Annalisa Di Nola

 

DAL PELLEGRINAGGIO ALLA GITA TURISTICA:UN'ANALISI QUANTITATIVA DELLE GUIDE DI ROMA

 

 

Il saggio che segue intende offrire i risultati di una ricerca condotta su un campione selezionato di guide alla citt� di Roma, stampate in un periodo compreso tra il 1501 ed il 1900.

Tali guide, e specialmente le pi� antiche, sono state frequen�temente studiate dal punto di vista bibliografico, bibliologico, o anche in ambito storico‑artistico e urbanistico. Si � tuttavia in genere trascurato di guardare ad esse come ad un complesso di documenti suscettibili di fornire interessanti indicazioni sugli intendimenti, gli atteggiamenti ed i sentimenti religiosi che hanno ispirato di volta in volta i loro autori e compilatori.

Nella loro formulazione originaria infatti, queste opere si presentavano come vere e proprie guide di pellegrinaggio ad uso di quei fedeli che intendessero recarsi alla citt� santa per ot�tenere le ricompense spirituali previste per questa pratica devo�zionale. Se in seguito la loro funzione si trasform� in misura ri�levante, ci� avvenne in modo molto lento e quasi impercettibile,mentre la struttura di base restava ostinatamente salda nel cor�so del tempo.

Tenuto conto di queste considerazioni, e dell'imponenza quantitativa dell'insieme di queste opere, le guide di Roma pos�sono costituire un oggetto interessante di indagine per una sto�ria della mentalit� interessata ad analisi di tipo quantitativo. Nel loro complesso infatti, esse si configurano come un vero e pro�prio documento "seriale" di cui � possibile verificare la continui�t� nella lunga durata, e, nel contempo, registrare le pi� significative trasformazioni.

Ben lungi dal presentarsi come elaborazioni letterarie di autori ben individuabili, tesi ad imprimere nei loro testi i tratti inconfondibili di un inimitabile genio creativo, le guide si caratterizzano semmai per l'estrema ripetitivit�, uniformit� e somiglianza dei testi che le compongono.

Anche quando l'autore del testo era esplicitamente enunciato nel frontespizio, mancava a questi lavori un'autentica originalit� creativa. Per l'uso cui erano indirizzate ed il genere di informazioni ivi contenute, non si richiedeva infatti che tali guide venissero redatte sulla base di criteri artistici, o con l'ausilio di particolari doti di immaginazione narrativa, ma soltanto che fossero funzionali. Poteva semmai oscillare la qualit� funzionale che di volta in volta presiedeva ai criteri redazionali. Alcune guide sembrano scritte ad uso turistico, altre ad uso devozionale, altre ancora, in gradi ed in forme diverse, sembrano proporsi di soddisfare ambedue le funzioni.

Nonostante le modifiche e le variazioni apportate nel corso del tempo, le guide non hanno esaurito la loro vitalit�; anche in quelle odierne, si possono riscontrare, tanto sul piano strutturale che su quello contenutistico, derivazioni, trasformazioni o trasposizioni di forme gi� presenti in guide pi� antiche.

Queste caratteristiche rendono l'insieme di queste opere una fonte documentaria estremamente interessante e significativa.

Nel loro insieme le guide alla citt� di Roma costituiscono quella che potremmo chiamare una serie ordinabile cronologicamente e sulla quale � possibile condurre dei rilievi statistici, in base alla selezione di opportuni indicatori. Quello qui studiato costituisce un corpus costruito in forma di campione statistico, in base al principio probabilistico della casualit� (1).

Certo lo status di queste guide �,se vogliamo,alquanto anomalo.Sono pur sempre documenti scritti,ed anzi,stampati.Allargano,entro certi limiti,il raggio d�azione della possibile ricerca storica. Non rientrano per� a nessun titolo fra i documenti d'archivio o le vere e proprie opere letterarie, n� possono con�siderarsi prodotti della cultura popolare.

