti intervenuti nel corso degli anni, può dunque aggiungere un nuovo tassello al panorama di quelle «forme di fiancheggiamento della politica estera al di fuori dei binari formali» espresse dal regime fascista italiano attraverso «gli organismi collaterali del partito fascista e la dimensione propagandistica», delle quali ha di recente ribadito l'importanza Collotti, nel suo volume sulla politica estera fascista5.

In una prima fase, corrispondente alla segreteria di Roberto Maltini, che diresse gli universitari fascisti nel periodo in cui il pnf era guidato da Augusto Turati (1926-30), si posero le basi dell'azione dei guf in campo internazionale, assicurando all'organizzazione una visibilità e una presenza presso i consessi studenteschi internazionali e predisponendo gli strumenti per attivare i contatti con gli universitari stranieri. Obiettivo principale di Maltini fu di ottenere il riconoscimento dei guf e di inserire l'organizzazione universitaria fascista nel sistema delle relazioni studentesche internazionali. Una battuta di arresto si verificò in corrispondenza della breve gestione dei guf da parte di Carlo Scorza, nei mesi in cui alla guida del pnf era Giovanni Giuriati (1930-31). L'emergere della necessità di imprimere una caratterizzazione più marcatamente fascista all'organizzazione universitaria, sul piano interno, si riverberò anche in ambito internazionale, dove si lasciarono cadere le forme di collaborazione instaurate sulla base dell'attenuazione dei legami dei guf con il pnf. Un rilancio e un pieno sviluppo delle relazioni internazionali dei guf si ebbero infine con l'assunzione della guida degli universitari fascisti da parte del segretario del pnf Achille Starace, alla fine del 1931. In questa fase la partecipazione ad organismi studenteschi internazionali e alle loro iniziative, principalmente di carattere sportivo e turistico, fu vista come un utile strumento per promuovere la conoscenza all'estero del fascismo e delle sue realizzazioni. All'interno di questo periodo si inserisce la profonda cesura introdotta dalla campagna etiopica. La posizione dell'organizzazione universitaria fascista in campo internazionale, sulla scia della svolta verificatasi nella politica estera fascista, assunse una connotazione ideologica sempre più marcata, finendo per convergere verso l'allacciamento di rapporti esclusivi con l'organizzazione universitaria nazista, sulla base della solidarietà tra i due regimi proclamata con l'Asse.

1. I riconoscimenti e i dissidi dei primi anni:
le segreterie di Maltini e di Scorza

Il primo manifestarsi di un interesse degli universitari fascisti verso il terreno internazionale è legato alla fase della conquista del monopolio della rappresentanza universitaria da parte dei guf, alla metà degli anni Venti, a scapito delle preesistenti associazioni studentesche degli atenei6. Una tappa importante sulla strada della loro affermazione quali unici rappresentanti degli universitari italiani fu il perseguimento dell'obiettivo del riconoscimento da parte della Confédération Internationale des Etudiants (cie). L'organizzazione studentesca internazionale, fondata a Strasburgo nel novembre 1919 sulla scia ­ come leggiamo in un opuscolo prodotto dalla stessa Confederazione ­ «de la puissante vague de fraternité et de coopération qui, déferlant sur le monde à la suite de la Grande Guerre, amena la fondation de la Société des Nations»7, raccoglieva le unioni nazionali studentesche di numerosi paesi europei ed extraeuropei, al fine di favorire scambi culturali tra gli studenti, di curare l'assistenza agli universitari che si trovavano in paesi stranieri, di promuovere l'organizzazione di viaggi studenteschi all'estero e di manifestazioni sportive internazionali8. Le attività della cie erano coordinate da un Ufficio centrale che aveva sede a Bruxelles e si articolavano in varie Commissioni, le cui sedi erano distribuite in differenti città. L'organo principale della cie era il Consiglio generale, composto dai rappresentanti di tutte le unioni nazionali aderenti, che si riuniva annualmente in congressi, organizzati a rotazione da una delle unioni in una città del proprio paese9. Ai congressi, a cadenza periodica, era associato lo svolgimento di Olimpiadi universitarie internazionali, con la disputa di incontri tra le rappresentanze delle varie nazioni in differenti discipline sportive.

Una delle contrapposizioni che si manifestarono tra le associazioni universitarie non fasciste e i guf nel corso del biennio 1925-26 ­ periodo durante il quale i guf provocarono il graduale assorbimento o la riduzione al silenzio degli organismi studenteschi estranei all'organizzazione fascista, ad eccezione della cattolica fuci ­ si giocò proprio sul terreno del conseguimento della titolarità in seno alla cie. Il riconoscimento dei Gruppi universitari fascisti quali membri della cie per l'Italia, in contrasto con le norme che regolavano l'ammissione di una unione nazionale alla Confederazione, basate sul principio dell'apoliticità10, sanzionò infatti la completa libertà di movimento acquisita dall'organizzazione fascista nelle università italiane.

Alla metà degli anni Venti la rappresentante ufficiale dell'Italia presso l'organizzazione studentesca internazionale era l'Unione nazionale universitaria (unu), associazione fondata nell'aprile del 1922 e operante dal novembre 192311. A partire da quella data, infatti, l'unu si era sostituita al precedente Comitato olimpico studentesco italiano (cosi), organismo al quale si doveva l'organizzazione delle prime olimpiadi universitarie italiane nel 1922 e che per questo aveva ottenuto l'ammissione alla cie12. Nel passaggio dal cosi all'unu, l'associazione aveva acquisito uno spiccato orientamento filofascista, pur mantenendo una qualche continuità nella persona di Corrado Petrone, già presidente del cosi. La «tetrarchia» che reggeva l'Unione nazionale universitaria dal 1924 era infatti composta da Giuseppe Bottai, Corrado Petrone, Bindo Riccioni e Spartaco Orazi, segnalati dal vicesegretario del guf di Trieste come «tutti fascisti»13. Lo stesso vicesegretario, inoltre, riconosceva all'unu «intendimenti di sincera e cordiale collaborazione con il Governo» e al suo programma un carattere «quasi perfettamente fascista e nazionale», tanto da invitare la Federazione nazionale universitaria fascista (fnuf), che allora riuniva i guf delle varie città, a favorire l'incremento dell'unu14. Con coincidenza di interpretazione, poco più di un anno dopo anche il prefetto di Roma descriveva l'unu come «simpatizzante del Governo Nazionale d'Italia» e i suoi dirigenti «persone tutte di sentimenti patriottici, e simpatizzanti fascisti», indicando come scopo primario dell'associazione quello di «infondere nella gioventù universitaria la coscienza del suo compito e della sua dignità di fronte ai destini supremi della Patria»15.

Nella sua qualità di rappresentante italiana nella cie, qualifica ereditata dal cosi, l'unu aveva ricevuto l'incarico di organizzare a Roma le Olimpiadi universitarie internazionali per il 192616. La sua rappresentatività fu però contestata da altre associazioni universitarie, tra cui la Corda Fratres, la Federazione nazionale universitaria, il Sindacato nazionale allievi ingegneri e un redivivo Comitato olimpionico studentesco italiano, nuovamente rappresentato da Corrado Petrone, che nel frattempo si era allontanato dall'unu17. Riunite in comitato provvisorio, sotto la direzione di Stefano Oberti, uno studente antifascista, già segnalato come appartenente all'Unione goliardica della libertà18, esse diramarono, nel giugno 1925, una circolare volta a denunciare il carattere illegittimo di quella organizzazione19. Per parte loro, al contrario, i Gruppi universitari fascisti appoggiarono l'unu, diffondendo un comunicato, pubblicato sul "Popolo d'Italia" del 14 luglio, in cui dichiaravano il pieno riconoscimento dell'unu quale incaricata dell'organizzazione delle Olimpiadi universitarie del 192620. L'orientamento politico dell'unu si rivelò presto. Qualche giorno dopo, infatti, i guf ottennero, nella persona di Giuseppe Paleologo, la presidenza del comitato ordinatore delle Olimpiadi, coordinato dall'unu21. Il tentativo delle associazioni escluse di contestare la giuridicità del Comitato attraverso la convocazione di un congresso nazionale universitario, da tenersi a Roma il 24 e 25 luglio 1925, fallì in seguito all'intervento minaccioso di un gruppo di studenti fascisti durante la seconda giornata di riunione. Il timore che la situazione degenerasse in nuovi incidenti indusse il Municipio a revocare la concessione della sala per il congresso, mentre la Questura provvide ad allontanare i convenuti, diffidandoli dal riunirsi in altri locali pubblici22.

Sgomberato il campo dalle contestazioni, il passo successivo compiuto dai guf fu l'assorbimento dell'Unione nazionale universitaria, atto che permise all'organizzazione fascista di presentarsi alla cie quale unica associazione studentesca di carattere nazionale e pertanto quale unica candidata ad ottenere il riconoscimento nell'organizzazione internazionale23. La strada verso l'accettazione a pieno titolo dei Gruppi universitari fascisti nella Confederazione era ormai aperta. Il riconoscimento dell'Ufficio centrale dei guf quale membro titolare della Confederazione fu ottenuto all'unanimità durante il Comitato esecutivo di Bruxelles, nei primi mesi del 192724. Roberto Maltini, segretario dei guf, partecipò, nel luglio 1927, alla riunione del Comitato esecutivo della cie in Ungheria, prendendo il posto di Spartaco Orazi, in precedenza rappresentante dell'unu25. La sanzione dell'importante riconoscimento internazionale dell'organizzazione universitaria fascista si ebbe definitivamente qualche mese dopo. Tra il 24 agosto e il 4 settembre 1927 si svolsero a Roma, «sotto gli auspici del Partito, organizzati dai Gruppi Universitari Fascisti»26, non solo le Olimpiadi mondiali universitarie, previste per il 1926 e rimandate di un anno, ma anche il ix Congresso della cie27. L'evento fu accompagnato dall'organizzazione di una Mostra delle università italiane, «intrapresa e attuata dai gruppi universitari fascisti, nel quadro del congresso della Confederazione internazionale degli studenti, per colorirne lo spirito, ornarne lo svolgimento, insomma, per completarne l'aura»28, e raggiunse il culmine con il ricevimento da parte di Mussolini dei convenuti al congresso, il 2 settembre29. Ma soprattutto, il congresso si concluse con la nomina di Maltini a presidente dell'organizzazione: «Affermazione e successo degni di molto rilievo ­ si sottolineava nel comunicato apparso sul "Foglio d'ordini" del pnf ­ quando si pensi che fino a pochi mesi or sono si discuteva se ammettere o non ammettere i gruppi fascisti alla Confederazione»30.

L'ingresso dei guf nella cie avvenne dunque sotto i migliori auspici e rappresentò per gli universitari fascisti un pieno successo, non comportando alcun tipo di compromesso. Più complesso, eppure comunque condotto a buon fine, si mostrò, invece, il processo di avvicinamento dei guf ad un'altra associazione studentesca di carattere internazionale, la Fédération Universitaire Internationale pour la Société des Nations (fui). L'ammissione di un gruppo italiano alla fui risaliva al settembre 1926, ma l'effettiva collaborazione dei Gruppi universitari fascisti con la Federazione cominciò dal febbraio 1928, quando, in una riunione dei rappresentanti di tutti i guf a Cortina d'Ampezzo, alla presenza dei rappresentanti del Consiglio direttivo della fui, furono costituiti presso ogni guf i nuclei universitari per la Società delle nazioni, il cui programma fu fissato in un apposito statuto31. Per aderire alla fui, però, visto che non era concessa l'ammissione di associazioni legate ad un partito politico, i guf dovettero rinunciare alla propria qualifica di fascisti, associandosi all'organizzazione come Gruppi universitari italiani per la Società delle nazioni32.

La collaborazione dei guf con questo tipo di organismi internazionali, che raggruppavano le organizzazioni universitarie di diversi paesi ­ una collaborazione ricercata, abbiamo visto, assai precocemente dalla dirigenza degli universitari fascisti ­ comportò la costituzione di una sorta di diplomazia studentesca e, insieme, rese possibile l'avviamento di una vera e propria azione politica in campo internazionale, con l'obiettivo di conquistare all'organizzazione fascista spazi di manovra e ruoli negli organismi direttivi. A questa azione svolta a livello istituzionale, che conobbe fasi alterne e differenti fortune, fu associata un'attività parallela che mirava alla creazione di canali di contatto con gli universitari stranieri. Anche in questo settore, le basi furono poste molto presto, già sul finire degli anni Venti. Attraverso la costituzione di speciali "sezioni studenti stranieri" all'interno dei Gruppi, stabilita in occasione delle modifiche apportate allo statuto ufficiale dei guf alla fine del gennaio 1927, agli universitari stranieri che studiavano negli atenei italiani fu data la possibilità di essere inquadrati nelle strutture dei guf e di usufruire, in questo modo, delle facilitazioni di carattere assistenziale che l'organizzazione universitaria fascista stava approntando in quegli anni33. Al fine, invece, di favorire la conoscenza dell'Italia da parte degli universitari degli altri paesi, fu costituito presso la sede centrale dei guf un Ufficio viaggi, che potesse, da un lato, rispondere alle numerose richieste di facilitazioni, di appoggi e di riduzioni di vario tipo da parte delle comitive studentesche straniere che volevano visitare l'Italia, dall'altro, permettere una crescita dei viaggi all'estero degli universitari italiani34.

L'incentivazione del turismo studentesco sostenuta dai guf rientrava tra le iniziative promosse nell'ambito della Confederazione internazionale degli studenti e risultava tra le maggiormente appoggiate dall'organizzazione fascista. Nella relazione sull'Ufficio viaggi preparata dal rappresentante italiano per l'xi Congresso della cie, che si svolse a Budapest nell'estate del 1929, si sottolineava che l'attività dell'ufficio aveva avuto nell'ultimo anno «un notevole incremento», tanto da tendere a diventare «una delle branche più importanti della organizzazione universitaria fascista»35. Molto si insisteva nel mettere in risalto l'impegno non secondario dedicato dall'organizzazione degli universitari fascisti ai viaggi: «Lo sforzo continuo compiuto dai g.u.f. tende a perfezionare in tutti i dettagli l'organizzazione di questo servizio di assistenza, sia al centro come alla periferia». «Ogni cura e attenzione», si ribadiva, era posta «al miglioramento dell'Ufficio viaggi»; a tal fine era stata progettata una ridiscussione dell'accordo con la Compagnia italiana del turismo, che funzionava da organo tecnico dell'ufficio dei guf, «in modo da consentire più facilmente il raggiungimento dei nostri scopi educativi, culturali e politici». Quali fossero, più precisamente, gli scopi perseguiti dai guf in questo campo emergeva in altri punti del documento. Innanzi tutto dove era delineata la particolare caratterizzazione del viaggio studentesco, così come era concepito e praticato dai guf: esso, dunque, non voleva essere «il solito rapidissimo "tour" che, secondo la pessima moda invalsa presso le grandi compagnie turistiche, fa vedere in pochi giorni tutta una serie numerosa di città alternando le affrettate visite dei Musei con le tappe ferroviarie nei veloci direttissimi, in un succedersi ininterrotto di visioni troppo fuggevoli perché possano essere raccolte e fermate dalla stanca mente del turista affaticato», bensì «una bella occasione perché un certo numero di studenti stranieri, visitando comodamente le città italiane, con tutto il tempo necessario per conoscerle, stringa relazione di buona amicizia con gli studenti italiani, ne impari a conoscere il pensiero ed apprezzarne l'animo generoso, ne conservi l'amicizia al suo ritorno in patria». In questo senso, pertanto, era concepito l'intervento dell'organizzazione universitaria fascista:

Gli studenti stranieri che vengono in Italia sono generalmente accompagnati da un camerata italiano che ne conosce la lingua, e cura tutte le piccole necessità del viaggio. Ad ogni tappa essi sono ricevuti all'arrivo, accompagnati alla partenza ed assistiti durante il soggiorno nelle varie città, accompagnati nelle visite dei Musei da nuclei di studenti del luogo, specializzati nello spiegare ed illustrare le opere d'arte. Spesso le visite si estendono a stabilimenti o istituzioni di carattere industriale o tecnico, a grandi impianti o ad importanti lavori che possano destare l'interesse degli ospiti ecc. Dappertutto essi sono fatti segno a calorosissime accoglienze da parte di autorità ed enti cittadini, sono ricevuti cordialmente dagli esponenti della vita nazionale, e aiutati in tutti i modi, non escluse le sovvenzioni finanziarie.

