Philip Joutard

 

I PROTESTANTI FRANCESI E LA RIVOLUZIONE

 

 

Innanzitutto vorrei scusarmi di non poter tenere questa con�ferenza nella vostra bella lingua, tuttavia grazie alla dott.ssa Lu�cia Scaraffia anche coloro che non conoscono il francese po�tranno seguire le mie argomentazioni. Comunque se dovete ri�volgermi qualche domanda potrete senz'altro farlo in italiano.

Mi accingo dunque a porvi il seguente problema: i protestanti francesi sono stati nella loro stragrande maggioranza, quasi nella loro totalit�, rivoluzionari. E non soltanto nel 1789 quando tutta la Francia era rivoluzionaria ma ancora rivoluzionari nel 1792, ovvero nel momento in cui molti avevano gi� rotto i ponti con la Rivoluzione.

L'argomento che vorrei qui sviluppare � il seguente: perch� i protestanti sono stati rivoluzionari cos� a lungo? Prima di ri�spondere a questa domanda, � affatto normale che voi pro�babilmente non sappiate chi sono i protestanti francesi alla vigi�lia della Rivoluzione. Quanti sono e dove sono? Quali sono le loro caratteristiche sociali? Quanti sono? Un'esigua minoranza poich� non raggiungono il milione: tra settecentomila o otto�centomila ma non di pi� su una popolazione di venticinque‑ven�tisei milioni. Sono concentrati nei luoghi dove hanno un peso ri�levante. Si trovano concentrati nel Mezzogiorno della Francia, in particolare in Linguadoca, soprattutto nelle Cevenne, nel sud del Massiccio Centrale, in una citt� che ricopre un ruolo molto importante per il protestantesimo: Nimes. Inoltre, dal punto di vista professionale formano una minoranza di negozianti e di mercanti che sebbene non numerosi sono socialmente impor�tanti a Marsiglia e a Bordeaux, per esempio, o a Rouen, oppure in tutta una serie di citt� dove costituiscono una minoranza so�ciale e borghese di rilievo.

Non parler� di un gruppo un p� a s� stante che ha avuto un'altra vicenda storica ma che va tuttavia menzionato: si tratta del gruppo dei protestanti alsaziani, nell'altro versante dei Vosgi, che presenta due elementi di originalit�. Primo: non � sol tanto calvinista ma � insieme calvinista e luterano, appartiene all'universo germanico. Secondo: non ha avuto soprattutto la stessa storia dei protestanti francesi. Costoro per pi� di un seco lo hanno avuto il divieto di esercitare il culto poich� nel 1685 ve lo rammento, il protestantesimo � stato revocato. L� editto che accordava una certa tolleranza ai protestanti fu soppresso di conseguenza i protestanti non hanno potuto dedicarsi al proprio culto. Essi lo hanno esercitato in forma clandestina pratica mente sino alla met� del diciottesimo secolo e la loro esistenza ufficiale non fu riconosciuta che nel 1787, due anni prima della Rivoluzione. I soli Alsaziani provenivano da un'altra situazione vi era tolleranza in Alsazia ed ecco perch� la loro storia � diversa.

Ed ecco perch� mi occuper� nella mia conferenza soltanto di quei protestanti che si sono dovuti assoggettare alla Revoca e che sono divenuti clandestini. Credo che ci� sia stato fondamentale in seguito.

Dal punto di vista sociale i protestanti non ricalcano affatto l'immagine della societ� francese. Certamente si incontrano contadini, ci� � vero nel sud della Francia, ma nell'insieme vivono soprattutto nella citt�. Sono piuttosto artigiani commercianti e negozianti. In un certo senso tentano cos� di compensare la loro debolezza di minoranza con la forza della loro posizione so�ciale.

Ora, se me lo permettete, passerei al fulcro stesso del nostro problema: i protestanti rivoluzionari. Innanzitutto i fatti. In realt�, se osservate il comportamento dei protestanti durante la rivoluzione, scoprirete che, sulla Rivoluzione, essi cominciano a dividersi soltanto alla fine del 1792. Ovvero quando, una volta rovesciata la monarchia, inizia la diatriba tra i Girondini e Montagnardi. Immagino che sappiate chi siano i Girondini e Montagnardi.Come si manifesta tutto questo? Ebbene si mani�festa con la presa di posizione delle personalit� protestanti (che � stato possibile individuare), dai pastori che sono stati coinvol�ti, dai parlamentari di origine protestante. Non vi sono deputati controrivoluzionari. Anche nel primo gruppo che si allontana dalla Rivoluzione, i Foglianti, si notano, pochissime personalit� protestanti, una o due al massimo.