D'altra parte, pur essendo in stretto contatto con la produzione intellettuale della cultura egemonica, tali opere non possono essere considerate autentiche rappresentanti di quella cultura.

Si tratta di una produzione editoriale indubbiamente feconda, e con un consistente successo di pubblico, ma in certa misura marginale, diretta a fini puramente divulgativi.

Mancavano ad essa propositi scientifici, cos� come intenti estetico‑narrativi. Le stesse nozioni derivanti da un sapere dot�to, elaborato nella sfera delle discipline storico‑erudite o in quella della normativa liturgica e della riflessione teologica, rie�cheggiano in questi scritti in maniera diluita e semplificata, me�diata spesso dalla tradizione orale; n� le nozioni cos� tramanda�te restavano totalmente immuni da inesattezze o da incon�gruenze.

Queste opere si rivolgevano ad un pubblico non sempre at�tento e preparato; esso intendeva certo essere guidato, assecon�dato, intrattenuto o perfino istruito ed ispirato, ma pur sempre in una situazione in cui mancavano le condizioni necessarie alla concentrazione.

In generale dunque, questo costituisce un documento capace di soddisfare le esigenze di una storia che desideri avvicinare

"le masse anonime, che sia ricerca della normalit� o della verit� media di un'epoca, quella che passa non per i grandi (attori o autori) ma si scopre [piuttosto] volgarizzata e banalizzata ‑nel senso buono del ter�mine‑ nel repertorio dei gesti, delle immagini e delle briciole di discor�si del grande numero" (2)

Riconosciuti i pregi di questo tipo di materiale documentario, non si pu� fare a meno di constatare alcuni degli inconvenienti che tuttavia sussistono. Il pi� importante � costituito dalla sua incapacit� a fornire un'adeguata differenziazione e stratificazio�ne dei risultati in rapporto a diversi livelli sociologici o alle dif�ferenti aree geografiche. Nel complesso tanto le guide "devozionali" quanto quelle "comuni" (3), possono considerarsi originate in stretto collegamento con un milieu di formazione e di elaborazione culturale prevalentemente ecclesiastico. Molti degli auto�ri, dei quali sia possibile reperire notizie biografiche, risultano di formazione clericale o addirittura in alcuni casi investiti di importanti cariche ecclesiastiche. La larga maggioranza delle guide venne inoltre stampata a Roma presso editori e tipografi in stretto contatto con la Curia e sottoposti al controllo della Ca�mera Apostolica.

Quanto alla destinazione, se le opere pi� specificamente "de�vozionali" possono considerarsi indirizzate alla formazione del clero o all'uso di un ristretto nucleo di persone con un notevole grado di preparazione culturale e religiosa, anche le guide "co�muni" presupponevano un livello di alfabetizzazione e di cultura media che restringeva notevolmente la fascia sociale dei possibi�li destinatari. E` evidente che le masse popolari propriamente dette se ne possono considerare escluse.

In questa sede intendo proporre un'analisi di natura pi� stret�tamente quantitativa dello spazio occupato, all'interno dei testi che trattano di alcune chiese, dai diversi argomenti che abbiano attinenza con la loro descrizione.

La presentazione delle diverse chiese della citt� appare, al�l'interno delle singole guide, sotto forma di un testo pi� o meno lungo, che contiene una serie di notizie concernenti la chiesa stessa o anche oggetti, personaggi e vicende ad essa collegati. Per esaminare le caratteristiche di questi testi, e soprattutto le trasformazioni cui furono sottoposti nel corso dei quattro secoli prescelti, ho scelto quattro indicatori privilegiati nelle quattro chiese di S. Sabina, S. Maria in Portico (la cui eredit� venne accolta in seguito da S. Maria in Campitelli), S. Maria in Traste�vere e S. Maria del Popolo.