Se si era assunto l'obiettivo di «attirare il maggior numero di studenti stranieri verso l'Italia e i suoi possedimenti», ­ si precisava infine ­ era non solo perché vi lasciassero «il proprio oro» o perché potessero ammirare le «venerande tele dei musei», ma «anche e soprattutto» perché imparassero «a conoscere noi e la nostra terra» e stringessero «coi loro colleghi d'Italia quei rapporti di reciproca cordialità che domani, nella vita, nelle professioni, nelle arti porteranno frutti proficui»36.

La parabola positiva delle relazioni internazionali dei guf conobbe presto una battuta di arresto. I problemi per l'organizzazione fascista che rappresentava l'Italia si manifestarono in seno alla cie durante il Congresso di Bruxelles, nell'estate del 1930. La Confederazione, infatti, mostrò in quell'occasione un orientamento antifascista che mise alle strette la delegazione italiana. Così Maltini ricordava al segretario del pnf Starace, meno di due anni dopo, l'atmosfera che aveva consigliato l'allontanamento dei rappresentanti italiani:

al Congresso di Bruxelles [] la nostra delegazione decise di partire d'accordo con quella Tedesca, perché i francesi, i polacchi e i belgi avevano reso l'atmosfera irrespirabile agli italiani. Io non ero a Bruxelles, ma avevo intuito che la gelosia e le invidie degli intellettuali si sarebbero scatenate contro di noi, con manifestazioni antitaliane e antifasciste. Ebbi ragione ed informato telefonicamente, diedi istruzioni di partenza37.

Le condizioni non favorevoli ormai presenti nella cie avevano inoltre spinto Maltini a concepire la creazione di una «grande organizzazione internazionale a carattere prevalentemente sportivo e turistico facente capo alla Direzione del Partito», forte dei «numerosissimi» consensi che diceva aver riscontrato: «Germania, Austria, alcuni Stati Baltici e Scandinavi, Ungheria, Bulgheria [sic], Turchia, Grecia, Egitto, Polonia, Stati Uniti, Inghilterra e persino alcuni simpatizzanti francesi». L'idea della costituzione di una organizzazione internazionale alternativa con orientamento fascista, che Maltini aveva formulato per la prima volta nel 1930, era un'idea che sarebbe riemersa nel corso del nuovo decennio, divenendo un aspetto significativo dell'operato dei guf nel campo delle relazioni studentesche internazionali. L'iniziativa di Maltini, però, non ebbe all'epoca possibilità di sviluppo in seguito al cambio della guardia intervenuto, in settembre, ai vertici del partito, con la nomina di Giovanni Giuriati. L'avvento di Carlo Scorza a capo della segreteria dei guf introdusse una decisa cesura nella guida delle relazioni internazionali dei guf. I tratti distintivi della nuova gestione furono in primo luogo la netta perdita di rilievo di questo settore all'interno del generale processo di riorganizzazione dei Gruppi universitari fascisti operato da Scorza e Giuriati38, in secondo luogo il manifestarsi di una maggiore rigidità di contegno e di un netto rifiuto di qualsiasi forma di compromesso.

Esprime bene il mutamento in senso restrittivo verificatosi nell'interpretazione del ruolo da attribuire ai rapporti con l'estero, il paragrafo ad essi dedicato nella lunga circolare sull'ordinamento dei guf emanata da Giuriati a poche settimane dall'assunzione della segreteria del pnf. Sotto il titolo "Atteggiamento all'estero", si stabiliva:

In occasione di viaggi di universitari all'estero, non occorre rammentare che il contegno deve essere correttissimo e rispettosissimo delle leggi e delle consuetudini straniere, ma ­ nello stesso tempo ­ deve essere fieramente dignitoso, e nobilmente cosciente del posto che occupa ­ in tutto il mondo ­ l'Italiano di Mussolini. In occasione di visite di camerati stranieri in casa nostra, l'ospitalità deve essere fatta da signori: senza altezzosità, ma senza servilismo. In ogni caso rammentare: a) noi siamo sempre coloro che danno, non coloro che ricevono; b) trattare gli studenti stranieri, così come essi trattano noi quando andiamo fuori d'Italia: né più né meno. Per la corrispondenza eventuale con l'Estero esigo venga usata ­ in ogni qualsiasi occasione ­ la lingua italiana39.

Veniva dunque dato grande risalto agli aspetti formali ed esteriori relativi alla necessità di manifestare un atteggiamento alto e dignitoso nei confronti degli stranieri ­ il che pure era particolarmente significativo dell'assunzione di una precisa posizione ­ ma nessun accenno era fatto a un qualche programma pratico per incentivare o almeno coltivare i rapporti con gli universitari stranieri e ancora meno alle modalità con cui agire all'interno degli organismi studenteschi internazionali.

A dire il vero, nei primi giorni di novembre, Scorza aveva provveduto a dare comunicazione ufficiale del suo nuovo incarico alle due associazioni internazionali studentesche delle quali i guf erano membri, la cie e la fui. Il 1° novembre era stata inviata al presidente del Comitato esecutivo della cie, Paul Saurin, e ai presidenti delle commissioni della Confederazione una circolare di saluto, nella quale grande spazio era dato al richiamo dell'esperienza studentesca sui campi di battaglia, di cui gli universitari erano chiamati a essere i degni continuatori:

S.E. M. Giovanni Giuriati, nouveau Secrétaire du Parti National Fasciste, m'a accordé le grand honneur de diriger les Gruppi Universitari Fascisti. En commençant mon travail j'élève ma pensée à la mémoire de tous les étudiants tombés sur tous les champs de la noblesse et de l'héroïsme, je salue la fière jeunesse des Athénées avec orgueil, parce que je suis certain qu'elle est, et saura toujours être la continuatrice, et au delà, de toute glorieuse tradition. Je confie dans l'amitié et la fraternité des étudiants étrangers, et je leur envoie la salutation cordiale des étudiants Universitaires Fascistes40.

Una lettera similare era stata inviata due settimane dopo al presidente della fui. Nella lettera, questa volta in italiano ­ forse in ossequio alle nuove disposizioni di Giuriati ­ Scorza annunciava che «la Direzione e la Segreteria Centrale dei Gruppi Universitari fascisti, a cui aderiscono e da cui dipendono tutti gli studenti italiani e tutte le associazioni studentesche italiane, sono, dal giorno 8 del mese scorso, del tutto modificate nelle persone dei dirigenti», e si premurava di assicurare la propria volontà di stringere la collaborazione con la Federazione che, precisava, «tanti meriti ha avuto nel campo studentesco internazionale»41. Ma al di là delle buone intenzioni manifestate da Scorza, la lettera produsse un effetto opposto: finì per creare un aperto contrasto con la fui. Scorza, infatti, non ricordava, o non conosceva, il compromesso che era stato alla base dell'ammissione dei guf alla fui, la rinuncia, cioè, a chiamarsi fascisti. Il presidente della Federazione, pertanto, aveva risposto a Scorza di essere rimasto «quelque peu étonné» della sua proposta di collaborazione, dal momento che, scriveva, «nous possédons déjà en Italie un Groupement Universitaire pour la Société des Nations, qui, si mes renseignements sont exacts, n'est qu'une section spéciale de l'ensemble de vos Associations»42. A questo punto giungeva la replica stizzita di Scorza, che nella ribadita affermazione del legame stretto e indiscutibile dei guf con il partito fascista, manifestava la totale sovversione della politica seguita dalla precedente gestione:

Egregio signore, Le ripeto che non riconosco altre associazioni Universitarie italiane al di fuori dei Gruppi Universitari Fascisti, di cui sono segretario per l'incarico affidatomi dal Partito Nazionale Fascista, a cui tutti gli italiani sono legati da fede, amore e disciplina. Nessuna attività speciale o sezione particolare esistono presso i guf che non siano animate da fede fascista e che non sentano l'alto orgoglio di dimostrarlo. In quanto poi alla lettera circolare che Ella ha ricevuto nel novembre scorso, tengo a dirle che in essa non era affatto l'offerta di una particolare collaborazione, ma solamente un saluto ad una associazione universitaria quale credo sia la fui43.

In coerenza con questa impostazione, all'inizio del 1931 Scorza sciolse i nuclei universitari per la Società delle nazioni che erano stati costituiti presso ogni guf in occasione dell'adesione alla fui44. E ancora, in marzo, di fronte alla sollecitazione di uno dei membri della Commissione nazionale italiana per la cooperazione intellettuale, Giuseppe Righetti, ad organizzare la partecipazione di rappresentanti italiani alle riunioni dei Direttori degli uffici nazionali universitari e del Comitato dei rappresentanti delle organizzazioni internazionali degli studenti, Scorza manifestava, nel rispondere, tutta la sua preclusione nei confronti di questo genere di collaborazione: «Ho chiesto a S.E. il Segretario del Partito ordini in proposito. Sono peraltro del parere in linea generale di non intervenire né di delegare alcuno alle riunioni internazionali delle Confederazioni Estere a sfondo societario. I nostri rapporti con queste Confederazioni che sono limitatissimi non credo sia utile stringerli in alcun modo»45. Una circolare diramata alla fine di luglio, inoltre, riaffermava l'unica ed esclusiva competenza della segreteria centrale dei guf nel «tenere contatto con le varie associazioni sportive, turistiche e politiche estere» e nell'organizzare viaggi all'estero, e proibiva agli studenti iscritti ai guf di «aderire ad altri Enti ed Associazioni aventi comunque contatti con l'estero»46.

La posizione di principio assunta da Scorza non si piegò neppure di fronte ai rischi che un allontanamento delle rappresentanze degli universitari fascisti dalle organizzazioni internazionali lasciasse spazio ad organizzazioni studentesche di fuorusciti antifascisti. A questo proposito manifestava la propria preoccupazione il ministero degli Affari esteri, che riferiva l'allarme avanzato dal sottosegretario generale della Società delle nazioni Giacomo Paulucci di Calboli Barone in relazione alla freddezza di rapporti esistenti tra la fui e i guf:

Durante l'ultimo Congresso della "Fédération universitaire internationale pour la Société des nations" tenutosi a Vienna nel marzo scorso, l'Associazione degli studenti italiani, che già da tre anni fa parte di detta "Fédération", si è limitata a mandare soltanto un rappresentante, a titolo di osservatore. Al funzionario della Società delle Nazioni che fa abitualmente la "liason" di detta "Fédération" fu detto che quest'anno l'Associazione italiana era assente perché i Gruppi Universitari italiani si trovavano in un periodo di riorganizzazione. A titolo confidenziale, però, il rappresentante di qualche altra associazione riferì che, secondo informazioni riservate, gli studenti italiani avrebbero intenzione di uscire dalla "Fédération". Siano o non siano vere queste voci, ritengo opportuno di attirare l'attenzione dell'Eccellenza Vostra su questa questione, la quale ha soprattutto un aspetto eminentemente delicato se si pone in rapporto con i propositi manifestati ­ e, talvolta, anche pubblicati sui giornali ­ dalle associazioni di fuorusciti di Francia e del Belgio di cominciare a partecipare in genere a tutte le organizzazioni internazionali per la Società delle Nazioni. Finora la presenza in queste ultime di associazioni italiane ha impedito l'attuazione di questi propositi, giacché, secondo gli statuti di quasi tutte queste organizzazioni, una sola associazione può rappresentare una data nazione. Ma se, per caso, le associazioni nazionali italiane si ritirassero, questo ostacolo cadrebbe e diventerebbe, allora, difficile impedire l'entrata delle associazioni suddette47.

La questione si propose in termini più stringenti in occasione della con vocazione del congresso della fui a Ginevra, per la fine di agosto. Lo stesso segretario generale della fui, Jean Dupuy, scrisse per avvertire dell'avvenuta costituzione di un gruppo universitario italiano all'estero che si sarebbe candidato come rappresentante italiano nella Federazione al vicino congresso, concludendo con una esortazione: «Je crois que si même vous ne vous intéressez pas à notre action, vous devez venir pour défendre l'intérêt des Associations d'étudiants italiennes et leur prestige à l'étranger»48. Un informatore da Ginevra faceva sapere, solo due giorni dopo, che l'ispiratore dell'Associazione degli universitari italiani all'estero a Parigi era l'antifascista Oberti e che l'assenza dei guf dal congresso avrebbe assicurato qualche possibilità di riuscita al suo progetto di ottenere un riconoscimento ufficiale. Informava anche di aver ricevuto l'autorizzazione del presidente e del segretario della fui a comunicare in via privata il loro desiderio di lasciarsi alle spalle il «vecchio incidente»: «noi ci presenteremmo e ci chiameremmo col nostro nome: Gruppi universitari fascisti, nessuna questione essi più solleveranno»49. Alla fine, quindi, i Gruppi universitari fascisti parteciparono al Congresso di Ginevra con una delegazione, ma, come si ricordava in una relazione riassuntiva dell'operato dei guf nell'anno ix, tenendo «un rigido contegno fascista»50.

Se durante la segreteria di Scorza con la fui si era giunti quasi alla rottura dei rapporti, i guf non manifestarono in questo stesso periodo maggiore apertura nei confronti della Confederazione internazionale degli studenti, con la quale le relazioni erano divenute difficili già negli ultimi mesi della segreteria di Maltini. In un promemoria al segretario del partito Giuriati i rapporti con la cie erano descritti come «limitati agli essenziali per lo svolgimento di attività turistiche». Quasi inesistenti erano i contatti con gli altri organi della Confederazione: «Il Presidente della c.i.e. noto antifascista, certo Saurin, non ci ha mai scritto direttamente. Alla Segreteria della c.i.e. che ci domanda informazioni circa i componenti della Segreteria Centrale dei g.u.f. non abbiamo mai risposto: nell'annuario del 1931 della c.i.e. sono stati perciò pubblicati i nomi degli ex-dirigenti dei g.u.f. e in calce è stata aggiunta una nota in cui si dice che "non è stato possibile avere notizie più sicure sui g.u.f.". Da notarsi che tali notizie non ci sono mai state sollecitate con vera premura». Non si era data risposta neanche all'invito a partecipare al congresso annuale che si sarebbe tenuto a Bucarest, rispetto al quale, inoltre, si segnalava che si sarebbe discusso delle richieste di iscrizione «di alcune minoranze fra cui è dato di presumere siano anche i fuorusciti». A questo punto, si concludeva, non restava che decidere, prima dell'inizio del congresso, «se parteciparvi per portare le nostre opinioni sull'assurdità di una Confederazione internazionale di studenti a scopo politico, e per cercare di avere un posto fra i dirigenti che vengono rinnovati ogni anno, oppure dimettersi dalla c.i.e.»51.

Anche in questo caso si optò infine per la partecipazione, seppure improntata «sopra una linea di fermezza e di dignità». L'atmosfera dei lavori del congresso fu definita «grigia», l'atteggiamento tenuto dalla delegazione italiana di «serrata critica all'attività della presidenza». Eppure, alla fine, la riuscita riconquista di due cariche nel consiglio della Confederazione, quella di vicepresidente affidata al capo della delegazione italiana Agostino Podestà e quella di tesoriere a Dino Gardini, che l'aveva ricoperta già nel passato, permise di volgere in senso positivo il risultato della partecipazione al congresso: «Lo svolgimento dei lavori del Congresso ha dimostrato che il Fascismo cammina e si afferma anche nel difficile campo universitario mondiale»52.

Nonostante Maltini, qualche mese dopo, manifestasse a Starace un giudizio drasticamente negativo sull'operato di Scorza in campo internazionale, parlando del «fatto compiuto del diminuito prestigio dei guf all'estero» e definendo la «posizione dei guf nella situazione internazionale» creata dalla gestione Scorza come una posizione «di assoluta inferiorità e di nessuna comprensione dei diversi problemi», il vero fatto rilevante era che l'organizzazione degli universitari fascisti non aveva interrotto definitivamente i rapporti con le organizzazioni studentesche internazionali neanche durante questa fase di contrasti e di opposizioni, o, per dirla con le parole di Maltini, di «leggerezze» e «gaffes madornali»53.