Di contro, ci� � indubbio, a partire dal conflitto Girondini�-Montagnardi, la comunit� protestante si divide in due. Vi � a proposito un atto significativo in occasione del voto sulla morte del re. Ve ne sono sette che non votano per la decapitazione e sono favorevoli ad una pena che non sia la morte, sei che vota�no per la decapitazione immediata e due che ne votano il rinvio. Cio� otto votano per la morte e sette contro. A sua volta la co�munit� si divide. Questo conflitto contrassegner� durevolmente il modo protestante con esempi significativi, non privi di aspetti simbolici. Voglio prendere a modello il protestante forse pi� no�to del diciannovesimo secolo: Guizot. Egli � stato insieme stori�co e ministro, il primo ministro di Luigi Filippo. Ebbene, la fa�miglia di Guizot � stata completamente dilaniata dato che il pa�dre dello stesso Guizot fu ghigliottinato a Nimes come federali�sta e il nonno materno di Guizot era montagnardo. Osservate che dramma in famiglia! La madre di Guizot ha avuto cos� il ma�rito ucciso dagli amici di suo padre.

Questo si pu� considerare un buon esempio della divisione creatasi, in quei momenti, nelle famiglie protestanti. Grosso modo si pu� dire che la borghesia protestante di Nime, di Bor�deaux e di Marsiglia ha aderito animandolo al federalismo. Tut�tavia, vi � un certo numero di protestanti che si � schierato con i Montagnardi: nella piccola citt� di Montauban � il caso, ad esempio, di un personaggio relativamente importante che si chiama Jean Bon Saint Andr�. Uno dei pastori del deserto, Rimbaud Saint Etienne, che aveva svolto un grande ruolo, fu anch'egli ghigliottinato. La divisione si � diffusa anche nei bor�ghi, come ad esempio in un borgo molto importante nelle Ce�venne: Saint Jean du Gard. Il sindaco girondino � catturato e ghigliottinato, viene rimpiazzato da un montagnardo, qualcuno che � esattamente un notabile come lui e che si toglier� la vita alla morte di Robespierre.

Questo dimostra, come potete vedere, che in quei momenti la divisione si colloca nel campo repubblicano. In seguito, malgrado tutto, i protestanti hanno sempre avuto la nomea di essere repubblicani, anche sotto Napoleone I in et� imperiale. E poi durante tutto il diciannovesimo secolo la sfaldatura � sempre la stessa nelle zone a presenza protestante e cattolica: i protestanti sono repubblicani e i cattolici realisti. E pi� tardi, i protestanti sono di sinistra e i cattolici di destra.

E ancora nel 1988, per ben interpretare le zone dove vi sono le due comunit� bisogna fornirsi di una mappa religiosa. Anche se non vi sono pi� praticanti, le persone di origine protestanti rimangono di sinistra e quelle cattoliche di destra. In questo caso si pu� verificare un fenomeno di lunga durata. Infine vorrei offrire e spiegare un ultimo segnale curioso e abbastanza divertente.

Come sapete durante la Rivoluzione spesso i Comuni che portavano nomi di santi sono stati ribattezzati. Ora, una specie di paradosso nella regione di cui ho parlato, nelle Cevenne dunque, essendo un luogo popolato nel Medioevo dai monaci, la maggioranza dei borghi e dei villaggi avevano nomi di santi.

Essi sono stati massicciamente sbattezzati: per esempio, essi in luogo di Saint Germain de Calbert si chiamano Cote Libre oppure il borgo di Saint Jean du Gard � stato ribattezzato Brion du Gard (Brion � la montagna). E questa � la ragione per cui gli abitanti di Saint Jean du Gard lo chiamano cos�: "Montagna inespugnabile, � dalla tua sommit� che il sole sorge e che con i suo raggi ha dissipato le acque torbide delle paludi e i suoi miasmi in�fetti. Noi figli nati repubblicani poich� abitiamo le montagne ab�biamo sempre a tua somiglianza camminato sulla via rivoluzio�naria". Vi � qui, come potete vedere, un'immagine simbolica molto interessante. Gli abitanti di Saint Jean du Gard sono soli�ti dire che � "la montagna che ci domina", richiamando cos� l'im�magine della montagna di Parigi (i Montagnardi), l'immagine della libert� e dello spirito rivoluzionario. Questi dunque i fatti.