Ai fini dell'analisi, ho poi tratto induttivamente da una prima lettura dei testi un certo numero di classi, entro le quali racco�gliere la variet� dei dati espositivi presenti per la descrizione delle diverse chiese. Nonostante la variet� delle rispettive vicen�de storiche, e caratteristiche architettoniche, artistiche e religio�se, ho ritenuto che le diverse chiese presentassero molti tratti in comune nello schema della loro descrizione, cos� da giustificare l'adozione di classi e categorie funzionali all'analisi quantitativa. Sono in tal modo risultate 7 diverse classi comprensive a loro volta di categorie pi� specifiche (4):

 

 

I. INFORMAZIONI STORICO‑ARTISTICHE

 

La prima classe include notizie di interesse artistico concer�nenti l'edificio e la sua storia, lo spazio interno ed esterno della chiesa con le sue caratteristiche materiali ed estetiche, compresi eventuali riferimenti ad istituzioni o monumenti dell'antichit� classica ed imperiale che avessero originariamente occupato quella stessa area. Vi si accompagnano informazioni storiche anche riguardo agli artisti ed ai committenti di opere d'arte e re�stauri.

Si tratta in sostanza di notizie di diretto interesse turistico, dalle quali sono assenti preoccupazioni e finalit� d'ordine reli�gioso. E' questa la classe che meglio si presta a fornire indicazio�ni significative sul grado di relativa laicizzazione dei testi qui esaminati.

All'interno di questa classe si possono distinguere 4 categorie:

1. ANTICHITA� ROMANE. Viene incluso in questa catego�ria tutto quanto si riferisce all'epoca ed ai luoghi della Roma an�tica. Quindi anche i templi che anticamente occupavano quegli spazi, cos� come tombe (nel caso di S. Maria del Popolo si tratta del sepolcro di Nerone), porte o altri tipi di edifici.

2. ARTE. Sotto questa voce vengono comprese tutte le infor�mazioni di carattere artistico, generalmente rivolte alla descri�zione dei quadri o degli altri ornamenti presenti nello spazio in�terno ed eventualmente esterno della chiesa. Vi sono incluse anche le informazioni sugli artisti che hanno eseguito le opere in questione, e su coloro che le hanno eventualmente commis�sionate.

3. EDIFICAZIONE. Con questo termine si intende ci� che riguarda la costruzione della chiesa, si tratti degli artefici, dei committenti, della data o del modo in cui tale costruzione ebbe luogo.

4. RESTAURI. E` il termine che indica tutte le descritte ope�re di restauro effettuate nel tempo sulla chiesa o su oggetti in essa contenuti, per volont� di papi, cardinali, o altre personalit�. Non sempre ne sono nominati gli autori materiali. Come per la categoria precedente, ho separato questa voce dalla sua cor�rispondente di ispirazione religiosa, in questo caso, la categoria n. 12.

 

II. STORIA DELLAMMINISTRAZIONE RELIGIOSA

 

In questo secondo gruppo, che include le categorie dal n. 5 al n. 8, sono comprese informazioni sulla storia dell'amministra�zione religiosa della chiesa, intesa pertanto come edificio di cul�to che si colloca in una sua specifica posizione nell'insieme degli edifici dello stesso genere ed � stata condotta e gestita da parti�colari ordini religiosi. Anche queste informazioni possono inte�ressare il turista medio in quanto attengono alla storia dell'edificio. Esse pongono per� in primo piano la funzione religiosa di tali edifici ed inoltre, le notizie riguardanti gli ordini religiosi stessi, possono essere indice della relativa importanza loro attri�buita e quindi del valore che viene loro assegnato nella realt� contemporanea, secondo la mentalit� corrente.

5. TITOLO DI CARDINALE. Era questo originariamente il nome con con cui si designavano le parrocchie. Si pu� dunque considerare come una sottospecie della categoria che indica pi� generalmente la posizione della chiesa.