2. Il rilancio dell'azione dei guf in campo internazionale
con la segreteria Starace

Fu durante la segreteria di Achille Starace ­ dal dicembre 1931 nuovo segretario del pnf, che assunse su di sé anche la carica di segretario dei Gruppi universitari fascisti ­ che le potenzialità ravvisate nell'incentivazione dei rapporti con l'estero furono maggiormente sostenute e incoraggiate. Il terreno delle relazioni studentesche internazionali fu considerato un valido strumento di promozione dell'immagine della nuova Italia fascista che, a partire soprattutto dalle celebrazioni per il decennale, era costruita e proposta con sempre maggiore forza. Ma anche, e soprattutto, le opportunità di incontro e di scambio con gli universitari stranieri da parte degli universitari fascisti furono concepite come occasioni per promuovere la conoscenza e la diffusione della dottrina fascista, che proprio in quegli anni in molti ambienti, e soprattutto in quelli giovanili, era presentata con sempre maggiore insistenza nelle sue valenze universali54.

Il rilancio dell'azione dei guf in campo internazionale partì dalla riconquista di spazi e di influenza in seno alla cie. In un rapporto sulla riunione del Comitato esecutivo della Confederazione, tenutasi a Parigi nel gennaio 1932, il rappresentante italiano Dino Gardini disegnava un quadro del tutto mutato rispetto alla situazione di soli pochi mesi prima. Dopo aver messo in risalto il fatto che già in occasione del precedente Congresso di Bucarest «la maggioranza assoluta delle cariche direttive della c.i.e. vennero assegnate per un biennio ad elementi italiani od amici e fiancheggiatori sicuri dell'opera dell'Italia», Gardini sottolineava come ormai i guf fossero riusciti «a conquistare praticamente tutti i posti di comando della Confederazione»55. Ma, soprattutto, la novità prospettata da Gardini si riferiva alla possibilità di imprimere all'organizzazione studentesca «l'impronta decisa del Littorio»:

Confermo che ho da tempo la netta sensazione che la giovinezza universitaria di tutto il mondo sia stanca dei vecchi dirigenti, delle vecchie formule e delle superate correnti politiche ed ideologiche che sinora si sono disputate il primato ­ e che attende e cerca una parola nuova. Ci sarebbe così offerta la sicura possibilità d'incanalare queste masse universitarie ­ che pure rappresentano un'aristocrazia ­ secondo le linee tracciate della Rivoluzione fascista, permettendoci di realizzare quell'ideale di espansione spirituale ed imperialistica oltre i confini, che è una delle più luminose ed ambite aspirazioni del Fascismo.

Lo stesso Gardini prospettava, quindi, le linee di un intervento dell'organizzazione universitaria fascista nei confronti della gioventù universitaria straniera, che si concretavano nell'ipotesi della conquista di una leadership italiana in campo studentesco:

In questo momento l'Italia fascista può ­ se vuole ­ portarsi alla testa del movimento universitario internazionale. Facendo leva sul proprio prestigio di organizzazione ovunque conosciuta e stimata, sulla simpatia acquisita in parecchi anni di buon lavoro anche in campo universitario internazionale, e sulla forza della nuova idea che può offrire finalmente alla giovinezza di tutto il mondo la meta ansiosamente cercata, l'Italia Fascista può con certezza conquistare, in questo campo, il posto che le spetta di guidare e di plasmare la giovinezza universitaria di tutto il mondo. E non sarebbe piccola cosa poiché qui sono i quadri futuri dei popoli e degli Stati. Non dico con questo che tale scopo possa essere raggiungibile senza fatica o sacrificio. Affermo però che tale scopo è ­ se da noi voluto ­ realizzabile.

Il successivo congresso della cie, che si tenne a Riga dal 5 al 15 agosto 1932, rappresentò un ulteriore rafforzamento della posizione dei guf. Dopo cinque anni essi riottennero l'incarico di organizzare in Italia le Olimpiadi universitarie internazionali ­ che si sarebbero svolte, nel 1933, a Torino per i giochi estivi e a Bardonecchia per quelli invernali ­ e il congresso della Confederazione, che avrebbe avuto luogo a Venezia nel settembre dello stesso anno. Inoltre, fu affidata ai guf l'organizzazione tecnica dell'attività sportiva internazionale, con la costituzione a Roma di un Ufficio dello sport universitario internazionale (usui). Infine, la delegazione italiana ottenne nuovamente due cariche direttive nel Comitato esecutivo della cie, nelle persone di Giovanni Poli, vicesegretario dei guf, eletto vicepresidente della confederazione, e di Gardini, nominato tesoriere56. Nell'illustrare i positivi risultati ottenuti a Riga, un promemoria della segreteria dei guf commentava: «Attraverso questa attività, che senza dubbio è la più importante della Confederazione, i Guf possono potenziare la propria opera di propaganda fra le classi intellettuali dei paesi stranieri, opera che si è già dimostrata efficace allo scopo di meglio far conoscere il Fascismo e di attirare su di esso le generali simpatie dei giovani»57. Non a caso, accanto ai risultati di carattere ufficiale, nella relazione sull'opera svolta dalla delegazione italiana al Congresso di Riga non si mancava di mettere in risalto «l'opera non ufficiale compiuta dai g.u.f.», che percorreva le linee del progetto delineato da Gardini:

I frutti di tale attività ufficiosa sono: l'aumentato prestigio dell'Italia nella c.i.e., l'interesse destato in tutte le delegazioni per l'organizzazione dei g.u.f. ed in genere la dottrina fascista, il desiderio creato in ogni studente straniero di entrare in rapporto con i nostri universitari e venire a conoscere questa Italia fascista di cui hanno sentito la dinamica attività al Congresso, ed infine l'attesa nel mondo studentesco per i giuochi internazionali di Torino cui anche paesi che non fanno parte della c.i.e. (come la Germania, l'Austria, l'Olanda e gli Stati Scandinavi) hanno espresso il desiderio di partecipare durante i tre giorni in cui la Delegazione si è fermata a Berlino58.

A detta della delegazione dei guf, inoltre, il congresso si era svolto tutto all'insegna dell'organizzazione italiana:

Per tutta la durata dei lavori questa è stata veramente un centro di vita della Conferenza: dalla cerimonia d'inaugurazione dove il Nunzio ha tenuto a colloquio vicino a sé, davanti a una folla curiosa, i delegati fascisti in camicia nera intrattenendoli con parole di viva ammirazione per il Duce ed il Fascismo, alla grande dimostrazione con cui si è chiuso [sic] al canto di giovinezza e con grida ripetute di viva l'Italia l'ultima riunione offerta ai Congressisti dagli studenti delle Corporazioni lettoni, alla presenza dei Ministri degli Esteri e dell'Istruzione, si può ben dire che la Conferenza ha subito in ogni momento l'influenza italiana.

Pertanto la relazione si chiudeva con l'affermazione: «l'Italia ha oggi per mezzo dei g.u.f. un magnifico campo di azione nell'organizzazione internazionale degli studenti, e una significativa ondata di interesse».

All'interno del medesimo progetto mirante a sostenere ed incentivare la presenza dell'organizzazione degli universitari fascisti all'estero si inseriva la ripresa e il potenziamento dei canali di contatto con gli universitari stranieri attivati sin dalla fine degli anni Venti. Anche in questo caso l'azione, sotto la guida di Starace e dei due vicesegretari dei guf che si succedettero nel corso degli anni Trenta, Giovanni Poli e Fernando Mezzasoma, si caricò di più forti valenze ideologiche e propagandistiche. In primo piano, naturalmente, rimaneva la promozione del turismo studentesco. Nel campo dei viaggi all'estero degli universitari dei guf si puntò principalmente all'organizzazione di grandi crociere con la partecipazione di centinaia di studenti. Le più significative, organizzate nella prima metà del decennio, furono la crociera in Tripolitania nel 1932, di otto giorni e con la partecipazione di 650 studenti, la crociera in Oriente nel 1933, per la durata di 15 giorni e con 350 partecipanti, le quattro crociere nel Mediterraneo nell'estate del 1934, ognuna di 15 giorni e con 350 partecipanti59. Nel settembre del 1934, infine, un gruppo di 350 studenti dei guf fu mandato negli Stati Uniti, con una crociera che durò complessivamente 41 giorni e che portò gli universitari italiani a contatto con le principali città e università americane, avendo in programma perfino un incontro con Roosevelt, che invece non ebbe luogo60. La crociera, definita «quella di più vaste proporzioni e che ha avuto il più grande successo»61, si riprometteva di offrire agli americani la migliore immagine della gioventù italiana. I partecipanti, infatti, vennero scelti principalmente tra gli atleti universitari e, come scriveva il "Popolo d'Italia", la selezione fu fatta «anche dal lato estetico»62: tra i criteri per essere ammessi al viaggio vi erano anche quelli di raggiungere l'altezza minima di m. 1,75 ed essere esenti da imperfezioni fisiche63. Il soggiorno, inoltre, prevedeva la disputa di una serie di incontri sportivi tra «fascisti universitari e universitari americani»64. Insomma, come leggiamo in un articolo dedicato all'evento, «con questo viaggio che riveste una importanza ben più alta di quella che può avere una semplice crociera, è una vera e propria rappresentanza dell'Italia che va negli Stati Uniti, la più bella e più significativa che mai un popolo abbia mandato ad un altro popolo»65. L'intento propagandistico del viaggio fu rimarcato anche nelle parole del messaggio indirizzato «alla giovinezza universitaria degli Stati Uniti d'America» allo sbarco nel continente. Dopo aver affermato che a giungere negli Stati Uniti erano «i figli dei combattenti e i primi rappresentanti delle generazioni spiritualmente formate nel clima della rivoluzione fascista», il messaggio precisava il significato simbolico che la spedizione assumeva: «l'ambasceria giovanile reca lo spirito della nuova Italia, sereno per la raggiunta pace sociale delle classi, per la fervida volontà di lavoro e di pace, per la spontanea dedizione agli ideali della Patria, e mostrerà come alla sanità dello spirito si accoppi la vigoria dei corpi temprati negli esercizi sportivi»66. Le tappe della crociera americana furono documentate anche attraverso le immagini, con servizi inseriti in ben quattro cinegiornali dell'Istituto Luce67.

Non minore fu l'attenzione dedicata dalla segreteria dei guf a quello che era definito il «turismo ricettivo», vale a dire l'accoglienza dei gruppi di studenti stranieri in viaggio in Italia. L'Ufficio viaggi della segreteria centrale dei guf fu impegnato in una diffusa corrispondenza con le unioni studentesche straniere per la programmazione dei viaggi, funzionando né più né meno che come un'agenzia turistica, attraverso la proposta di un programma di massima per il giro da compiere, la presa di contatti con gli alberghi e le ferrovie per trovare le sistemazioni più convenienti, la redazione di preventivi, e così via68. Il ruolo dei guf non si limitava, però, alla cura degli aspetti tecnici, il che pure non è da sottovalutare, considerando che in questo modo i guf si assicuravano il controllo e il monopolio del movimento delle comitive studentesche straniere. L'azione dei guf, appunto, proseguiva con l'accoglienza delle comitive nelle città da esse toccate svolta da elementi del guf locale, che poi accompagnavano gli studenti stranieri nelle tappe del loro giro. Scopo di questa attività era, come spiegava una pubblicazione dei guf, «di condensare davanti agli occhi dello straniero la multiforme vita italiana, ponendo nel giusto rilievo le opere principali del Regime, nel campo ricostruttivo e organizzativo» e, a tal fine, veniva spesso data ai visitatori «la possibilità di partecipare alla vita delle organizzazioni studentesche italiane»69. Insomma, il turismo studentesco si presentava e veniva utilizzato quale importante strumento di promozione dell'immagine del regime fascista italiano e delle sue realizzazioni. L'attività turistica, sintetizzava efficacemente il vicesegretario dei guf Mezzasoma, «in Regime fascista ha assunto la forza di una funzione politica»70.

Anche nell'ambito delle strutture dei guf create per inquadrare gli universitari stranieri che studiavano in Italia ­ le sezioni studenti stranieri ­ alle attività di carattere assistenziale indirizzate a migliorare l'accoglienza dello studente nelle università italiane (aiuto nella ricerca dell'alloggio, riduzioni nel pagamento delle tasse universitarie, riduzioni per cinema e teatri, fornitura di informazioni di vario genere ecc.) si affiancarono altre iniziative che miravano ad ottenere un maggiore coinvolgimento degli studenti stranieri nella vita dei Gruppi universitari fascisti71. Come leggiamo in una pubblicazione dei guf, infatti, le sezioni studenti stranieri avevano «il compito d'intraprendere un'opera lenta e tenace di penetrazione spirituale, cercando di ambientare con assoluta naturalezza gli studenti esteri nell'atmosfera di vita e di pensiero in cui crescono e si fortificano sempre maggiormente le intelligenze e le energie della gioventù italiana»72. A questo scopo furono attivate iniziative nel più specifico campo politico-culturale, quali corsi o conferenze, per la diffusione della conoscenza del fascismo tra gli studenti stranieri. Una delle più note e ampie fu quella cui dette vita il guf di Roma nel 1935: un «corso di cultura fascista per stranieri», avviato in collaborazione con l'Istituto superiore di studi corporativi di Roma e inaugurato in febbraio nella sede dell'Istituto, con una prolusione sul tema "Le Corporazioni", tenuta da Dino Gardini73. L'intento che aveva guidato l'iniziativa era quello di «mettere a disposizione degli stranieri residenti a Roma o anche di passaggio un'istituzione culturale che, mediante un regolare svolgimento di lezioni, possa seriamente e minutamente informare coloro che si interessano del movimento fascista di ciò che rappresenta il Fascismo nel campo delle idee e dell'azione»74. Al corso, che prevedeva anche un esame finale, parteciparono 41 stranieri, cifra ritenuta ragguardevole dal segretario del guf e dal direttore dell'Istituto, i quali si ripromettevano di dare seguito all'iniziativa negli anni successivi, con l'aggiunta di una parte pratica da attuarsi «attraverso la conoscenza diretta delle realizzazioni del Fascismo»75.

Un nuovo strumento per la promozione della conoscenza del fascismo italiano all'estero si aggiunse dal 1932 con la costituzione dei guf all'estero. Nati da un accordo tra la segreteria dei Fasci all'estero e il direttorio del pnf, essi erano definiti come l'organizzazione che avrebbe inquadrato «le forze più adatte a valorizzare la realtà delle conquiste nazionali». Difatti, al primo punto nel programma delle loro attività era la propaganda, che doveva essere svolta «oculatamente, ma in profondità e con ogni mezzo opportuno: dalla conferenza alla serena e dignitosa discussione». Il programma di propaganda previsto per i guf all'estero comprendeva la promozione di «conferenze e letture pubbliche, particolarmente tra i giovani»; un invito, almeno mensile, di studenti esteri per «conversazioni di cultura fascista»; l'incoraggiamento delle università straniere alla trattazione di tesi di studio riguardanti le istituzioni fasciste76.

Come si vede, l'insieme delle iniziative riguardanti i rapporti con l'estero dell'organizzazione universitaria fascista puntarono decisamente, nei primi anni della segreteria Starace, a promuovere la conoscenza del fascismo tra le giovani classi colte straniere e ad influenzarle con la sua dottrina. Al culmine di questa fase si situava l'accresciuta influenza della rappresentanza universitaria fascista all'interno della Confederazione internazionale degli studenti raggiunta nel 1935. In occasione dei congressi che si tennero quell'anno a Roma, in coincidenza con i Littoriali della cultura e dell'arte, e a Praga, Dino Gardini, che aveva riportato all'Italia la presidenza della Confederazione, si fece promotore di un progetto di riforma dello statuto della cie secondo un criterio corporativo, che andava nel senso di organizzare la rappresentanza degli studenti in base alle future categorie professionali cui essi avrebbero appartenuto77. Era un tentativo di introdurre all'interno della Confederazione studentesca un principio di ispirazione fascista, che implicava una diversa concezione dello studente: «la Confederazione verrebbe ad occuparsi dello studente non solo in quanto fa dello sport, viaggia e si diverte, ma anche e soprattutto in quanto futuro produttore, professionista, dirigente, artista, e quindi uomo politico»78. La proposta, però, non andò oltre la fase della discussione. Sopraggiunse, infatti, un nuovo fattore che avrebbe prodotto significativi mutamenti nelle relazioni dei guf con l'estero: l'intervento italiano in Etiopia.