Ora, se volete, avanziamo le ipotesi. Ovvero: qual � la ragione della scelta rivoluzionaria molto forte riscontrabile sino a 1792? La prima ipotesi che � stata evocata contemporaneamen�te dagli amici e dagli avversari dei protestanti � l'istituzione di un legame tra la dottrina protestante e lo spirito rivoluzionario.

E' l'idea che lo spirito di contestazione in materia religiosa si sa�rebbe trasferito nell'ambito politico. L� idea cio� che il sistema di organizzazione del protestantesimo (il concistoro, la gestione a livello di base) avrebbe un suo equivalente a livello politico a cui si sarebbe consequenzialmente trasferita. E' stata la tesi svi�luppata dal grande storico Michelet che vedeva nella riforma protestante del XVI secolo l'annuncio della Rivoluzione france�se. Se volete, Lutero precede cos� Danton. Non dico Robespier�re poich� Michelet ‑ come � noto ‑ non lo amava affatto.

E' l'idea che vuole che la Rivoluzione inizi con la Riforma, e generalmente si offre a sostegno di essa il caso inglese. Non di�menticate infatti che il primo re condannato a morte � stato de�capitato dalla fazione dal punto di vista organizzativo pi� vicina al calvinismo francese: i presbiteriani (non proprio i protestanti ma un suo gruppo dissidente, quelle persone insomma che ave�vano in particolare legami teologici). Si citano anche, a mo' di esempio, le Province Unite che apparivano ovviamente come una repubblica: del resto, un uomo come Voltaire ritiene che se Luigi XIV ha revocato l'editto di Nantes � per la semplice ra�gione che i protestanti erano repubblicani. E Voltaire condivide ,questa argomentazione: sostiene che in fondo � vero che i pro�testanti per uno stato monarchico costituivano un problema in quanto repubblicani.

Successivamente nel diciannovesimo secolo le persone di de�stra o di estrema destra hanno sempre operato un amalgama. L"'esercito del disordine" comprendeva i protestanti, i massoni e coloro che l'estrema destra chiamava "i metechi", ovvero gli stranieri. Allora cosa si pu� dire intorno a questa tesi? Che vi fosse nella dottrina protestante un fermento rivoluzionario? Ebbene a questo proposito si pu� notare che i capi religiosi protestanti hanno al contrario sempre insistito su una loro adesione al potere costituito. Essi affermavano: "il Vangelo e non sola�mente il Vangelo ma l'insieme della Bibbia ci obbligano ad obbe�dire all'autorit� temporale che � ad immagine di Dio". Essi si so�no contraddistinti a pi� riprese nelle loro dichiarazioni ufficiali per uno speciale e straordinario conformismo. Nel XVII secolo quando non erano ancora banditi, talvolta si spingevano nell'a�dorazione incondizionata di Luigi XIV ancora pi� lontano di certi testi cattolici.

Essi sostenevano che, non certo per la coscienza religiosa ma per tutto il resto, Luigi XIV fosse in qualche modo un dono d Dio. Pi� tardi nel XVIII secolo hanno disapprovato quanti tre loro avevano scelto di riparare all'estero. Hanno condannato la Rivoluzione violenta dei Camisardi che del resto non hanno a fatto sostenuto. E persino certuni tra loro nella resistenza pacifica, nella chiesa clandestina del deserto non si trovavano a loro agio ed hanno, almeno alcuni, a pi� riprese criticato persino culti clandestini dicendo: "dovete avere il culto in casa oppur non resta che emigrare".

Ci� che voglio dire � che, almeno a livello di insegnamento ufficiale, si � trattato di un indottrinamento nel rispetto totale della monarchia e per lungo tempo, si pu� affermarlo, di adorazione della monarchia. Se ne pu� avere una prova supplementare nell'atteggiamento degli Ugonotti che si sono rifugiati all'estero dopo la revoca dell'editto di Nantes. In generale, essi hanno sostenuto tenacemente il potere monarchico.