6. POSIZIONE. Indica la posizione che la chiesa occupa tra i vari edifici di culto: se ad esempio si tratta di una basilica, di una parrocchia, di una chiesa collegiata.

7. FRATI. Questa categoria comprende le notizie su quegli ordini religiosi che hanno in cura la chiesa o che vi sono comun�que collegati in qualche modo, facendone ad esempio il centro di attivit� assistenziali e caritatevoli.

8. SEDE PONTEFICI. E` una categoria che ha validit� sol�tanto per S. Sabina, che venne effettivamente adibita, per diver�so tempo, ad abitazione dei papi e fu anche sede di conclavi.

 

III. NOTIZIE AGIOGRAFICHE

 

La terza classe riunisce le categorie dal n. 9 al n. 11, compren�denti notizie di interesse agiografico. Anche queste possono in�tendersi da un duplice punto di vista e cio� sia come semplici in�formazioni storiche, sia come elementi indirettamente rivolti a suscitare forme di devozione nei confronti dei santi ricordati.

9. SANTI. Non si tratta sempre di notizie legate direttamente al culto dei santi. Piuttosto, nei casi in cui questo si verific�, si parla di santi legati alle vicende della chiesa, in quanto quella era stata originariamente la loro abitazione, o perch� l� si erano recati a pregare o a svolgere importanti attivit�, o ancora per�ch� ad essi le chiese furono dedicate, e cos� via.

10. S. DOMENICO. Valgono, per questa particolare catego�ria, le stesse considerazioni esposte per la categoria precedente. Questa viene per� trattata separatamente perch� a questo san�to viene dedicata decisamente pi� attenzione di quanta non se ne attribuisca sporadicamente ad altri.

11. MEMORIE PIE Con questo termine ho inteso indicare quegli oggetti toccati o guardati con devozione dai fedeli in me�moria di santi e della loro vita. Il loro status liturgico � diverso da quello delle reliquie. Non sono venerati per particolari pote�ri santificanti o taumaturgici, n� godono di un riconoscimento ufficiale per una loro precisa posizione nel culto cristiano; sono per� osservati perch� rimasti nella chiesa a testimonianza di qualche particolare episodio della vita del santo, che tali oggetti aiutano a ricordare.

 

IV ATTIVITA� RELIGIOSAMENTE ISPIRATE

 

Le categorie dal n. 12 al n. 14, che costituiscono questa IV classe, si riferiscono ad atti materiali e rituali collegati a precisi intenti religiosi, che possono avere avuto luogo tanto al mo�mento della costruzione della chiesa, quanto nella storia succes�siva dei suoi restauri. Di queste categorie, la "consacrazione" � certamente atto indispensabile alla costituzione della chiesa. Non sempre per� la "consacrazione" viene ricordata e talora viene sostituita dal semplice accenno all'edificazione della chie�sa.

12. PII RESTAURI. Si tratta formalmente di una categoria affine, alla n. 4, in cui per� le notizie sono accompagnate da espliciti riferimenti alle motivazioni religiose e devote degli atti compiuti.

13. CONSACRAZIONE. Questa categoria si riferisce agli at�ti di consacrazione delle chiese, compiuti al momento della loro fondazione o anche successivamente. Nel primo caso, la notizia sulla consacrazione pu� accompagnarsi, ma anche sostituirsi al resoconto della vera e propria edificazione.

14. I [chiesa dedicata alla] VERGINE. Questa voce si ritrova soltanto a proposito di S. Maria in Trastevere, prima chiesa de�dicata alla vergine, secondo quanto si afferma in queste guide.

 

V INFORMAZIONI DEVOZIONALI

 

Il raggruppamento delle voci n. 15 e 16 denota direttamente le devozioni precipue della chiesa. Le notizie riguardanti feste e indulgenze possono costituire una fonte di informazioni stori�che sulla loro origine e la loro istituzionalizzazione. Ma � evi�dente che l'interesse per simili informazioni � di natura intera�mente devozionale, giacch� esse costituiscono una fonte imme�diata per tutti quei pellegrini che desiderano adempiere al culto ed essere pertanto al corrente dei benefici che potranno ottene�re, cos� come degli oggetti di venerazione che potranno reperire in ogni chiesa.