3. Le conseguenze della guerra in Etiopia: l'alleanza
con la Deutsche Studentenschaft

L'avvio della campagna etiopica, con le profonde ripercussioni sul piano internazionale che essa comportò, determinò un'improvvisa rotta di collisione dei guf con gli organismi studenteschi internazionali79. Immediata fu la reazione della Federazione universitaria internazionale per la Società delle nazioni. Essa, infatti, nel novembre 1935 fece recapitare ai guf un questionario sul conflitto italo-etiopico, sulla base del quale avrebbe deciso quale atteggiamento prendere nei confronti dell'organizzazione universitaria italiana. La risposta dei guf, formulata in una lettera di Mezzasoma, fu che le domande poste erano state superate dagli eventi: «al questionario [] i goliardi italiani hanno già risposto arruolandosi nelle legioni delle camicie nere destinate all'Africa Orientale», scrisse il vicesegretario dei guf, approfittando dell'occasione per ribadire le accuse italiane contro la Società delle nazioni80. La guerra in Etiopia causò anche l'interruzione dei rapporti con la cie: i guf, infatti, non parteciparono alla riunione del Consiglio della Confederazione, che ebbe luogo a Londra nel dicembre 1935, e persero la presidenza che tenevano da un anno81.

Non furono solo queste le conseguenze indotte dalla mutata situazione internazionale determinata dall'intervento italiano in Africa. Se da una parte, infatti, la campagna etiopica provocò l'allontanamento temporaneo dei guf dagli organismi studenteschi internazionali, per un altro verso essa determinò le condizioni per un rilancio dell'azione dei Gruppi universitari fascisti in campo internazionale, caricandola di nuovi significati. Così come la guerra in Etiopia segnò per l'Italia mussoliniana il passaggio ad una politica estera sempre più dinamica e rilanciò le correnti fautrici della diffusione del fascismo in campo internazionale, tanto da far parlare Bottai dell'intervento in Africa come di una «marcia da Roma»82, allo stesso modo essa accentuò il ruolo attribuito dal regime alla gioventù fascista in rapporto ai giovani degli altri paesi. Le linee di condotta furono dettate dallo stesso Mussolini, che nel febbraio 1936 lanciò dal "Popolo d'Italia" un Appello agli studenti di tutta Europa. L'appello era un atto d'accusa contro le sanzioni, individuate come gli elementi che avrebbero potuto provocare l'accendersi di una violenta conflagrazione europea, e un invito agli studenti europei a «stringersi in unità spirituale, al di sopra dei politicanti», per evitare il drammatico esito prospettato83. Era stata poi "Critica fascista", qualche mese dopo, a tradurre sul piano teorico il senso dell'appello mussoliniano, parlando di un «fenomeno "giovinezza", che è stato il lievito di questo portentoso ed inarrestabile dopo-guerra» ormai passato «inavvertitamente ma fatalmente dal piano nazionale a quello internazionale»84. Il mito della gioventù, da sempre al centro dell'ideologia fascista, finiva per essere identificato con il fascismo stesso e incarnandosi nella «giovinezza internazionale» contrapposta ai «vecchi stati» democratici ne rappresentava il processo espansivo: «Questo fenomeno "giovinezza" sviluppatosi e consolidatosi saldissimamente in Italia, ha trovato in Germania fertile terreno e si va espandendo in altri paesi: in questo momento comincia a traboccare nelle assisi internazionali. E come dentro le unità nazionali furono i vecchi (anche se giovani di anni) che accusando i combattenti di inesperienza identificarono la "giovinezza" come la nuova potenza, così oggi nel campo internazionale sono i vecchi stati (anche se rappresentati da giovani) che identificano la "giovinezza internazionale" come nuova potenza nel campo della realtà internazionale»85. Più esplicita ancora era la posizione assunta dal settimanale del guf romano, "Roma fascista", il quale, nel pubblicare in diverse lingue l'appello di Mussolini agli studenti, attraverso l'editoriale dal titolo Giovani di tutti i Paesi: a noi! ne forniva questa interpretazione:

La giovinezza fascista, vincitrice delle resistenze interne, trionfatrice assoluta in Italia fino ad essere l'unica forza attiva della Nazione, è alla seconda tappa della sua marcia. La giovinezza è una forza del mondo, è la forza più universale del mondo. E il Fascismo è l'idea universale che riscatta questa giovinezza e la mette in moto. L'insurrezione si allarga a tutto il mondo. È stato necessario che i governi di quasi tutti gli Stati affermassero con parole solenni il loro odio per questa insurrezione sublime, è stato necessario che quelli che erano sulla soglia di una inevitabile e disonorante catastrofe tentassero il delitto assurdo di strozzare coloro che cominciavano appena a crescere, per lasciare il nulla dietro di sé, è stato necessario questo perché il proclama insurrezionale a tutti i giovani del mondo fosse anche nei più contingenti particolari giusto e giustificato. Dopo la orrenda offensiva dei vecchi contro le forze più pure e più nuove, il contrattacco della gioventù ha il valore di una missione sacra [] La nuova marcia su Roma comincia. Nelle sordide stanze di molte capitali straniere è ancora possibile fare un "bivacco di manipoli". La nuova Roma, meta della Rivoluzione è il mondo86.

Proprio all'interno di questo quadro ideologico si inseriva il senso della svolta verificatasi nell'azione internazionale dei guf, che andò nella direzione di un potenziamento dei mezzi, da un lato, e della ulteriore politicizzazione degli scopi, dall'altro. Scriveva Giuseppe Longo a questo proposito:

La rinascita dell'Impero impone a tutti ed a ciascuno nuovi doveri e più ampie responsabilità. L'Impero non è solo un'entità economica e territoriale, ma è soprattutto una realtà morale, una conquista dello spirito che va giorno per giorno, anno per anno, consolidata, potenziata, sviluppata. Una necessità a questo fine imprescindibile è la formazione in tutte le categorie della produzione, di sempre più vasti nuclei di giovani competenti di questioni internazionali e propagandistiche conoscitori delle forze e degli interessi che regolano le relazioni dei popoli e maturano le situazioni più disparate e, a volte, contraddittorie. È tempo che la gioventù forgiata nel "clima duro" della Rivoluzione faccia sentire più decisamente e più ampiamente la sua presenza nei vari settori delle relazioni internazionali. Far circolare per il mondo questa gioventù, sagomata dall'educazione fascista, sarà anche un'ottima opera di propaganda87.

L'invito di Longo dalle pagine di "Critica fascista" non rimase inascoltato, dal momento che corrispondeva alla linea perseguita in quel momento dalle massime cariche del regime. L'interesse per questo particolare ambito di azione dei guf, infatti, si accrebbe con la fine della guerra in Etiopia e trovò un significativo appoggio nel giovane ministro degli Esteri Galeazzo Ciano. Molti i segnali che ci indirizzano verso questa constatazione. Innanzitutto, sin dal luglio 1936, sulla base della «opportunità e utilità di operare sulle masse studentesche [] additata dal Duce nell'appello agli studenti d'Europa», si procedette alla riorganizzazione dei guf all'estero, dei quali si era lamentato il rallentamento o addirittura l'arresto nelle attività88. Circa un anno dopo si giunse alla redazione di un nuovo statuto, che affidava ai guf all'estero i compiti di «inquadramento degli universitari italiani e assistenza sia morale che fisica secondo la dottrina fascista» e della «diffusione tra l'elemento studentesco ed intellettuale straniero della cultura italiana [] e dei principi e degli scopi del Fascismo»89. Una seconda importante iniziativa, che andava nel senso di valorizzare l'azione dei guf in campo internazionale, fu l'istituzione di una sede per gli studenti stranieri a Roma. Sollecitata dal fiduciario della sezione studenti stranieri del guf di Roma, Adriano Silenzi, affinché questa potesse «degnamente svolgere il suo vasto programma di ospitalità ed assimilazione degli studenti esteri sotto l'insegna del Littorio» e «avvicinare questi alle giovani forze goliardiche dell'Urbe»90, la sede fu realizzata in seguito al diretto interessamento di Ciano e del ministero degli Esteri, che ne assunse gli oneri di affitto e di funzionamento91. Inaugurata nell'aprile del 1937, alla presenza dello stesso ministro degli Esteri e del segretario del partito92, la nuova istituzione, che, scriveva "Roma fascista", sarebbe stata frequentata «unicamente da universitari fascisti, per quanto riguarda l'elemento italiano», si sarebbe fatta promotrice di iniziative, attraverso le quali «ogni dogma e principio, del pensiero e della disciplina fascisti saranno spiegati e illuminati nel loro vero e reale valore, senza possibilità alcuna di sottintesi o di travisamenti»93. Con l'istituzione della sede per gli studenti stranieri a Roma, presso Palazzo Giacomini, il guf romano acquisiva un'importanza centrale nella gestione dei rapporti con l'estero dell'organizzazione universitaria, confermata dall'incarico attribuito nel 1937 al suo settimanale, "Roma fascista", di seguire le attività svolte dalle sezioni studenti stranieri di tutti i guf94.

Ma a subire una significativa modificazione in conseguenza degli eventi internazionali che scuotevano l'Europa alla fine del decennio fu soprattutto il carattere dell'impegno politico dei guf nei riguardi delle organizzazioni studentesche straniere. Esso, infatti, si orientò sempre più verso l'affermazione di più nette posizioni ideologiche e si caratterizzò per un progressivo avvicinamento alle organizzazioni che più direttamente si riconoscevano nei postulati fascisti. Lungo questa strada si consumò il definitivo distacco dei guf dalla Confederazione internazionale degli studenti. I dissidi politici che già si erano manifestati all'interno dell'organizzazione studentesca finirono per sancire l'incompatibilità dell'organizzazione universitaria fascista con la cie. Dopo che, sull'onda del successo ottenuto con la proclamazione dell'impero, i guf avevano ripreso i contatti con la Confederazione, partecipando al congresso svoltosi nell'agosto 1936 a Sofia e alla successiva riunione che si tenne a Vienna nel gennaio 1937, i contrasti con gli organismi direttivi si esacerbarono sempre di più, sino alla decisione dei guf di abbandonare la Confederazione, nel gennaio 1938, qualche tempo dopo l'uscita dell'Italia dalla Società delle nazioni95. Già alla metà dell'anno precedente era apparso chiaro che la strada imboccata dal regime fascista in campo internazionale rendeva del tutto inopportuna la partecipazione dei guf ad un organismo che era nato sulla scia degli intenti di collaborazione internazionale perseguiti dalla Società delle nazioni. Tutto ciò era stato con evidenza prospettato a Ciano, in un promemoria del luglio 1937:

La c.i.e. è un'organizzazione sedicente apolitica, ma che in realtà, per i suoi principi inspirati agli ideali della Società delle Nazioni, quindi a base pacifista-democratica, è l'espressione di un mondo politico lontano e in contrasto col Fascismo, e soprattutto, per i suoi organi di netta tendenza di sinistra, si rivela tutt'altro che neutra e imparziale. Infatti il Segretariato Generale della c.i.e. ha sede, per statuto, a Bruxelles; e il Segretario Generale è, perciò, di diritto, un iscritto all'Unione Nazionale Studentesca belga, che è completamente dominata dai socialisti []. Presentemente il Segretario Generale è John Gilissen, socialista. Presidente è l'inglese Lincoln Ralphs, a quanto mi consta, ebreo e laburista. Con questi organi amministrativi ed esecutivi avviene che tutta l'attività e il tono della Confederazione risentano delle simpatie, non sempre nascoste, per la causa dell'antifascismo internazionale e che il dispetto per l'andamento degli avvenimenti politici si riveli in atteggiamenti di ostilità ai Guf, sol che si presenti un qualunque pretesto96.

Conseguentemente a tali premesse, il promemoria si chiedeva quale significato potesse ancora avere per i guf il rimanere in un'organizzazione «in cui essi si trovano necessariamente a disagio per il dissidio di ideologie e di educazione, senza potere praticamente svolgere un'azione efficace di propaganda» e, quindi, prospettava l'ipotesi «di staccare dalla c.i.e. paesi come la Germania, l'Austria, l'Ungheria, la Polonia, l'Albania, le repubbliche baltiche, oggi forse anche la Jugoslavia e la Grecia, e di chiamare inoltre il Portogallo e la Spagna Nazionale per costituire un organismo più adeguato ai propri principi, che raccolga, fuori di ogni equivoco mortificante, la gioventù sana d'Europa e non solo d'Europa»97.

La prospettiva di dare vita ad un'organizzazione studentesca internazionale di stampo filofascista, costruita dunque su basi ideologiche, stava prendendo corpo in questo stesso periodo ad opera dei Comitati d'azione per l'universalità di Roma (caur), organismi creati nel 1933 sotto la direzione di Eugenio Coselschi, con l'intento di promuovere l'azione del fascismo in campo internazionale98. Sulla base dell'Appello agli studenti d'Europa apparso sul "Popolo d'Italia", i caur avevano cominciato a lavorare sin dal marzo 1936 ad un coordinamento della gioventù studiosa delle varie nazioni nel segno dell'antibolscevismo99. Il progetto si concretizzò nella costituzione, sotto la direzione dei caur, di un'organizzazione studentesca internazionale ispirata ai principi del fascismo mussoliniano, denominata Union Universitaire Mondial d'Ordre Nouveau (umon) e coordinata dallo studente belga Emmanuel Noël, presidente della Corporazione universitaria nazionale belga100. Proclamando la lotta al liberalismo politico ed economico, al marxismo, al parlamentarismo ed al capitalismo e in nome della creazione di una economia corporativa internazionale101, l'organizzazione raccolse le adesioni di gruppi più o meno consistenti di studenti di vari paesi, riuniti in organizzazioni di destra, fasciste o filofasciste102. L'umon, però, non ottenne l'appoggio dei guf, i quali, pur condividendo il progetto di creare un organismo studentesco internazionale legato ai principi fascisti, mal digerivano l'idea di subire l'iniziativa di un'organizzazione ad essi esterna, come i caur, in un settore di loro specifica competenza, quale quello universitario103. Essi, pertanto, rifiutarono di appoggiare l'impresa posta in atto dai caur e si impegnarono nel realizzare una propria autonoma linea di condotta in campo internazionale, che mirava a creare un organismo studentesco filofascista, attraverso il consolidamento di un nucleo centrale basato sull'alleanza con la corrispondente organizzazione tedesca, la Deutsche Studentenschaft104.

Le radici di questa collaborazione risalivano al viaggio organizzato dai guf a Berlino in occasione delle Olimpiadi, nell'estate 1936. La spedizione di 500 fascisti universitari, scelti tra coloro che si erano distinti nelle prove sportive o che avevano meritato riconoscimenti per la loro azione nei guf, per il momento storico in cui si verificava, pochi mesi dopo l'avvenuta conquista dell'Etiopia, fu caricata di un forte valore simbolico e dimostrativo. Non a caso essa fu improntata, esteriormente, alla più perfetta disciplina militare105. Quale fosse il carattere particolare di questa nuova grande spedizione di universitari fascisti in un paese straniero, era efficacemente spiegato in un articolo apparso sul numero di "Roma fascista" uscito in corrispondenza del viaggio, contenente numerosi articoli in tedesco, nonché un editoriale dal significativo titolo di Fascismo, destino d'Europa:

Un particolarissimo significato acquista il viaggio degli universitari a Berlino nell'odierno momento storico. La schiera compatta dei fascisti universitari sarà, in mezzo all'immensa folla cosmopolita che fin da ora gremisce la capitale del Reich, il simbolo vivo di quella gioventù italiana che si è affermata nella più grande delle lotte, come degna di costituire oggi e domani i quadri e le falangi dell'Impero, e di fronte alla gioventù di tutti i paesi, raccolta a celebrare queste gare in cui si esaltano le energie fisiche, strumento ed arma di quelle più alte energie che sono quelle dello Spirito, i goliardi fascisti rappresenteranno ­ senza dubbio degnamente ­ tutta la gioventù italiana che onora e apprezza la forza e la resistenza del fisico perché sia mezzo sempre più potente e fedele dei grandi compiti dell'uomo del tempo fascista.