In Germania, ad esempio, hanno permesso al re di Prussia di rafforzare il suo assolutismo; in Inghilterra non si sono affatto avvicinati alle comunit� pi� indipendenti come, per esempio quelle presbiteriane. Hanno avvicinato invece la chiesa anglicana, ovvero la chiesa pi� organicamente legata al re. Nelle colonie americane non si sono per nulla avvicinati ai gruppi dissidenti ma piuttosto alla chiesa episcopalista, che � l'equivalente della chiesa anglicana. Anche laggi� hanno dato dimostrazione di un enorme conformismo nel loro comportamento pratico. se si estende lo sguardo al rapporto tra protestanti e Stato, come in Germania non solamente nel XVIII secolo ma nel XI ed anche nel XX secolo, gran parte dell'adesione totale e del ri�spetto allo Stato nasce dalla coscienza protestante ivi compresi gli aspetti particolarmente negativi: una parte del nazismo ha potuto appoggiarsi su un settore importante della chiesa protestante in nome del rispetto dell'autorit� costituita. Credo ch questo sia un dato importante.

Non � perch� si � protestanti che si � necessariamente in contestazione dell'autorit� costituita. Quindi a livello ideologico, a livello di affermazione ufficiale non credo che questa ipotesi possa reggere. Tuttavia, essa pu� forse rappresentare una parte di verit� nell'ambito delle pratiche quotidiane e informali non ideologizzate. Mi spiego, riprendendo la frase test� citata degli abitanti di Saint Jean du Gard che affermano: "Noi figli na�ti repubblicani perch� abitiamo le montagne". Essi riprendono una vecchia idea, un vecchio tema che contiene una parte di ve�rit�: la montagna � democratica poich� il sistema signorile � in genere pi� debole; quella montagna in cui le comunit� hanno preso l'abitudine di gestirsi da soli. Ed � vero che esistono re�gioni dove molto presto si pu� riscontrare una gestione comu�nale organizzata in piccoli consolati sin nei pi� piccoli borghi. Certo nei borghi questa non � una novit�, ma i consolati nei borghi pi� piccoli francamente lo sono e costituiscono un dato caratteristico.

Dunque pu� essere vero che ci� abbia preparato parzialmen�te il repubblicanesimo. Per�, senza dubbio pi� importante � l'at�teggiamento plurigenerazionale di fatto di un certo numero di localit� del Mezzogiorno in due momenti significativi. Il primo proprio durante la guerra dei Camisardi con il fenomeno del profetismo che accompagna il conflitto: ovvero che la guerra popolare dei Camisardi � stata diretta da persone che si ritene�vano ispirate dallo Spirito Santo.

Malo Spirito Santo � "democratico" tra virgolette. Con que�sto voglio dire che spesso si tratta di persone di scarsa cultura, in cui anche le donne divengono profeti e come spesso accade in molti movimenti profetici le gerarchie sociali si annullano. Ci� pu� considerarsi una prima fase preparatoria poich� lo spi�rito profetico ha perdurato lungo tutto il XVIII secolo. Eviden�temente per� la guerra dei Camisardi non ha coinvolto che una parte del protestantesimo francese e bisogna aggiungere a que�sto altre pratiche successive e l'insieme delle comunit� che han�no praticato i culti clandestini animate anch'esse da persone semplici di origine modesta. Cos� come semplici contadini e arti�giani di fatto si sono gestiti da soli dal punto di vista religioso prendendo l'abitudine di far a meno di pastori, di notabili che in precedenza regolavano e inquadravano la comunit�. Una con�statazione di fatto questa che per� riguarda la storia peculiare di queste regioni ove si � acquisita l'abitudine ad un comportamento completamente autonomo nei confronti delle autorit� tradizionali: e a questo livello, ci� ha potuto facilitare il passaggio al repubblicanesimo.

Non si hanno prove assolute ma due o tre indizi mostrano persone di origine modesta che,in piena met� del XVIII secolo,rimettevano in discussione l�atteggiamento troppo conformista dei pastori ,in particolare di Ginevra,circa la sottomissione al re.Piccoli indizi che sembrano indicare che vi sia forse una traccia nelle ricerche di cui non si hanno evidentemente prove assolute.Pi� semplicemente si pu� rilevare che,senza dirlo e senza saperlo,hanno agito gi� in modo autonomo. D�altra parte,e credo che ci� oltrepassi l� universo protestante ma che interessi forse l�insieme delle comunit� meridionali,si � notato durante la Rivoluzione che in tutte le regioni meridionali vi � stato un�importante coinvolgimento ed impegno politico sia nel caso di una scelta rivoluzionaria che controrivoluzionaria e che si � verificato un rilevante inquadramento sotto forma di societ� rivoluzionaria.���������������� Ci si pu� chiedere, anche questa � un'ipotesi, se in qualche �modo la fioritura durante la Rivoluzione della discussione politica non sia stata preparata anche dalle controversie religiose(che spesso erano controversie di base),che non erano semplicemente l�opposizione tra il curato e il pastore ma che spesso portavano le persone di origini modeste a rivolgersi e a discutere reciprocamente con argomentazioni teologiche. Ci si pu� dunque chiedere se non vi sia stata una preparazione alla discussione politica attraverso la discussione religiosa. E poi vanno ricordati gli avvenimenti vissuti dalla comunit� protestante per pi� di un secolo:da un lato la guerra, dall�altro le persecuzioni.