15. INDULGENZE, FESTE, STAZIONI. Si tratta di una ca�tegoria importante, che offre informazioni sugli argomenti di in�teresse liturgico collegati al pellegrinaggio romano. Eassocia�zione cultuale tra questi elementi era quasi d'obbligo, dal mo�mento che spesso, nei giorni di particolari ricorrenze come quelle in cui si celebravano le stazioni, venivano concesse ai pel�legrini numerose indulgenze speciali. Per questa ragione li ho unificati in una medesima categoria considerando anche che le guide stesse sono solite associare indulgenze, feste e "stazioni" in una medesima presentazione.

16. RELIQUIE. Anche le reliquie venivano di frequente esposte in occasione delle celebrazioni festive. I brani che se ne interessano tendono generalmente a fornirne un elenco detta�gliato o, almeno, a nominare le principali reliquie presenti al�l'interno della chiesa.

 

VI. CULTO DELLE IMMAGINI

 

In questa classe vengono comprese tutte quelle voci, dalla n. 17 alla n. 22, che si riferiscono al culto delle immagini ed alle processioni legate a determinate chiese.

Soltanto le categorie n. 17 e n. 21 sono per� in diretto colle�gamento con l'azione devozionale svolta al presente. Le altre categorie possono certamente suscitare in maniera indiretta il culto delle immagini, ma ci� di cui offrono resoconto � soltanto la forma che tale devozione ha assunto in passato, in occasione di circostanze straordinarie, nonch� gli effetti benefici o anche prodigiosi che ne sono derivati.

17. IMMAGINE‑DESCRIZIONE. In questo specifico sotto�gruppo si indicano quelle proposizioni che annunciano sempli�cemente la presenza dell'immagine e ne danno una definizione, accompagnandola tutt'al pi� con notazioni del tipo: "si venera".

18. IMMAGINE‑STORIA. Si parla qui generalmente della vicenda dell'immagine stessa per quanto attiene al suo arrivo sul16. v. voci miracolo nelle tabelle numeriche.

luogo e successivo trasferimento.

19.IMMAGINE-STORIA-CULTO.Con questa locuzione viene indicata la storia di eventuali processioni o di altre forme di culto dedicate all�immagine nel corso del tempo.

20.IMMAGINE-PESTE-STORIA.Categoria perfettamente sovrapponibile alla precedente,se non per il fatto che le forme di devozione cui si riferisce sono state provocate dalla speranza di scongiurare la peste.

21.IMMAGINE-FESTE.Sotto questa intestazione sono comprese quelle notizie che informano sulla presenza di feste celebrate dai contemporanei in omaggio alle immagini. Si tratta perci� di un riferimento culturale al presente,non,come per la categoria n.19,al passato.

22.PESTE.A sua volta questa voce ha molti tratti in comune con quella n.20,ma nei resoconti in questione le immagini sacre non gocano alcun ruolo.Per scongiurare la peste si sono scelte altre forme di devozione.

 

VII. EVENTI MIRACOLOSI

 

Le ultime due categorie,23 e 24,qui raggruppate designano gli eventi ritenuti miracolosi,legati alle origini delle chiese o a particolari episodi che in esse ebbero luogo.

23.MIRACOLO.Con questo termine ho indicato gli episodi che trattano di eventi provocati da interventi del soprannaturale collegati alla storia della chiesa.(5)

24.VOCI MIRACOLO.E� la voce che contiene gli stessi dati informativi della precedente,presentati per� con accenti di evidente scetticismo che sottraggono a tali notizie quasi completamente ogni credito di autenticit�.Passer� a questo punto all�esame dell�evoluzione quantitativa dei dati cos� selezionati.