Inoltre, il fatto che le Olimpiadi si svolgessero in Germania forniva lo spunto per sottolineare le affinità ideologiche che, in quel momento di dura contrapposizione con le democrazie europee, legavano i regimi tedesco e italiano e, conseguentemente, le gioventù dei due paesi:

La nazione che organizza quest'anno le gare olimpioniche è la Germania. La massima celebrazione della gioventù è affidata a quel popolo che ha dimostrato oggi in pieno di aver saputo rigenerare la sua giovinezza e di voler vivere tutta la completezza della sua vita giovanilmente. Gli universitari fascisti sono lieti che questa coincidenza delle Olimpiadi li faccia viaggiare in terra tedesca in questo tempo in cui la Germania ha mostrato, per molti segni tangibilissimi, di avere più di un concetto fondamentale di vita politica in comune coll'idea Fascista, e di possedere saldamente le qualità che il giovane del tempo fascista soprattutto ammira: il senso della dignità, e l'ardimento serenamente calcolato106.

La collaborazione tra le organizzazioni universitarie italiana e tedesca cominciò ad essere impostata su basi concrete a partire dalla fine del 1937. Un promemoria del novembre 1937 indirizzato a Starace informava il segretario del partito dell'intenzione dei dirigenti della Deutsche Studentenschaft di recarsi a Roma per stabilire un programma di rapporti tra le due organizzazioni107. Per l'occasione la segreteria dei guf aveva stilato il seguente progetto di collaborazione, che aveva ottenuto l'approvazione del ministero degli Esteri:

La Segreteria dei Gruppi universitari fascisti e la Reichsstudentenführung, nell'intento di rendere sempre più stretti ed efficaci i rapporti tra la gioventù studiosa italiana e la gioventù studiosa tedesca, convengono di collaborare attivamente in tutti i settori dell'attività studentesca e per la conoscenza reciproca dei rispettivi Paesi e dei loro problemi politici, sociali, economici.

Esse stabiliscono di realizzare tale collaborazione valendosi dei seguenti mezzi:

a) riunioni culturali studentesche, in cui si studino le organizzazioni rispettive e si discutano i problemi inerenti di maggiore interesse;

b) scambio di studenti che le due organizzazioni favoriranno in ogni modo possibile, interessandosi di ottenere facilitazioni speciali per viaggi e soggiorni nei Paesi rispettivi;

c) invito reciproco di rappresentanze alle principali manifestazioni delle due organizzazioni;

d) scambio della stampa studentesca dei rispettivi Paesi e collaborazione reciproca degli studenti di ciascun Paese alla stampa studentesca dell'altro;

e) organizzazione di incontri sportivi e partecipazione reciproca a campi invernali, estivi, montani, marini;

f) partecipazione degli studenti di ciascuno dei due Paesi inscritti presso Università dell'altro, alla vita e alle attività dell'Unione Studentesca del Paese che li ospita108.

Sulla base di questi primi approcci, nel corso del 1938 e del 1939 ­ il momento più caldo delle relazioni italo-tedesche, tra il viaggio di Hitler a Roma, la promulgazione delle leggi razziali e la firma del Patto d'acciaio ­ presero il via una serie di incontri tra le rappresentanze delle due organizzazioni. Nell'aprile 1938, in occasione dei Littoriali della cultura e dell'arte di Palermo, si svolse il i Convegno della gioventù italo-tedesca. Organizzato dal vicesegretario dei guf Mezzasoma, il convegno aveva lo scopo, come leggiamo su "Roma fascista", «di mettere in diretto con tatto i dirigenti delle organizzazioni naziste e quelli dei Guf onde garantire in una misura sostanziale l'interiore rafforzamento dell'amicizia dei due Paesi»109. La delegazione dell'organizzazione goliardica nazista assistette, in quella occasione, a numerosi dibattiti dei Littoriali, mentre il convegno vero e proprio consistette nella lettura di due relazioni relative al funzionamento delle due organizzazioni110.

Dopo che, in occasione della visita di Hitler a Roma, un intero numero di "Roma fascista" fu dedicato all'evento, con numerosi articoli esaltanti i legami tra fascismo e nazismo111, nel giugno dello stesso anno fu la volta di una delegazione dei guf di recarsi in Germania. Gli scopi di questa visita erano così enunciati su "Roma fascista":

In primo luogo, sarà così ricambiata la visita che una delegazione della Reichsstudentenführung ha reso ai gruppi universitari fascisti in occasione dei Littoriali della cultura e dell'arte svoltisi a Palermo. In secondo luogo saranno studiate ulteriormente le modalità per proseguire nell'applicazione di direttive e attività comuni dei due grandi organismi universitari che inquadrano nei ranghi del Partito Fascista e di quello Nazionalsocialista le forze più vive dell'intelligenza e della gioventù dei due paesi. Infine saranno particolarmente studiate queste attività non solo per quelli che sono gli sviluppi interni della collaborazione già in atto fra le due organizzazioni, ma saranno anche considerate le possibilità di sviluppo di questa collaborazione verso gli altri paesi e soprattutto sul fronte unitario antibolscevico112.

Cominciava a delinearsi, dunque, l'opportunità di allargare l'intesa tra le due organizzazioni ad altri paesi, e ciò sulla base dell'antibolscevismo. In questo campo il settimanale del Gruppo universitario fascista di Roma si impegnò in modo particolare, come dimostrano, nello stesso numero, le due pagine di articoli interamente dedicati al tema, raccolti sotto il titolo di Azione dei giovani contro il bolscevismo113. Nello stesso contesto si inseriva la visita di un gruppo di universitari giapponesi in Italia, patrocinata dal pnf, una visita impostata tutta in senso politico, volta ad esaltare, attraverso i contatti tra gli studenti, i legami di amicizia dei due paesi114. Significativo, da questo punto di vista, l'itinerario della visita a Roma: un vero e proprio tour "politico", che comprendeva visite alla Mostra dei Littoriali del lavoro presso i Mercati Traianei, al Foro Mussolini e all'Accademia fascista della Farnesina, alla Città universitaria, un omaggio al Milite Ignoto ed al sacrario dei caduti per la rivoluzione, e si concludeva con un giro per l'Agro Pontino, culminando con la partecipazione alla cerimonia per la nascita di Pomezia115.

Dopo che, alla fine del 1938, il giornale "Die Bewegung", organo dell'organizzazione universitaria nazista, aveva dedicato un intero numero «alla comunanza di lotta politica e spirituale degli studenti italiani e tedeschi»116, nel 1939 i rapporti tra i guf e la Reichsstudentenführung continuarono ad essere coltivati sulla base di reciproci scambi di visite. Nell'aprile una delegazione di studenti tedeschi si trovò nuovamente ad assistere ai Littoriali della cultura, che quell'anno si svolgevano a Trieste117. La visita fu anche l'occasione per riprendere le fila degli accordi di collaborazione già esistenti tra le due organizzazioni universitarie. In particolare si tentò di porre le basi per la costituzione di una «nuova Federazione internazionale di paesi o di partiti fascisti», la cui attività fosse inizialmente limitata all'ambito sportivo, per essere successivamente allargata anche al campo politico e culturale118.

Il nuovo incontro con gli universitari tedeschi fu celebrato da "Roma fascista" con la pubblicazione di un articolo nelle versioni italiana e tedesca, affiancate sotto il titolo comune di Costruire119. In esso venivano condensate le ragioni ideologiche sulla base delle quali era costruita l'alleanza tra le due organizzazioni, e trovava espressione il sostrato mitico di cui tale alleanza si nutriva, tutta giocata sull'idea della nascita di una «civiltà nuova», sull'affermazione dell'esistenza di una missione comune per le due giovinezze, italiana e tedesca, e sulla contrapposizione di questa missione alla «vecchia Europa»:

Nell'Asse Roma-Berlino non nasce soltanto un nuovo sistema politico, un nuovo equilibrio europeo. Nasce una civiltà nuova. Questa è la grande verità che i Capi delle due grandi Rivoluzioni fascista e nazista hanno proclamato in ogni occasione ai loro popoli e al mondo, questo è il principio e lo spirito della collaborazione e della comprensione che i giovani dei due grandi Paesi hanno posto a base del lavoro comune. I giovani d'Italia e di Germania sentono che essi hanno una missione comune da compiere perché comune è la missione che i loro paesi sono chiamati a compiere nel quadro della civiltà europea; missione che è essa stessa ragione di civiltà perché tende a creare ed imporre una nuova concezione della vita, nuovi rapporti sociali, nuovi valori umani. In questo senso la fusione delle due giovinezze in un lavoro comune si afferma diretta sempre più a precedere gli orientamenti dei propri popoli verso quegli sviluppi sociali e verso quell'equilibrio politico nel quale si afferma l'ordine nuovo. La vecchia Europa, l'uomo atomisticamente concepito hanno finito di esistere. Oggi noi affermiamo una concezione attiva dell'uomo, affermiamo l'uomo costruttore, che ritrova l'espressione più ampia della propria personalità nella vita collettiva. E non bisogna dimenticare che sono i popoli giovani quelli che fanno la storia, che la giovinezza è l'espressione più diretta delle possibilità costruttive dei popoli, di quei valori positivi cioè che si contrappongono ai valori puramente negativi della cosiddetta civiltà democratica120.

La stessa concezione mitica della gioventù diveniva elemento unificante dei due regimi e base della loro collaborazione: La base di ogni collaborazione sta dunque in una valutazione che è identica nella concezione fascista e in quella nazista, di quella che è la funzione essenziale della gioventù per ciascuno dei due grandi Paesi: funzione di avanguardia, di pattuglia []. Secondo il Fascismo e secondo il Nazismo i giovani devono ormai costituire e costituiscono un organismo unitario, compatto, una forza essenziale, quella più rigogliosa dello Stato, nel quadro del Partito121.

L'affermazione delle affinità ideologiche dei due regimi non tardò a concretizzarsi nell'affermazione dell'identità degli obiettivi, che finirono per delinearsi come obiettivi di guerra. Un nuovo viaggio di una delegazione italiana in Germania, guidata da Mezzasoma, proprio all'indomani della firma del Patto d'acciaio, fornì l'occasione per svolgere sino alle ultime conseguenze il significato che assumeva la presa di contatto tra le due organizzazioni studentesche sviluppatasi negli ultimi anni. «Sono i giovani che faranno la storia del xx secolo, ­ affermava un giovane redattore di "Roma fascista", commentando il nuovo incontro tra universitari italiani e tedeschi ­ poiché a loro la Rivoluzione Fascista e quella Nazionalsocialista hanno commesso il compito di costruire nell'operosità della pace o col combattimento armato le fortune dei loro Paesi.» L'idea della guerra quale elemento connaturato all'essenza stessa del giovane educato fascisticamente prendeva tragicamente corpo, in quei mesi di vigilia del secondo conflitto mondiale, nel patto stretto tra le due organizzazioni studentesche, ovvero, come efficacemente scriveva il giovane articolista, «tra i gerarchi dei Fascisti Universitari, molti dei quali portano i segni di due guerre, con la gioventù nazionalsocialista, che ha una fierissima tradizione guerriera». L'incontro tra gli universitari fascisti e gli universitari nazisti era dunque anzitutto «un simbolo di fraternità in armi»: «le giovinezze dell'Asse sanno bene dov'è il comune nemico; gomito a gomito lo sapranno snidare al di là di qualsiasi campo trincerato, il giorno in cui i loro Condottieri ne daranno l'ordine»122.

Nell'agosto 1939 si tenne una nuova edizione dei Giuochi mondiali universitari. La spaccatura maturata in seno alla Confederazione internazionale degli studenti, pallido riflesso della profonda lacerazione che divideva gli Stati alla vigilia della seconda guerra mondiale, comportò la divisione delle associazioni studentesche in due gruppi: «uno che fa capo all'Italia e alla Germania, comprendente circa 20 nazioni fra cui anche il Giappone e l'Ungheria, e che organizzerà i Giuochi Mondiali a Vienna dal 20 al 27 agosto prossimo; l'altro che fa capo alla Francia e all'Inghilterra con un numero impreciso di nazioni aderenti, e che organizzerà nello stesso periodo i Giuochi a Monaco Principato»123. Durante lo svolgimento dei Giuochi di Vienna i guf e l'organizzazione universitaria tedesca si accordarono per la costituzione di una nuova organizzazione internazionale degli studenti, denominata Organizzazione studentesca olimpica, che si sarebbe fatta carico di portare avanti le iniziative un tempo patrocinio della cie124. Fu stabilito, in accordo con la proposta avanzata dai guf, che i successivi Giuochi mondiali fossero organizzati dall'organizzazione universitaria fascista nel 1942, per farli coincidere con l'esposizione universale125. Ma lo scoppio della guerra, con il progressivo coinvolgimento di un numero sempre maggiore di paesi, finì per far naufragare simili iniziative, ormai superate dagli eventi.

Note

1. I Gruppi universitari fascisti, costituiti in varie città italiane a partire dal 1921 e dal 1926 coordinati da una segreteria centrale e posti sotto la direzione del segretario del pnf, erano le organizzazioni del partito che inquadravano gli studenti universitari. Sulle origini dei guf e l'attività dei primi anni cfr. M. C. Giuntella, I gruppi universitari fascisti nel primo decennio del regime, apparso in "Il Movimento di liberazione in Italia", 1972, ora in Ead., Autonomia e nazionalizzazione dell'università. Il fascismo e l'inquadramento degli Atenei, Studium, Roma 1992, pp. 125-70. Per gli sviluppi dell'organizzazione dalla nascita alla fine degli anni Trenta cfr. B. Garzarelli, Un aspetto della politica totalitaria del pnf: i Gruppi universitari fascisti, in "Studi storici", 1997, n. 4, pp. 1121-61, e in particolare p. 1121, nota 1 per le ulteriori indicazioni bibliografiche. Successivamente è apparso anche L. La Rovere, Fascist Groups in Italian Universities: An Organisation at the Service of the Totalitarian State, in "Journal of Contemporary History", vol. 34, July 1999, n. 3, pp. 457-75.

2. E. Collotti, Il fascismo nella storiografia. La dimensione europea, in A. Del Boca, M. Legnani, M. G. Rossi (a cura di), Il regime fascista. Storia e storiografia, Laterza, Roma-Bari 1995, pp. 17-44. Cfr. anche E. Santarelli, Storia del fascismo, Editori Riuniti, Roma 1981, vol. ii, cap. Il fascismo in Europa e nel mondo.

3. E. Aga Rossi, La politica estera e l'impero, in G. Sabbatucci, V. Vidotto (a cura di), Storia d'Italia, vol. 4, Guerre e fascismo (1914-1943), Laterza, Roma-Bari 1997, pp. 245-303, in particolare pp. 289-96.

4. E. Gentile, La politica estera del partito fascista. Ideologia e organizzazione dei Fasci italiani all'estero (1920-1930), in "Storia contemporanea", n. 6, dicembre 1995, numero monografico su Gli italiani all'estero e il fascismo: aspetti politici, culturali e sociali, pp. 897-956, citazione a p. 917. Gli altri contributi del numero sono: R. Suzzi Valli, Il Fascio italiano a Londra. L'attività politica di Camillo Pellizzi, pp. 957-1001; F. Mornati, Gli intellettuali, il partito e il fascismo italiano a Losanna, pp. 1003-59; Ph. V. Cannistraro, Per una storia dei Fasci negli Stati Uniti (1921-1929), pp. 1061-144. Altro recente studio sui Fasci italiani all'estero è L. de Caprariis, "Fascism for Export"? The Rise and Eclipse of the Fasci Italiani all'Estero, in "Journal of Contemporary History", vol. 35, April 2000, n. 2, pp. 151-83.

5. E. Collotti (con la collaborazione di N. Labanca e T. Sala), Fascismo e politica di potenza. Politica estera 1922-1939 (Storia d'Italia nel secolo ventesimo), La Nuova Italia, Firenze 2000, pp. 163-4.

6. Per una traccia delle vicende che, particolarmente nel biennio 1925-26, segnarono la forzata uscita di scena delle organizzazioni studentesche non fasciste, cfr. Garzarelli, Un aspetto della politica totalitaria del pnf, cit., pp. 1123-4 e note corrispondenti al testo.