Vi sono ancora persone inviate alle galere in pieno XVIII secolo, altre condannate a morte nel 1760, persino un'affaire ben conosciuto anche fuori della Francia e difeso da Voltaire, l'affaire Callas: la memoria di questa vicenda non ha avuto u ruolo contro la monarchia? Si tratta di un'altra ipotesi: gli uomini infatti ricordano. In appoggio a questa ipotesi vi � una frase di un montagnardo della Convenzione: Jean Bon Saint Andr� che avrebbe detto proprio il giorno della caduta del re: "E' il giorno della vendetta", termine biblico, "e noi lo stiamo aspettando da cento anni�.

Ecco un�altra ipotesi:la memoria della persecuzione esercitata dalla monarchia contro i protestanti avrebbe portato a non rimpiangere la caduta della monarchia?Eppure non bisogna dimenticare che il re aveva due anni prima della Rivoluzione ac�cordato lo stato civile ai protestanti. Tra i sovrani egli era stato il primo a riconoscere i protestanti medesimi ed essi potevano eventualmente nutrire per lui una certa riconoscenza.Tuttavia penso che non sia stato tanto a questo livello che conti la memoria,e soprattutto non tanto per i protestanti quanto per i cattolici.

Quindi, curiosamente direi, � quest'ultima ipotesi di fatto che potrebbe avere pi� forza: cio� che � piuttosto a partire dai cat�tolici che si va definendo il comportamento dei protestanti. Al�lora, per intendere ci�, bisogna prendere le mosse dalla citt� che � considerata dai protestanti francesi la loro Ginevra: N�mes. E bisogna ricordare gli avvenimenti che si sono verificati a N�mes e che interessarono il Mezzogiorno della Francia nel suo complesso.Per lungo tempo infatti vi furono opposizioni insieme religiose e sociali.

Da una parte i cattolici proprietari terrieri e nei dintorni di Nimes i contadini cattolici;dall�altra i protestanti piuttosto orientati verso l�artigianato,il grande commercio,i mercanti che si appoggiavano non sui contadini limitrofi a Nimes che -come dicevo- sono cattolici,ma piuttosto sui contadini della Cevenne. Di conseguenza non vi � solo un'opposizione religiosa ma anche un'opposizione sociale. La gente si affronta dal punto di vista religioso e a un tempo dal punto di vista sociale. Anche prima della Rivoluzione il Consiglio municipale costituisce la posta in gioco dopo una decina d'anni di tensioni molto forti. E' in questo contesto che scoppia la Rivoluzione e quando essa esplode non � altro che la prosecuzione del conflitto con l�obbiettivo primario di conquistare il nuovo Consiglio municipale.Allorch� i cattolici hanno il sopravvento i protestanti e i ne�gozianti (come vedete bisogna sempre assemblarli) si appoggia�no sulla milizia comunale: ci� accade durante il 1789.

Secondo atto: si d� battaglia per la conquista dell'autorit� di�partimentale nel 1790, si tenta di impadronirsi del Consiglio dipartimentale e, in particolare, nello stesso momento, viene messa in campo la costituzione civile del clero.

Contemporaneamente dunque si assiste a tutto il dibattito sulla costituzione civile del clero. I cattolici non vedono nella costituzione civile del clero una manovra di altri cattolici ma piuttosto vi scorgono la mano dei protestanti poich� nella fatti specie il sistema di designazione e di elezione dei curati e de vescovi sembra stranamente assomigliare al sistema protestante Di conseguenza, in questa regione da sempre ogni cosa viene interpretata come una specie di rivincita, di trionfo dei protestanti contro i cattolici. Vi sono due avvenimenti significativi.Il primo � una risoluzione adottata dai cattolici di Nimes in una cappella di confraternita.

Leggo rapidamente e riassumo il documento: "I cittadini cattolici di N�mes hanno unanimemente deliberato di chiedere al re e all� Assemblea nazionale. Primo: che la religione cattolica venga dichiarata religione di Stato; secondo: che non venga compiuto alcun cambiamento nella gerarchia ecclesiastica; terzo: che l� Assemblea nazionale dia e mantenga al re l'autorit� esecutiva".