Per ognuna delle categorie e delle classi analizzate nelle pagi�ne seguenti, si potranno riscontrare i dati numerici contenuti nelle tabelle poste ad apertura, contenenti i valori medi pesati delle singole chiese, la media di tutte le categorie sulle 4 chiese esaminate ed infine il totale sulle 4 chiese, cio� i valori delle di�verse classi per le singole chiese e per la loro media.

Nell'osservare poi le tavole contenenti i grafici che esprimo�no alcuni di questi valori, sar� opportuno tenere conto del fatto che tali grafici sono stati realizzati su scala differente, come ri�sulta dai valori indicati verticalmente a fianco di ognuno di essi. Infatti, specie per le grandezze inferiori al 5%, sarebbe difficile visualizzarne i movimenti senza modificare la scala di riferimen�to.

Vorrei in ogni caso avvertire i lettori delle pagine seguenti che con questo articolo non ho inteso offrire delle conclusioni definitive o un modello univoco di interpretazione delle cause che hanno prodotto queste trasformazioni. Mi sono proposta piuttosto di registrare pazientemente una serie di dati concreta�mente verificabili da sottoporre a riflessione.

 

1. I CLASSE: INFORMAZIONI STORICO‑ARTISTICHE

 

Le informazioni storico‑artistiche sono quelle che maggior�mente interessano il turista odierno, alla ricerca di godimento estetico ma anche di una dotta esposizione della storia dei luo�ghi che va visitando. Questo tipo di visitatore pu� trascurare completamente ogni motivazione religiosa nel corso del suo viaggio. Se oggi noi consideriamo ovvia la presenza di tale cor�redo informativo all'interno delle guide, non dobbiamo d'altra parte credere che le cose siano sempre andate cos�.

Come risulta dai dati statistici raccolti, l'importanza di questa prima classe si accrebbe progressivamente nel corso dell'et� moderna. Durante il '500 la descrizione di alcune delle chiese romane non conteneva alcun cenno a notizie di questo genere (v. ad es. le chiese di S. Maria del Popolo e di S. Maria in Porti�co nelle prime due tavole). II XVII secolo segn� una svolta a ta�le riguardo: le informazioni di carattere artistico vennero allora ad occupare il 25% circa della trattazione (e addirittura il 35% per la chiesa di S. Maria del Popolo, ove erano state fino ad al�lora assenti), dimostrando una chiara tendenza all'ascesa nella seconda met� uli quello stesso secolo. La prima met� del '700 non segnala forti slanci ascendenti. In effetti mentre S. Maria del Popolo e S. Maria in Trastevere aumentarono considerevol�mente i valori relativi, le chiese di S. Sabina e S. Maria in Porti�co marcarono un periodo di stasi o addirittura di retrocessione: il ruolo di informazioni devozionali o amministrativo‑religiose era ancora prevalente nella descrizione di queste chiese.. Nei due periodi seguenti, ovvero dal 1750 al 1815, l'incremento di questa classe si rese evidente per tutte le chiese, anche se con qualche scarto di tempi tra l'una e l'altra. Levoluzione di S. Ma�ria in Trastevere e di S. Maria in Portico si mostr� infatti alquanto pi� lenta rispetto a quella delle altre due chiese che, tra il 1750 ed il 1815, aumentarono rispettivamente di un terzo o della met� i precedenti valori. Ad eccezione di S. Maria in Porti�co, fin dalla seconda met� dell'ottocento, la media dei valori di tutte le chiese si attest� intorno al 90%, per quanto riguarda questa classe.

 

Antichit� romane

La categoria che comprende le cosiddette "antichit� romane" mostra una certa disparit� di evoluzione nel confronto tra le di�verse chiese.