7. Archivio centrale dello Stato (d'ora in poi acs), Partito nazionale fascista, Segreteria amministrativa, servizi vari, serie i, Carteggio del Direttorio e delle federazioni provinciali (d'ora in poi pnf, serie i), b. 341, fasc. 6.1.2, sottofasc. "c.i.e.", c.i.e. xiieme Congrès de la Confédération Internationale des Etudiants, Bruxelles 1930, opuscolo a stampa. Partita con sette membri titolari (Belgio, Spagna, Francia, Lussemburgo, Polonia, Romania, Cecoslovacchia), la cie aveva raggiunto, 11 anni dopo, il numero di 29 membri titolari, 7 membri liberi e 1 membro associato, allargandosi anche a paesi extraeuropei come Africa del Sud, Canada, Messico, Stati Uniti e Nuova Zelanda (cfr. ivi, p. 9 e, alle pp. 15-8, l'elenco di tutte le unioni nazionali associate).

8. Cfr. acs, Segreteria guf (d'ora in poi guf), b. 1, fasc. 2, xith Congress of the International Confederation of Students (c.i.e.). Budapest 10th august to 24th august 1929, Centrum Press, Budapest 1929, opuscolo a stampa, dove gli scopi della cie erano così descritti: «The aims of the c.i.e. are threefold: to create ties of esteem and friendship among the students of the world; to unite in one organisation the student associations of every country and co-ordinate their activities; to study all the problems of students life, both material and intellectual; in short, to help students everywhere and in every possible way». Cfr. anche lo Statuto della cie, riprodotto in Office Central de la Confédération Internationale des Etudiants. Bruxelles. c.i.e. Statuts et Règlements, Bruxelles, s.a. (acs, pnf, b. 350, fasc. 6.1.29), il cui articolo primo recitava: «La Confédération Internationale des Etudiants a pour but: 1° De créer des liens d'estime et d'amitié entre les étudiants et les intellectuels du monde entier; 2° D'organiser une liaison permanente entre les organisations d'étudiants de tous les pays; 3° De coordonner leurs activités dans le domaine universitaire; 4° D'étudier les questions internationales relatives à l'enseignement supérieur et à la vie intellectuelle et matérielle des étudiants; 5° De contribuer à l'expansion intellectuelle. Son action est indépendante de toute confession religieuse et de tout parti politique. Son siège est fixé à Bruxelles. Sa durée est illimitée».

9. Cfr. c.i.e. xiieme Congrès de la Confédération Internationale des Etudiants, cit., p. 11. Altro organo direttivo della cie era il Comitato esecutivo, eletto dal Consiglio.

10. Secondo lo statuto della cie, infatti, si poteva aderire alla Confederazione attraverso la costituzione, all'interno di uno Stato, di una unione nazionale degli studenti, che doveva corrispondere alle caratteristiche di essere indipendente da ogni partito politico o confessione, di essere la rappresentante più sicura dell'insieme degli studenti di quello Stato e di essere aperta a tutti gli studenti dello Stato rappresentato (cfr. Office Central de la Confédération Internationale des Etudiants. Bruxelles. c.i.e. Statuts et Règlements, cit., art. 5). È evidente che i guf, che dipendevano dal Partito nazionale fascista, non rispondevano a queste caratteristiche.

11. Cfr. acs, Ministero dell'Interno, Direzione generale di pubblica sicurezza, Divisione affari generali e riservati (d'ora in poi mi, dgps, dagr), cat. G1 "Associazioni", b. 31, fasc. 359, sottofasc. "Unione nazionale universitaria", Unione nazionale universitaria. Verbale del secondo congresso nazionale. Pavia 26-27 maggio 1925, p. 1, e acs, Presidenza del Consiglio dei ministri (d'ora in poi Pcm), 1925, fasc. 14.3.614 "Roma. Olimpiadi Mondiali Universitarie di arte, scienza e sport organizzate dalla Confederazione Internazionale Universitaria nel 1926", lettera del prefetto di Roma alla presidenza del Consiglio dei ministri, 19 agosto 1925.

12. Il Comitato olimpico studentesco italiano, presieduto dall'avvocato Corrado Petrone, era operante sin dal 1921, come risulta dalla documentazione in acs, Pcm, 1927, fasc. 14.3.2659 "Roma. Comitato Olimpionico internazionale 1923", in particolare dalla lettera del prefetto di Roma alla presidenza del Consiglio, 3 giugno 1921.

13. Cfr. acs, guf, b. 33, fasc. 536 "Trieste", lettera del vicesegretario del guf di Trieste Teobaldo Zennaro al Direttorio del pnf, 9 maggio 1924.

14. Ibid.

15. Lettera del prefetto di Roma alla presidenza del Consiglio dei ministri, 19 agosto 1925, cit.

16. L'incarico fu affidato all'unu durante la riunione del Consiglio e dell'Assemblea generale della cie tenutasi a Varsavia e a Cracovia dal 12 al 23 settembre 1924 (cfr. Unione nazionale universitaria. Verbale del secondo congresso nazionale. Pavia 26-27 maggio 1925, cit., p. 5).

17. Petrone aveva lasciato la direzione dell'unu in occasione del secondo congresso dell'associazione nel maggio 1925, durante il quale si era sancito lo scioglimento della tetrarchia in favore della costituzione di un Ufficio di presidenza composto da sette membri, in cui, dalla tetrarchia, trasmigrarono Spartaco Orazi e Bindo Riccioni (cfr. ivi, p. 3). La composizione dell'Ufficio centrale è riportata nella lettera del prefetto di Roma alla presidenza del Consiglio dei ministri, 19 agosto 1925, cit. La storia delle contestazioni avanzate dalle varie associazioni universitarie nei confronti dell'unu è presentata nell'opuscolo Un memoriale di Stefano Oberti al procuratore del Re contro i dirigenti dell'Unione Nazionale Universitaria, Industrie grafiche editoriali, Roma 1925 (una copia dell'opuscolo è conservata sia tra le carte del pnf, in acs, pnf, serie i, b. 341, fasc. 6.1.2, sottofasc. "Pratiche riservate Prof. Fontana. 1928", che tra le carte della pubblica sicurezza, in acs, mi, dgps, dagr, cat. G 1, b. 31, fasc. 359, sottofasc. "Unione nazionale universitaria").

18. Cfr. acs, mi, dgps, dagr, 1924, b. 71, fasc. "Unione goliardica della libertà", sottofasc. "Genova", lettera del perfetto di Genova al ministero dell'Interno, 19 luglio 1924. Nuovamente, alla fine del 1925, il prefetto di Genova definì Oberti come «capo dell'Unione goliardica del Gruppo genovese ed accanito oppositore fascista» (acs, mi, dgps, dagr, cat. G1, b. 31, fasc. 359, sottofasc. "Unione nazionale universitaria", comunicazione del prefetto di Genova al ministero dell'Interno, 1° ottobre 1925).

19. Cfr. acs, mi, dgps, dagr, cat. G1, b. 31, fasc. 359, sottofasc. "Unione Nazionale Universitaria", A proposito dell'olimpiade mondiale. Una protesta delle organizzazioni universitarie italiane, dattiloscritto. L'unu si difese dall'attacco delle altre associazioni diffondendo il 4 luglio un comunicato rivolto «alle autorità, ai professori, agli studenti universitari», nel quale riportava a propria difesa informazioni sulla sua attività (ibid.).

20. Due copie del comunicato della Federazione nazionale universitari fascisti sono conservate ibid.

21. Per le Olimpiadi universitarie. Il Comitato ricevuto da S. E. Fedele, in "Il Popolo d'Italia", 25 luglio 1925.

22. Cfr. acs, mi, dgps, dagr, cat. G1, b. 31, fasc. 359, sottofasc. "Unione nazionale universitaria", fonogrammi della Questura al ministero dell'Interno in data 25 luglio 1925, e gli articoli Un Congresso nazionale universitario che non si può tenere, in "Avanti!", 26 luglio 1925, e Strascico di discussioni al Congresso Nazionale Universitario, in "Il Gazzettino universitario", n. 15, 15 agosto 1925.

23. L'episodio rimase una tappa nella storia dei guf, anche se fu ricordato in modi differenti. Mentre nella sezione dedicata ai guf presente nell'Annuario della cie si parlava della «fusion» dell'Unione nazionale universitaria con i guf come di un evento che «devait marquer une date importante dans l'histoire des Gruppi» (cfr. acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. 6.1.36, il testo sui guf apparso sull'Annuario della cie del 1933, inviato alla segreteria guf nel giugno 1934 dal segretario generale della cie Dirk Sevens), nella voce Gruppi fascisti universitari, redatta da Domenico Fabbri per i Panorami di realizzazioni del Fascismo (vol. iii, Dai Fasci al Partito Nazionale Fascista, t. 2, Roma 1942, pp. 441-2) il termine adottato era «assorbimento» e l'episodio perdeva quella centralità che in anni ancora vicini al fatto era stato necessario mettere in risalto.

24. Cfr. "Foglio d'Ordini" del pnf, n. 28, 2 aprile 1927, p. 2, I Campionati Sportivi Nazionali Universitari.

25. Cfr. acs, pnf, serie i, b. 341, fasc. 6.1.2, sottofasc. "c.i.e.", "Bullettin d'information de l'Office central", juillet 1927.

26. acs, Pcm, 1927, fasc. 14.3.3273 "Roma. ix Consiglio delle Confederazioni Internazionali degli studenti e dei Campionati mondiali universitari", lettera di Augusto Turati, segretario generale del pnf, al ministero dei Lavori pubblici, 13 luglio 1927.

27. Cfr. Il Congresso internazionale degli studenti a Roma, in "Il Popolo d'Italia", 19 agosto 1927.

28. Dal discorso di Ludovico Pellizzari, presidente del comitato esecutivo della Mostra, pronunciato durante l'inaugurazione dell'esposizione il 20 agosto (La ii Mostra delle Università d'Italia solennemente inaugurata a Roma, in "Il Popolo d'Italia", 21 agosto 1927). La mostra conteneva: «la raccolta delle pubblicazioni e dei documenti originali concernenti la storia delle università e degli istituti superiori, grafici dimostranti il numero e l'entità delle varie fondazioni, dotazioni e borse di studio, le statistiche riguardanti i codici e gli incunaboli che le varie biblioteche posseggono, i documenti, le notizie e i ricordi concernenti l'attività dei professori e studenti dall'epoca del Rinascimento fino ad oggi, le bandiere delle università, fotografie dei vari palazzi universitari, raccolta di apparecchi scientifici, una raccolta di tutti i testi riferentisi agli studi superiori di carattere didattico, artistico e scientifico» (Il Congresso internazionale degli studenti a Roma, cit.).

29. L'omaggio dei goliardi di trentadue nazioni al Duce, in "Il Popolo d'Italia", 3 settembre 1927.

30. Cfr. "Foglio d'Ordini" del pnf, n. 34, 6 settembre 1927, p. 2.

31. Cfr. acs, guf, b. 3, fasc. 12 "fui per la Società delle Nazioni", il ritaglio del giornale "L'Azione fascista", settimanale della federazione fascista di Macerata, contenente l'articolo del segretario del guf di Macerata Amor Bavay Gli universitari fascisti e la Società delle Nazioni.

32. Cfr. ivi, Promemoria per S.E. il segretario del partito, s.d., ma dell'agosto 1931 (cfr. infra, nota 49). Nel promemoria si ricordava come «carta intestata e moduli erano stati creati all'uopo in cui non si faceva cenno alcuno della dipendenza dei Gruppi Universitari Italiani dai gruppi Universitari Fascisti o dal Partito».

33. Alla norma xx si stabiliva: «Gli studenti stranieri, la cui simpatia per l'Italia e per il Partito sia nota, possono essere ammessi quali soci aggregati e costituiscono sezioni sotto il più rigoroso controllo del segretario politico» (Nuovo statuto dei gruppi universitari, in "Il Popolo d'Italia", 2 febbraio 1927). Dalle relazioni di tutti i gruppi, sottogruppi e nuclei universitari fascisti sull'attività svolta nell'anno vi (1927-28), raccolte dall'Ufficio centrale dei guf nel dicembre 1928 per la preparazione del Congresso nazionale degli universitari fascisti che si sarebbe tenuto a Roma i successivi 17-18-19 dicembre, risultava che avevano costituito sezioni per gli studenti stranieri la Federazione regionale pugliese universitaria fascista (30 iscritti), il guf "Ugo Pepe" di Milano, il Gruppo universitario napoletano "Mussolini" (31 iscritti), il guf di Padova (112 iscritti); risultavano iscritti stranieri, senza specifica menzione alla sezione, al guf comasco "Jolando Tamberi", al guf "Manlio Pistoni" di Modena, al guf dalmata di Zara (tutte le relazioni sono conservate in acs, guf, b. 39, fasc. 592). La mancata costituzione, in questa data, di una sezione per gli studenti stranieri in seno al guf di Roma ­ che, invece, come vedremo, acquisirà successivamente primaria importanza ­ è dovuta senza dubbio alla situazione di grave crisi in cui il gruppo versava all'epoca (cfr. ivi, lettera del commissario straordinario del Gruppo universitario fascista dell'urbe all'Ufficio centrale dei guf, 10 dicembre 1928). Essa fu infatti costituita nel corso del 1929 (cfr. Attività e propositi del g.u.f. di Roma, in "Roma fascista", 7 luglio 1929, e acs, Pcm, 1928-30, fasc. 1.7.12408 "guf Roma ­ Gruppo Universitario fascista dell'Urbe [Sezione studenti stranieri]", lettera del vicecapo della sezione studenti stranieri del guf di Roma Giuseppe Terranova al sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, 5 settembre 1930). Sul massiccio impegno nel campo assistenziale, con la costituzione di case e mense dello studente, manifestato dai guf nel periodo della direzione di Maltini, come anche sul complesso di iniziative correlate allo svago, allo sport e ai viaggi attivate in questi anni cfr. Garzarelli, Un aspetto della politica totalitaria del pnf, cit., pp. 1125-9. Per avere un'idea di un intervento specificamente indirizzato agli universitari stranieri si veda la lettera di Turati a Costanzo Ciano, ministro delle Comunicazioni, del 6 marzo 1929: «Caro Ciano, nelle sedi universitarie frequentate da studenti stranieri, sono costituiti dei "Nuclei studenti stranieri" composti da elementi simpatizzanti per i g.u.f. e da questi inquadrati.

Alcuni di questi Nuclei ora hanno sollecitato l'intervento del Partito perché il Ministero delle Comunicazioni, a quegli studenti che si recano nei propri paesi in occasione delle vacanze estive, conceda la riduzione del 50% sul percorso ferroviario che intercorre dalle Università frequentate alle stazioni di confine. Pertanto, in considerazione della speciale importanza che avrebbe questa concessione ottenuta dagli studenti stranieri attraverso i g.u.f. cui essi aderirono e tenuto conto che questa concessione è stata già accordata per i viaggi su piroscafi, ti sarò molto grato se tu vorrai decidere favorevolmente per l'accoglienza della richiesta da me prospettatata []» (acs, guf, b. 28, fasc. 432).

34. Cfr. la corrispondenza tra l'Ufficio viaggi, i guf e varie comitive studentesche straniere per il periodo 1929-30 conservata in acs, pnf, serie i, b. 342, fasc. 6.1.4. In particolare si veda, ivi, il promemoria, datato 30 dicembre 1929, nel quale si parlava del «considerevole sviluppo preso dall'Ufficio Viaggi dei guf, sviluppo che dovrà incrementarsi ancor più per l'avvenire».

35. acs, guf, b. 1, fasc. 1 "xi Congresso c.i.e. Budapest-Agosto 1929 vii", Relazione dell'Ufficio Viaggi per l'xi Congresso della c.i.e. 1929 Budapest, dattiloscritto a firma Mario Pugiotto. Pugiotto risultava tra i componenti la delegazione italiana al Congresso di Budapest, che comprendeva: Aldo Alberti (Roma), Sig.ra Maria Pia Grimaldi (Roma), Renato Pacileo (Roma), Mario Pugiotto (Roma), Giulio Santoni (Roma), prof. Attilio Fontana (Roma), Dino Gardini (Milano), Mario Pastega (Venezia), Agostino Podestà (Pavia) (cfr. ivi, lettera del segretario dei guf al capo di Gabinetto del ministero delle Comunicazioni, 2 agosto 1929).