Se in sintesi ho dato questo ordine � perch� le rivendicazioni religiose sopravanzano largamente le rivendicazioni politiche E' soprattutto come elemento di opposizione ai protestanti che i cattolici si definiscono e non in relazione al problema che si agita nel resto della nazione sul potere esecutivo del re. Resta comunque interessante il fatto che in altre regioni i controrivoluzionari non avrebbero compiuto una deliberazione del genere ponendo in primo piano gli aspetti della religione cattolica.

Secondo avvenimento molto interessante, punto di partenza diretto dello scontro violento. E' il primo maggio 1790: i cattolici decidono di organizzare una festa folcloristica con danze per quel giorno (e certo sapete che questa festivit� era tutt'altra cosa da quella attuale). Nel calendario delle feste il primo maggio � un giorno importante in cui si piantano alberi e si organizzano ogni tipo di intrattenimenti piacevoli. E riaffermando questa volont� folclorica i cattolici volevano opporsi contro i protestanti che, come � noto, si battevano contro feste di questo genere. nello stesso tempo ballando si opponevano alla cultura protestante che, come � risaputo, aveva molto osteggiato la danza.

Da questa occasione gli incidenti si moltiplicano sino a provoca�re incidenti molto gravi nel 1790 dopo i quali, del resto, i cattoli�ci sconfitti sono costretti ad abbandonare la citt� e i protestanti, alleati ai rivoluzionari e ai protestanti delle Cevenne, assumono il controllo di Nimes.

Ed � a partire da queste vicende che inizia ad organizzarsi la controrivoluzione cattolica e che, ben prima della Vandea, si formano i primi nuclei di resistenza di tutte le regioni monta�gnose. Ed � da qui che si crea la sfaldatura, dall'esempio di Ni�mes nella misura in cui la citt� appare come una specie di mo�dello. E se volete � proprio perch� i cattolici hanno in qualche modo ‑ e lo si comprende bene ‑ risvegliato e perpetuato l'anta�gonismo, definendosi rispetto ai propri vicini, che i protestanti hanno necessariamente assunto una posizione repubblicana nel�la misura in cui i cattolici si sono dichiarati realisti. E quindi vi � un'ultima ragione che credo permetta di comprendere questo fenomeno e dove paradossalmente si ritorna alla mia tesi che vuole i protestanti sostegno dello Stato, i protestanti convinti assertori del senso del potere costituito. Per essi, il dramma del�la Revoca � stato immenso poich� erano estromessi dallo Stato. In una certa maniera aderire alla Repubblica permetteva loro di aderire allo Stato riconosciuto ufficialmente. Non � per nulla per ragioni rivoluzionarie che i protestanti hanno aderito alla Rivoluzione ma al contrario per ragioni conservatrici. E sapete certo che nel XIX secolo i protestanti hanno grandemente so�stenuto le strutture dello Stato, essi sono stati molto spesso fun�zionari.

Ecco, insomma, ci� che volevo dire. E in conclusione vorrei far notare che forse uno degli aspetti pi� interessanti dei lavori scientifici in occasione del bicentenario � quello di attirare l'at�tenzione sulle specificit� regionali molto pi� rilevanti di quanto si immagini. Nel caso particolare, a livello cronologico, si pu� affermare che nel Mezzogiorno della Francia praticamente dal 1790 la scissione � ormai avvenuta e da quella data esistono nuclei controrivoluzionari molto importanti nel Mezzogiorno e in questa regione. Si pu� anche affermare che non si possono ben comprendere i fenomeni nel Gard, nella regione di Nimes se non ci si riferisce ad avvenimenti anteriori. Ci� corrisponde quindi alla cultura peculiare di ogni regione, e spesso il guaio degli studi rivoluzionari consiste nel fatto che essi sono condotti dal punto di vista di Parigi o dell'applicazione delle misure parigine in provincia. Avrei potuto, ma non � l'argomento della mie conferenza, fare un'altra conferenza sul caso di Marsiglia: ma non si tratta affatto degli stessi fenomeni. A Marsiglia vi sono elementi di grande originalit�, ad esempio il federalismo.

Com'� noto, spesso si pone la domanda: vi sono state un due o tre Rivoluzioni? Francamente, mi vien voglia di rispondere: ve ne sono state diverse decine.