Il modo in cui le antichit� venivano descritte variava secondo la particolarit� delle vicende delle singole chiese. Il riferimento alle spoglie di Nerone ed al luogo della sua sepoltura ad esem�pio, � sempre stato presente nella descrizione della chiesa di S. Maria del Popolo, ma fino alla met� del �600, esso rientrava a pieno titolo nel racconto del "miracolo" e non possedeva una sua autonomia nell'ambito della descrizione. E' dunque neces�sario tenere presente la possibilit� di una trasformazione e di una confluenza degli argomenti prima inclusi in determinate categorie e classi in direzione di altre, capaci di assorbirne in for�ma nuova il contenuto.

Per tutte le chiese considerate, ad ogni modo, l'interesse per le antichit� ebbe modo di svilupparsi con particolare enfasi nel corso del XVII secolo, mentre nel secolo successivo la media di tutte le chiese delinea livelli in discesa.

Questo tipo di percorso sub� certamente l'influenza dei con�temporanei sviluppi dell'erudizione antiquaria, una disciplina che incontr� proprio nel corso del seicento l'apice della sua for�tuna, mentre pass� poi in secondo piano durante il secolo se�guente, allorch� i suoi raffinati strumenti tecnici e filologici con�fluirono nella trattazione storiografica vera e propria. Per le guide romane le opere dei pi� noti cultori di antiquaria costitui�vano una fonte inesauribile di notizie e di curiosit� da divulgare presso un pi� ampio pubblico. L� incursione nell'ambito di inte�ressi dell'antiquaria si rivel� feconda e costante durante il XVII secolo, traducendo una tendenza allora in voga. Le chiese di S. Sabina e di S. Maria in Trastevere, che gi� nel cinquecento dedi�cavano un certo spazio alle notizie sulle antichit�, accrebbero proporzionalmente nel corso del seicento tale corredo informa�tivo arrivando anche a triplicare i valori iniziali che, nel caso di S. Sabina si attestavano intorno al 4%.

La chiesa di S. Maria del Popolo che, come si diceva, accen�nava alla Roma antica nel corso del racconto leggendario della Porta Flaminia infestata dai demoni, scacciati poi grazie all'in�tervento della Vergine, modific� nel corso del seicento l'approc�cio a tali argomenti. La descrizione delle antichit� divenne allo�ra parte integrante e specifica della presentazione di questa chiesa, cos� come avvenne per la chiesa di S. Maria in Portico cui mancava ogni accenno in tal senso nel secolo precedente.

In un'edizione de "Le Cose meravigliose" del 1589, che pure riferiva l'episodio della fondazione della chiesa sintetizzando in poche scarne frasi la ben pi� ricca versione di altre contempora�nee edizioni, la storia di S. Maria del Popolo veniva cos� pre�sentata

 

"Doue � l'altar maggiore di detta chiesa sotto vn'arbore di noce, vi era�no sepolte fossa di Nerone Imperadore custodite da demonij, i quali infestauano ogn'vno che passaua per detto luogo. Et Pascale Papa per riuelatione della beatissima Vergine le cav�, e gett� nel Teuere, et vi fond� vn' altare" (6)

Ecco invece come si riferisce allo stesso episodio una guida del seicento:

 

"...ma prima d'entrare douete sapere, che essendosi nascosto Nerone Imperatore, per sfuggire l'impeto del Popolo Romano, nella villa di Faonte suo liberto, la quale staua quattro miglia discosta dalla citt� tra le strade Salara e Nomentana, ch'alcuni credono sia il Casale chiamato la Serpentara... et in detta villa essendosi lo scelerato con le proprie mani vcciso f� sepolto il suo cadauero nel sopraciglio del colle chiama�to de gl Hortoli, nel quale era il sepolcro della Famiglia Domitia, in un vaso di porfido coperto con ara di marmo di Luna, et attorniato con ornamenti di marmo Tarsio da Egloga, et Alessandria sue nutrici, e da Atte sua concubina, con il seguente Epitaffio... Giacque l'infame cada�uero in detto luogo sin al Pontificato di Pasquale II Papa incognito, e forsi priuo d� suoi ornamenti; poiche presso l'Alberici primo scrittore dell'istoria di questa Chiesa, et appresso Monsig. Landucci... si legge, che f� trouato giacere sotto vna noce, che era la pi� alta tra molte, sen�za far mentione della qualit� del detto sepolcro. Fu tagliata la detta noce per le raggioni, che s'adducono da'detti virtuosi, gettate nel Te�uere l'abomineuoli ossa, il Pontefice consagr� il luogo alla Madre di Dio, ponendo la prima pietra dell'Altar maggiore nel sito del detto se�polcro, purgato con sagro rito, e fabbricandoui la Chiesa..." (7)