36. Questa e le precedenti citazioni sono tratte dalla Relazione dell'Ufficio Viaggi per l'xi Congresso, cit.

37. acs, pnf, serie i, b. 349, fasc. 6.1.24, lettera di Roberto Maltini a Starace, 30 aprile 1932.

38. Su cui cfr. Garzarelli, Un aspetto della politica totalitaria del pnf, cit., pp. 1132 ss., e J. Charnitzky, Fascismo e scuola. La politica scolastica del regime (1922-1943), La Nuova Italia, Firenze 1996, pp. 376-8.

39. acs, guf, b. 46, fasc. 619, circolare n. 59, 15 novembre 1930.

40. Varie copie della lettera circolare e gli indirizzi dei destinatari sono in acs, pnf, serie i, b. 341, fasc. 6.1.2, sottofasc. "Circolari". La stessa circolare era stata inviata alle varie unioni nazionali studentesche, insieme ad una lettera, nella stessa data, con la quale Scorza offriva la propria collaborazione: «Monsieur le Président et cher camarade, En portant à votre connaissance la nouvelle de la haute charge que le nouveau Secrétaire du Parti National Fasciste m'a confiée, je tiens à vous déclarer ma sympathie et mon vif désir de trouver en vous un ami. Je vous prie donc de bien vouloir me tenir au courant de l'Association que vous dirigez et de vouloir me considérer en toute occasion un ami véritable et un sincère camarade de travail. Je vous informerai prochainement du nom de mes représentants auprès des Associations étrangères et de la Société des Nations, car, à partir d'aujourd'hui, aussi les Bureaux, les Chefs de bureaux, les Secrétaires et les Fiduciaires du Secrétariat Central sont modifiés "Ab novo" []» (ibid.).

41. acs, guf, b. 3, fasc. 12 "fui per la Società delle Nazioni", lettera di Scorza al presidente della fui, 14 novembre 1930.

42. Ivi, lettera di Jean Dupuy, presidente della fui, a Scorza, 31 gennaio 1931.

43. Ivi, lettera di Scorza a Dupuy, 27 febbraio 1931.

44. Cfr. ivi, la lettera del segretario politico del guf di Macerata Amor Bavay a Scorza, 24 gennaio 1931, che ricordava come la «circolare n. 1 (on. Scorza) procedendo alla riorganizzazione dei guf ha abolito i Nuclei Universitari per la Sdn». Il fatto era annoverato da Scorza, nel discorso tenuto nel maggio successivo in occasione di un raduno di universitari fascisti a Milano, come una delle novità introdotte dalla sua gestione: «Sono stati poi aboliti alcuni uffici, come quello della Società delle Nazioni, di cui non si poteva giustificare l'esistenza, ed anche perché, in buona fede, si faceva una politica societaria e locarnista» (cfr. Gli studenti universitari fascisti passati in rassegna dall'on. Scorza, in "Il Popolo d'Italia", 31 maggio 1931).

45. acs, guf, b. 3, fasc. 12, cit., lettera di Giuseppe Righetti a Carlo Scorza, 7 marzo 1931 e lettera di Scorza a Righetti, 16 marzo 1931. La Commissione nazionale italiana per la cooperazione intellettuale, presieduta da Alfredo Rocco, era stata costituita con la legge n. 3432 del 31 dicembre 1928 con il compito di curare i rapporti con l'omonima Commissione internazionale istituita dalla Società delle nazioni.

46. acs, pnf, serie i, b. 341, fasc. 6.1.2, circolare n. 52, 24 luglio 1931.

47. acs, guf, b. 3, fasc. 12, cit., telespresso "riservato" del ministero degli Affari esteri, firmato Grandi, al Direttorio nazionale del pnf, Ufficio Gruppi universitari, 13 giugno 1931. Cfr. anche, ivi, copia del telespresso di Paulucci di Calboli Barone al ministro Grandi, Ginevra, 17 agosto 1931, inviata ai guf il 28 agosto 1931.

48. Ivi, lettera di Jean Dupuy a Federigo Valli, Parigi, 14 agosto 1931. Valli, vicesegretario dei guf insieme ad Agostino Podestà, era il responsabile per l'estero dei guf.

49. Ivi, lettera personale riservata di Luigi Guerriero a Valli, Ginevra, 16 agosto 1931 (il corsivo è nel testo). Sulla questione cfr. anche ivi, Pro memoria per S.E. il segretario del partito, s.d., ma agosto 1931, in quanto si fa riferimento al congresso della fui a Ginevra, che si tenne tra il 25 e il 28 agosto 1931.

50. acs, guf, b. 3, fasc. 10 "Verbale consegna Podestà-Valli", I Gruppi universitari fascisti nell'anno ix e.f., relazione datata 26 settembre 1931 e firmata «d'ordine del Segretario dei guf Carlo Scorza» dai vicesegretari Agostino Podestà e Federigo Valli. La relazione fu consegnata da Podestà e Valli al vicesegretario del pnf Arturo Marpicati, insieme ai protocolli, agli archivi e a pratiche inevase, in occasione del passaggio di consegne ai vertici del pnf (cfr. ivi, il verbale di consegna datato 9 dicembre 1931).

51. acs, pnf, serie i, b. 341, fasc. 6.1.2, Promemoria per S.E. il Segretario del Partito, 19 giugno 1931.

52. Affermazione di dignità e di forza fascista al Congresso internazionale degli studenti, in "Gioventù fascista", n. 26, 13 settembre 1931, p. 17.

53. Lettera di Roberto Maltini a Starace, 30 aprile 1932, cit.

54. Cfr. E. Santarelli, Storia del fascismo, cit., vol. ii, pp. 69 ss., e M. A. Ledeen, L'internazionale fascista, Laterza, Bari 1973.

55. acs, pnf, serie i, b. 348, fasc. 6.1.18, rapporto di Dino Gardini al segretario del pnf sulla riunione del Comitato esecutivo della cie a Parigi del 5-8 gennaio 1932.

56. Cfr. acs, guf, b. 1, fasc. 5 "xiv Congresso cie, Riga, 5-15 agosto 1932", lettere del capo di Gabinetto della presidenza del Consiglio dei ministri e del sottosegretario di Stato del ministero degli Affari esteri al segretario del partito, in data 17 agosto 1932, e Promemoria, 19 agosto 1932, nonché la serie di articoli apparsi sull'argomento in diversi giornali, ivi conservati, con titoli trionfalistici come quello del "Corriere di Napoli" del 18 agosto: Brillanti successi italiani al xiv Congresso Goliardico. Sullo svolgimento del xv congresso della cie a Venezia cfr. l'articolo di D. Gardini, Studenti di tutto il mondo adunati a Venezia, in "Gioventù fascista", n. 22, 1° settembre 1933. Grande risalto fu dato alle manifestazioni sportive di Bardonecchia e di Torino nei cinegiornali dell'Istituto Luce, che dedicarono all'evento quattro servizi e un documentario dal titolo Giuochi mondiali universitari. Torino Anno xi (cfr. Archivio audiovisivo dell'Istituto Luce, Giornale Luce B0211, Gare di salti e di guidoslitta al convegno universitario internazionale a Bardonecchia; Giornale Luce B0330, Una rassegna mondiale della gioventù goliardica. I giuochi internazionali universitari a Torino; Giornale Luce B0337, Trionfo di giovinezza allo Stadio Mussolini. Ai giuochi mondiali goliardici hanno partecipato i rappresentanti di 32 nazioni; Giornale Luce B0339, Trionfo di giovinezza allo Stadio Mussolini. Ai giuochi mondiali goliardici hanno partecipato i rappresentanti di 32 nazioni).

57. acs, guf, b. 1, fasc. 5, cit., Promemoria, 19 agosto 1932.

58. Ivi, Relazione sul Congresso di Riga, dattiloscritto, s.d.

59. Cfr. acs, guf, b. 22, fasc. 235, Exposé des Groupes Universitaires Fascistes pour l'année 1934-1935. Présenté à la Commission iii du Congrès de la c.i.e. en Tchécoslovaquie, testo della relazione sull'attività turistica dei guf per l'anno 1934-35, presentata dal fiduciario della sezione studenti stranieri del guf di Roma in occasione del congresso della cie a Praga, nel luglio 1935.

60. Per la crociera dei guf negli Stati Uniti cfr. tutto il materiale, principalmente articoli di stampa sui momenti salienti del viaggio, conservato in acs, guf, b. 4, fasc. 28.

61. Exposé des Groupes Universitaires Fascistes pour l'année 1934-1935, cit.

62. C. Boidi, La visita alle Università americane degli Universitari fascisti italiani. Il grandioso programma della Crociera, in "Il Popolo d'Italia", 14 settembre 1934; copia dell'articolo è conservata anche in acs, guf, b. 4, fasc. cit.

63. Cfr. ivi, la circolare n. 20, 6 giugno 1934, illustrante le modalità di partecipazione alla crociera.

64. La crociera del Guf in America. Sintesi di giovinezza e di forza, in "Il Resto del Carlino", 26 agosto 1934, articolo conservato ivi.

65. La crociera del g.u.f. negli Stati Uniti, in "Giornale di Genova", 31 agosto 1934, articolo conservato ivi.

66. acs, pnf, serie i, b. 357, fasc. 6.1.62, Messaggio alla giovinezza universitaria degli Stati Uniti d'America, foglio dattiloscritto.

67. Archivio audiovisivo dell'Istituto Luce, Giornale Luce B0568, Momenti ed episodi della crociera del guf negli Stati Uniti; Giornale Luce B0569, Momenti ed episodi della crociera del guf negli Stati Uniti. La consegna del berretto goliardico a Fiorello La Guardia; Giornale Luce B0570, Momenti ed episodi della crociera del guf negli Stati Uniti. La giornata di Colombo con la partecipazione dei croceristi nei costumi delle Università italiane; Giornale Luce B0571, Momenti ed episodi della crociera del guf negli Stati Uniti.

68. Cfr. acs, guf, b. 22, fasc. 235, Promemoria per S.E. Starace, 3 settembre 1935, nel quale vengono esposte le funzioni dell'Ufficio viaggi dei guf e le proposte per un suo potenziamento, e acs, pnf, serie i, b. 354, fasc. 6.1.44, e b. 355, fasc. 6.1.53, dove è conservata la corrispondenza relativa all'organizzazione dei viaggi per gli anni 1935-37.

69. guf, Gruppi Universitari Fascisti, Nuova Guardia, Bologna-Roma 1936, p. 117. Capita spesso di trovare, tra le carte d'archivio relative a questo settore di attività dei guf, lettere della segreteria che avvisavano i gruppi delle città dell'arrivo di una comitiva e li invitavano a mettersi in moto per prepararsi ad accoglierla. Si veda ad esempio il materiale indicato nella nota precedente.

70. F. Mezzasoma, Essenza dei guf, Genova 1937, p. 28.

71. Per le informazioni sulle sezioni studenti stranieri cfr. Exposé des Groupes Universitaires Fascistes pour l'année 1934-1935, cit., e La sezione stranieri del g.u.f., in Vita dei guf negli anni xvi-xvii, a cura della Segreteria dei guf, Edizioni Saeg, Roma 1940, pp. 19-20.

72. Ivi, p. 20.

73. Cfr. Oggi il dott. Gardini inaugurerà il corso di cultura fascista per stranieri, in "Roma fascista", n. 7, 14 febbraio 1935, p. 6. Il programma del corso, articolato in una serie di lezioni, era il seguente: 1) il 15 e 16 febbraio, prof. Giulio Quirini Giglioli: "Universalità di Roma"; 2) il 20 e 22 febbraio, prof. Carlo Curcio: "Origini e sviluppi del fascismo"; 3) il 27 febbraio e 1° marzo, prof. Luigi Chiarelli: "La trasformazione dello Stato"; 4) il 5 e l'8 marzo, prof. G. Arias: "L'economia liberale, socialista e corporativa"; 5) il 12, 13 e 15 marzo, prof. Anselmo Anselmi: "Teorie e movimenti sindacali nel mondo"; 6) il 20 e 22 marzo: "L'ordinamento sindacale e corporativo"; 7) il 27 e 29 marzo, prof. Mariano Pierro: "La Corporazione e le sue funzioni"; 8) il 3 e 5 aprile, prof. Bruno Biagi: "L'assistenza sociale nello Stato Fascista"; 9) il 10 e 12 aprile, prof. Arturo Marpicati: "Il Partito Fascista"; 10) il 16 e 17 aprile: "I principi universali del Fascismo".

74. Ibid.

75. Cfr. acs, guf, b. 39, fasc. 591, la relazione sull'iniziativa redatta dal direttore dell'Istituto superiore studi corporativi Oddone Fantini e dal segretario del guf di Roma Antonio Lacava e inviata a Starace nell'agosto 1935.

76. Archivio storico del ministero degli Affari esteri (d'ora in poi asmae), Ministero della Cultura popolare, b. 86, fasc. "Circolari 1932", circolare n. 25 della Direzione generale degli italiani all'estero, firmata da Piero Parini, 5 dicembre 1932, indirizzata alle rappresentanze diplomatiche e consolari e ai segretari dei Fasci all'estero. Alla circolare era allegato lo statuto dei guf all'estero.

77. Cfr. Rappresentanti degli studenti di tutto il mondo a Roma per il congresso della c.i.e., in "Roma fascista", n. 18, 2 maggio 1935, p. 6, e I Fascisti Universitari al Congresso Internazionale degli studenti. L'alta spiritualità della gioventù studiosa e la vita universitaria negli altri Paesi, ivi, n. 32, 22 agosto 1935, p. 5.

78. Gruppi Universitari Fascisti, cit., p. 117.

79. Sui caratteri della «seconda fase della politica estera del fascismo» aperta dalla guerra d'Etiopia, cfr. Aga Rossi, La politica estera e l'Impero, cit., pp. 259 ss.

80. acs, guf, b. 43, traduzione della lettera del segretario generale della fui, Copenaghen, novembre 1935, e copia della risposta di Mezzasoma, 2 dicembre 1935.

81. Cfr. acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. 6.1.37, Promemoria per S.E. Ciano, 9 luglio 1936.

82. Questo il senso della definizione coniata da Bottai: «Il grande movimento generato dalla guerra, si commutava seguitandosi. A Roma, dapprima, per prendervi consistenza e direzione, disciplina e legge di moto storico; da Roma, poi, per propagarsi nel mondo a stabilirvi le sue basi di potenza. La marcia su Roma assumeva valore e significato d'una marcia da Roma. Marcia di nuove idee, di nuovi istituti, di nuove formule di reggimento civile, di ordinamenti sociali ed economici» (G. Bottai, La marcia da Roma, in "Critica fascista", 1° novembre 1935, cit. in L. Mangoni, L'interventismo della cultura. Intellettuali e riviste del fascismo, Laterza, Roma-Bari 1974, p. 305). A proposito della vocazione universalistica del nazionalismo fascista, si vedano le considerazioni di E. Gentile, La grande Italia. Ascesa e declino del mito della nazione nel ventesimo secolo, Mondadori, Milano 1997, pp. 181 ss.

83. L'appello apparve sul "Popolo d'Italia" il 1° febbraio 1936 ed è riprodotto in B. Mussolini, Opera Omnia, vol. xxvii, La Fenice, Firenze 1959, pp. 224-7.

84. Critica Fascista, Giovinezza internazionale, in "Critica fascista", n. 20, 15 agosto 1936, p. 305.

85. Ivi, p. 306.

86. Giovani di tutti i Paesi: a noi!, in "Roma fascista", n. 15, 6 febbraio 1936, p. 1.

87. G. Longo, Gioventù italiana all'estero, in "Critica fascista", n. 23, 1° ottobre 1936, p. 368.

88. Cfr. acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. 6.1.37, Promemoria per S.E. Galeazzo Ciano, 9 luglio 1936.

89. Forze universitarie d'oltre confine, in "Roma fascista", n. 37, 8 luglio 1937, p. 3.

90. acs, guf, b. 43, Necessità di dotare la sezione studenti stranieri del g.u.f. dell'Urbe di una sede, documento firmato dal fiduciario della sezione Adriano Silenzi, s.d.

91. Cfr. acs, pnf, serie i, b. 354, fasc. 6.1.45, Promemoria per l'On. Marinelli, segretario amministrativo del pnf, 8 luglio 1936, in cui veniva anche evidenziato il particolare interessamento di Ciano per l'azione dei guf in campo internazionale: «Il Ministro degli Esteri si interessa particolarmente della attività dei Gruppi universitari fascisti nel campo internazionale, attività che consiste essenzialmente nelle Sezioni Studenti Stranieri, nei guf all'Estero, nei rapporti con le Unioni Nazionali studentesche dei vari Paesi e con la Confederazione Internazionale degli Studenti. Per potenziare tale attività e dar modo ai Gruppi universitari fascisti di accogliere le comitive di studenti stranieri che vengono a Roma, il Ministero degli Esteri provvede alla costituzione di una sede per studenti stranieri, di cui si assume tutti gli oneri di affitto e di funzionamento». Cfr. anche acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. cit., Promemoria per S.E. Alfieri, 13 novembre 1936, con il quale era richiesto l'appoggio del ministero della Stampa e propaganda attraverso le direzioni generali della propaganda e del turismo. Sui contributi ricevuti dalla sede per gli studenti stranieri di Roma cfr. la documentazione contabile in acs, pnf, serie ii, b. 228, fasc. "Centro studenti stranieri".

92. Cfr. Ciano e Starace all'inaugurazione della Sezione Stranieri del g.u.f. dell'Urbe, in "Roma fascista", n. 25, 15 aprile 1937, pp. 4-5.

93. M. Bounous, Il Circolo degli studenti stranieri nella sede di Palazzo Giacomini, in "Roma fascista", n. 23, 1° aprile 1937, p. 6. Per avere un'idea degli strumenti utilizzati per raggiungere gli obiettivi prospettati, si veda il programma del corso informativo di politica italiana per studenti stranieri, riprodotto in Sezione studenti stranieri. La cerimonia di chiusura del corso informativo di politica italiana per studenti stranieri, in "Roma fascista", n. 23, 5 aprile 1939, p. 7.

94. Cfr. Spirito della giovinezza, in "Roma fascista", n. 31, 27 maggio 1937, p. 1.

95. Sulla partecipazione dei guf alle riunioni della cie a Sofia e a Vienna cfr. W. Prosperetti, I g.u.f. al Congresso della c.i.e. Un grigio ambiente di vecchi da bonificare con una propaganda efficace, in "Roma fascista", n. 44, 10 settembre 1936, p. 4, e acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. cit., Promemoria per S.E. Ciano, 9 luglio 1936, 2 gennaio 1937 e s.d. (ma gennaio 1937). Sull'uscita dei guf dalla cie, cfr. T. Bardoscia, I g.u.f. hanno abbandonato la c.i.e. Significato di un gesto, in "Gerarchia", n. 2, febbraio 1938, pp. 131-2.

96. acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. cit., Promemoria per S.E. Galeazzo Ciano, 28 luglio 1937.

97. Ibid. In seguito a queste considerazioni, pertanto, i guf decisero di non partecipare al xix Congresso della cie a Parigi. Cfr. acs, Pcm, 1937-39, fasc. 14.3.2167 "Parigi. 19° Congresso della Confederazione internazionale degli studenti (6-19 Agosto 1937-xv)", telespresso del ministero degli Affari esteri, firmato da Ciano, alla presidenza del Consiglio dei ministri, al Direttorio del pnf, segreteria dei guf e p.c. all'ambasciata d'Italia a Parigi, 16 luglio 1937; lettera del vicesegretario dei guf Mezzasoma, Direttorio del pnf, al Gabinetto della presidenza del Consiglio, 2 agosto 1937; telespresso del ministero degli Affari esteri all'ambasciata di Parigi, e p.c. alla presidenza del Consiglio dei ministri, 9 agosto 1937.

98. Sui caur cfr. Ledeen, L'internazionale fascista, cit., pp. 139-73.

99. Cfr. asmae, Archivio di Gabinetto (1923-1943), Parte seconda, serie i, b. 493, Linee di azione generale dei c.a.u.r. per l'anno 1936 (xiv), dattiloscritto, datato 19 marzo 1936 e firmato da Eugenio Coselschi.

100. Cfr. ivi, fasc. "Organizzazione Internazionale Studenti Fascisti con sede a Bruxelles (c.a.u.r.)", Promemoria per le decisioni di S.E. il Capo del governo. Centro per l'organizzazione della gioventù studiosa europea a Brusselle [sic], sulle basi dell'appello del "Popolo d'Italia".

101. Cfr. ivi, il progetto di Statuto dell'umon, in particolare l'art. 3 che definiva il programma minimo dell'organizzazione.

102. Per una dettagliata rassegna di tutti i paesi che avevano aderito, con rappresentanze studentesche, all'umon cfr. acs, guf, b. 44, fasc. 605, Relazione generale sulla situazione attuale dell'u.m.o.n. Secondo la relazione si era ottenuta l'adesione di 23 paesi, anche se la consistenza dei vari gruppi variava molto da caso a caso. Se infatti l'Austria, la Finlandia, l'Ungheria e la Romania avevano aderito con le proprie unioni nazionali studentesche, orientate a destra, che raccoglievano diverse migliaia di iscritti, la Germania con la Deutsche Studentenschaft, negli altri paesi si era raccolta l'adesione di piccoli gruppi di studenti di destra, di gruppi cattolici o di movimenti studenteschi anticomunisti, come il Gruppo studentesco danese anticomunista, di 250 membri o la Corporazione nazionalistica dei giovani lituani, di 400 membri. La relazione comunicava, inoltre, che erano stati avviati colloqui anche con l'Olanda, l'Inghilterra, l'Argentina, il Brasile, il Cile, il Giappone, il Sud-Africa, l'Egitto ed il Nord-America (ibid.).

103. Significativo a questo proposito quanto scrisse la segreteria dei guf a Ciano in un promemoria, datato 30 luglio 1937: «[] Senza dubbio l'idea di una organizzazione universitaria internazionale inspirata ai principi del Fascismo, in cui la gioventù potesse entrare con la sua franchezza e la sua lealtà di convincimenti, risponde in pieno a quanto i g.u.f. hanno da tempo auspicato e oggi sentono come una necessità contro la subdo la e nefasta opera di tante altre istituzioni universitarie internazionali []. Ma la sua realizzazione nell'u.m.o.n. sembra essere molto manchevole. L'u.m.o.n. è oggi una cosa che pochissimi conoscono di nome, che nessuno sa precisamente che cosa sia, che comunque non riscuote nessuna stima e non dà nessun segno di vita. E, quel che è peggio, minaccia di compromettere l'idea che avrebbe dovuto realizzare. Si ha l'impressione che sia mancata l'ossatura per costruire qualche cosa di solido. Si è partiti, così, senza un programma ben definito, senza un congegno organizzativo costituito, senza nemmeno unità di direttive, poiché sembra che spesso il Presidente attuale, il belga Nöel e i rappresentanti dei Caur abbiano agito in contrasto all'insaputa l'uno degli altri. Si sono raccolte una cinquantina di adesioni generiche di dirigenti di associazioni studentesche e si è ritenuto di poter così contare su centinaia e migliaia di studenti. Lo stesso Nöel riconosce del resto che si è su una falsa strada. Stando così le cose, i g.u.f. non possono impegnare la propria parola con una organizzazione che non dà affidamento di serietà e di riuscita. Si potrebbe pensare di vivificarla, di avviarla su altre basi, di renderla efficiente. Ma in questo caso i g.u.f. non potrebbero limitarsi ad essere degli aderenti: in un organismo internazionale studentesco improntato allo spirito fascista, essi dovrebbero necessariamente essere il centro vitale. Del resto, per la sua caratteristica di organizzazione universitaria, l'u.m.o.n. non potrebbe essere affidata ad una istituzione come i c.a.u.r., il cui compito specifico non è tra l'elemento universitario» (acs, pnf, serie i, b. 352, fasc. cit.). Le rimostranze della segreteria dei guf provocarono la risposta di Coselschi, il quale inviò a Mezzasoma una lettera con allegata della documentazione tendente a dimostrare la serietà della organizzazione. Nella lettera, inoltre, Coselschi prospettava la possibilità che i guf aderissero all'umon in un modo speciale, assumendone cioè una sorta di «patronato spirituale e di alta protezione» assieme alla Germania, così da rimarcare la propria superiorità rispetto alle altre organizzazioni aderenti (cfr. acs, guf, b. 44, fasc. cit., lettera di E. Coselschi a Mezzasoma, 19 novembre 1937).

104. Sull'organizzazione degli universitari sotto il regime hitleriano si veda M. Gruttner, Studenten im Dritten Reich. Geschichte der deutschen Studentenschaften, Schöningh, Paderborn 1995. Lo stringersi dei legami tra l'organizzazione universitaria fascista e quella nazista va inserito nell'ambito delle varie relazioni intessute tra gli apparati culturali e propagandistici e tra le organizzazioni di partito dei due regimi nel quadro dell'alleanza di carattere politico aperta con la costituzione dell'Asse Roma-Berlino. Si tratta di un campo di studio ancora poco esplorato. Si vedano, per ora, J. Petersen, L'accordo culturale fra l'Italia e la Germania del 23 novembre 1938, in K. Bracher, L. Valiani (a cura di), Fascismo e nazionalsocialismo, Il Mulino, Bologna 1986, e D. Liebscher, L'Opera nazionale dopolavoro fascista e la NS-Gemeischaft Kraft durch Freude, in "Italia contemporanea", n. 211, giugno 1998, pp. 307-22. Cfr. anche A. J. De Grand, L'Italia fascista e la Germania nazista, Il Mulino, Bologna 1999, che propone una rassegna comparativa tra le strutture dei due regimi.

105. Cfr. acs, guf, b. 8, fasc. 84 "Berlino", Promemoria per S.E. Galeazzo Ciano, 23 luglio 1936, dove si precisava: «i goliardi partecipanti al viaggio a Berlino, organizzato dai Gruppi universitari fascisti con l'autorizzazione del Duce, si presenteranno militarmente inquadrati e in perfetta divisa, in centurie e manipoli, al comando dei Segretari dei Guf».

106. "Chiamo la gioventù del mondo". Viaggio a Berlino, in "Roma fascista", n. 40, 30 luglio 1936, p. 4.

107. Cfr. acs, pnf, serie i, b. 358, fasc. 6. 1. 69, Promemoria per Starace, 29 novembre 1937.

108. acs, guf, b. 44, fasc. 605, Progetto di accordo tra la Segreteria dei guf e la Reichsstudentenführung.

109. Nel primo Convegno della gioventù italo-tedesca è stato definito il piano di una concreta collaborazione politica e culturale imperniato sull'asse antibolscevico Roma-Berlino, in "Roma fascista", n. 25, 14 aprile 1938, p. 6.

110. Le due relazioni ­ la prima, letta da Giovanni Calendoli per i guf e intitolata Vita e funzione dei g.u.f., e la seconda, esposta dal rappresentante dell'organizzazione nazista Kubach, intitolata I Littoriali in Germania ­ sono riprodotte ivi.

111. Cfr. "Roma fascista", n. 27, 28 aprile 1938.

112. Collaborazione universitaria italo-tedesca, in "Roma fascista", n. 34, 16 giugno 1938, p. 1.

113. Ivi, pp. 4-5. Gli articoli erano riprodotti anche in tedesco. Sull'importanza dell'anticomunismo come base ideologica di collaborazione tra fascismo e nazismo cfr. Ph. V. Cannistraro, E. D. Wynot Jr., On the Dinamics of Anti-communism as a Function of Fascist Foreign Policy, 1933-1943, in "Il Politico", 1973, n. 4, pp. 645-81.

114. Scriveva, ad esempio, "Roma fascista": «L'interesse vastissimo che il viaggio di un gruppo di studenti universitari giapponesi in Italia [] ha destato negli ambienti universitari e politici di Roma, è una prova della considerazione favorevolissima della gioventù italiana verso quella del paese amico. Come sempre accade, quella che è l'intesa politica dei governi che risponde a precise e lungimiranti esigenze di ordine spirituale e storico, trova nella solidarietà e nella collaborazione dei giovani l'espressione più viva e sentita» (Giornate romane degli studenti giapponesi, n. 27, 28 aprile 1938, p. 7).

115. Ibid.

116. U. Barbera, Stampa universitaria italo-tedesca, in "Roma fascista", n. 46, 27 settembre 1938, p. 4.

117. Cfr. Il soggiorno della delegazione, in "Roma fascista", n. 24, 12 aprile 1939. Dopo i Littoriali di Trieste, la rappresentanza degli universitari tedeschi si era recata a Milano, Bologna, Firenze e Roma. Molto significative le tappe della visita della capitale. Per prima cosa vi furono «l'omaggio al Milite Ignoto sulla bianca collina di marmo del Vittoriano, Piazza Venezia dove si fa la storia della nuova Italia e Palazzo del Littorio dove dinanzi al sacrario dei Martiri Fascisti noi tutti, Italiani e Tedeschi, abbiamo inteso onorare i martiri di un'unica rivoluzione, di un identico movimento che ci ha unito con vincoli indissolubili»; quindi la delegazione si recò a visitare una gara dei Littoriali del lavoro e l'Università; nel pomeriggio si ebbero la visita al Palatino e ai Fori e poi, «con rapido contrasto con le sacre rovine dell'antichità», la visita alla Quadriennale d'arte moderna. Il secondo giorno fu occupato da una visita a Napoli e Pompei. Il terzo giorno, infine, fu impiegato nella visita al ministero della Cultura popolare, con un incontro con il ministro Alfieri, al Foro Mussolini e al ministero dell'Educazione nazionale, dove la delegazione fu ricevuta da Bottai.

118. Sulle proposte di collaborazione concordate nell'occasione cfr. asmae, Affari politici 1931-1945, Germania, b. 67, fasc. "Relazioni culturali", Appunto, 12 maggio 1939, con allegata la copia di un Promemoria per il segretario del partito, s.d.; sulla fase preparatoria dell'incontro tra le delegazioni cfr. acs, guf, b. 44, fasc. 605, lettera del segretario del guf di Berlino Antonio Pepe a Mezzasoma, Berlino, 11 dicembre 1937.

119. In "Roma fascista", n. 24, 12 aprile 1939, p. 4.

120. Ibid. Sull'influenza che il mito della "nuova civiltà" ebbe, più in generale, su tutto il processo di avvicinamento dell'Italia fascista al nazismo, cfr. R. De Felice, Mussolini il duce, ii, Lo Stato totalitario 1936-1940, Einaudi, Torino 1981, pp. 254-330.

121. Costruire, cit.

122. M. Pirrò, Spalla a spalla, in "Roma fascista", n. 31, 31 maggio 1939, p. 1.

123. acs, pnf, serie i, b. 359, fasc. 6.1.70 "Promemoria 1938-39", bozza di lettera di Starace al ministro degli Affari esteri. Sui Giuochi universitari di Vienna si può vedere il servizio filmato Germania. Vienna. Apertura dei giochi mondiali universitari, in Archivio audiovisivo dell'Istituto Luce, Giornale Luce B1577.

124. Cfr. ivi, Promemoria per il Ministro degli Affari Esteri, 14 ottobre 1939: «La nuova associazione avrebbe il nome di Organizzazione studentesca olimpica e la sigla o.s.o. [] Si è posto come fine principale dell'o.s.o. l'organizzazione dei Giuochi mondiali universitari estivi e invernali e della mostra mondiale artistica e scientifica degli studenti che dovrebbero svolgersi contemporaneamente nello stesso luogo ogni due anni e come fine necessario lo sviluppo del turismo studentesco attraverso l'azione delle associazioni studentesche aderenti e si è ottenuto un controllo per la partecipazione stabilendo che possono essere ammesse all'o.s.o. soltanto associazioni che perseguano scopi esclusivamente nazionali e che appartengano a Stati giuridicamente costituiti e forniti di governo in carica. Per gli organi direttivi si sono evitati i sistemi elettorali in voga in tutte le organizzazioni del genere stabilendo che il presidente e il segretario per ciascun biennio apparterranno a quello stato che si è assunto l'organizzazione dei Giuochi e della mostra successivi».

125. Ibid.