Senza approfondire ulteriormente l'analisi di questi brani ‑co�sa che ho cercato di sviluppare altrove‑ baster� qui osservare come l'asse centrale intorno a cui ruota la loro impostazione di�verga nei due casi in maniera sostanziale. Il racconto del 1589, pur nella sua laconicit�, sottolinea l'intervento del soprannatu�rale e la straordinariet� dell'origine della chiesa. Al contrario, il brano che lo segue riporta a suo modo un episodio di storia an�tica, cita le fonti e mostra di interessarsi soprattutto alla "qualit� del sepolcro", mirabile monumento dell'antichit�.

Il XVIII secolo man�festa per le "antichit� romane" valori ge�neralmente in declino, ma ancora considerevoli, destinati a scendere ulteriormente nel corso dell'ottocento.

Alcune chiese manifestano tuttavia un declino graduale e progressivo che, per S. Maria del Popolo, prende le mosse dalla prima met� del �'700, scendendo dall'll all'8% nel corso del �'700 ed oscillando poi dal 3 all'1% nei periodi successivi al 1785.

S. Maria in Portico mostra un declino pi� brusco ed immedia�to tra la prima e la seconda met� del '700, declino che verr� contraddetto soltanto, in parte, nella seconda met� dell'otto�cento. Le altre chiese mantengono valori ancora alti per tutto il corso del �'700 e particolarmente nell'ultima parte. La Rivolu�zione francese esalt� la romanit� classica in funzione di rottura nei confronti del pi� recente passato dominato dall'influenza culturale ecclesiastica. Il rinnovato interesse espresso dalle gui�de del periodo rivoluzionario per le notizie sui luoghi e le vicen�de dell'antica Roma, potrebbe essere in relazione con questa tendenza. L�epoca a cavaliere fra settecento ed ottocento potrebbe pertanto considerarsi un periodo di transizione da un at�teggiamento pi� vicino all'erudizione antiquaria ormai in deca�denza, ad una forma di interesse storico‑artistico pi� generale. La funzione critica e dirompente attribuita al modello della Ro�ma antica non sembra in effetti svolgere un ruolo di rilievo nel corso del XIX secolo. Decaduto ormai il fascino che circondava di autorit� gli studiosi eruditi di antichit�, esauritasi la vena po�lemica di una romanit� classica innalzata a modello di un rinno�vamento politico, l'attenzione per le antichit� sub� un deciso ri�piegamento. Lo spazio gi� occupato dalle antichit� venne assor�bito entro quello di una categoria ben pi� imponente e com�prensiva: quella che presentava l'assetto estetico dell'edificio di culto e degli elementi in esso contenuti.

 

Arte

L�esame della media dei valori di tutte le chiese, pu� offrire indicazioni molto importanti in relazione a questo dato che �, senza dubbio, non solo il pi� importante all'interno della I classe, al punto da determinarne in buona misura l'anda�mento complessivo, ma anche quello singolarmente pi� signifi�cativo nel quadro di questo tentativo che si potrebbe brutal�mente definire di "quantificazione" del grado di relativa "laiciz�zazione" dei testi esaminati.

I valori medi manif