Simonetta Bernardi

 

DONNE, ISTRUZIONE, CULTURA: DALLA TUTELA ALLA PARTECIPAZIONE POLITICA

 

Nei giorni 9‑10 ottobre 1989 si � tenuto in Roma, presso la Residenza di Ripetta, un convegno che ha esaminato l'evoluzione del ruolo della donna nella societ� tra il XIX e XX secolo. Questo convegno ha rappresentato la fase conclusiva di una ricerca pluriennale (coordinata da Maria Luisa Trebiliani) dal titolo "Modelli di donna e tipi di aggregazione femminili dal XVI al XX secolo", condotta dal 1983 in seno al Dipartimento di Studi Storici dal medioevo all'et� contemporanea dell'Universit� "La Sapienza" di Roma, ed alla quale hanno partecipato sia docenti di diversi atenei, sia studiosi extrauniversitari.

In questo arco di tempo, risultati parziali del lavoro sono stati esposti e confrontati in alcuni seminari tenuti nella sede stessa del Dipartimento (ex Istituto di Scienze Storiche).

In particolare, nel 1984 si � dibattuto sull'associazionismo e l'istruzione femminile in periodo fascista; mentre nel 1986 si � organizzata una giornata di studio avente come tema generale: "Donne e societ�: itinerario culturale tra pubblico e privato dal XVIII al XX secolo". Il dibattito, a pi� voci, si � svolto in due fasi distinte. La prima, ha avuto come argomento unificante la storia dell'istruzione femminile ed � consistita in un confronto su metodi di lavoro e prospettive di studi al fine di delineare una storia dell'educazione della donna non settoriale, bens� inserita in quella generale dell'istruzione e della cultura. Si � posto inoltre il problema se sia legittimo parlare d'istruzione femminile, soprattutto per quella di base o se non sia pi� opportuno individuare le successive fasi dei progetti istruttivi. In relazione all'alfabetizzazione si � ampiamente discusso sulla validit� della sola firma come testimonianza di approccio culturale; fra gli aspetti di permanenza dell'istruzione femminile si � messo in luce come il lavoro manuale sia stato, fino ad epoca recente, al centro dell'educazione delle fanciulle di tutte le classi sociali, e quindi non debba essere considerato solo come momento di apprendimento di un'attivit� pratica, ma sia anche da valutare nel suo significato pedagogico. E' stata infine messa in rilievo la diversa funzione svolta da educazione e istruzione nella storia della donna. La successiva parte del dibattito ha scelto come osservatorio privilegiato il sec. XIX in quanto epoca in cui emerge una precisa coscienza del valore della donna. In tale ambito si � esaminato sia la fase educativa, quale si evince da esempi tratti dalla letteratura infantile, sia i modelli sociali esaminando la figura della prostituta nella societ� borghese postunitaria, sia la consapevolezza politica raggiunta dalla donna la quale, pur fedele ai tradizionali ruoli di sposa e madre, giunge ad una partecipazione alla vita pubblica, nell'ambito della corrente rivoluzionaria nella seconda met� dell'800, attraverso forme diverse di associazionismo.

Tutte le suggestioni e le problematiche emerse ed enunciate in tale seminario hanno trovato una giusta collocazione e un organico conclusivo dibattito nel convegno che ha segnato la fase finale del lavoro del gruppo di ricerca.

Intorno al terna "Donne, istruzione, cultura: dalla tutela alla partecipazione politica" si sono ricomposti tutti gli spunti non indagati a fondo precedentemente.

Si � privilegiato l'arco cronologico fra '800 e '900 in quanto riconosciuto epoca che segna il passaggio da una societ� moralista ad una societ� letterata; in questo ambito � stato analizzato lo sviluppo dell'istruzione femminile in relazione ai caratteri di un modello culturale dominante, presente anche in contesti ideologici differenti, che affida alla donna una importante funzione simbolica e pedagogica, con effetti significativi sul piano sociale, comportamentale e culturale.

L'indagine si � svolta ad ampio raggio prendendo in considerazione diverse realt� politiche quali il Granducato di Toscana, lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli; si � allargata inoltre la prospettiva in ambito europeo toccando particolari situazioni negli imperi Austro‑Ungarico e di Germania, nella Francia all'epoc�a della terza repubblica, nell'Inghilterra vittoriana, concludendo poi con uno sguardo alle basi ideologiche dell'Europa attuale.

Il dibattito si � organizzato intorno a tre tematiche ben indivi�duate: "Dalla beneficenza all'istruzione", "Immagine del muta�mento", "Dal salotto alla politica"; nella prima sezione si sono illustrati i luoghi in cui si svolgeva il processo educativo femmi�nile: in particolare M. Pieroni Francini ha fornito un ampio quadro dei "Ritiri per dame e per cittadine nell'epoca del riformismo leopoldino"; entrando nel dettaglio, M. Stanghellini Bernardini ha parlato de "Le origini del conservatorio S. Michele di Pescia"; A. Groppi ha seguito l'evoluzione da ospizio di beneficenza a edu�candato ne "I conservatori romani: destini e strategie femminili" e tale tema � stato riesaminato con l'ottica dell'evoluzione dal piano sociale a quello economico ed educativo da M. L. Trebiliani in "Dal conservatorio della Divina Provvidenza a Ripetta all'Edu�candato di Santa Dorotea: tappe di una evoluzione"; L. Guidi ha fornito un ampio quadro, ricco di dati quantitativi, in "Carit� e reclusione femminile a Napoli nell' 800", infine B. MazohlWal�lhing ha fatto un'ampia relazione su "L'educazione della donna nel mondo austro‑tedesco".

Nella seconda sezione del dibattito si � illustrata l'evoluzione dell'immagine femminile come ci � stata trasmessa dalla lettera�tura; in particolare C. Covato ha indagato sul mondo culturale in "Per una storia del sapere al femminile nell'800: tra mutamento e conservazione"; M. I. Palazzolo ha rivisitato gli strumenti di ap�prendimento ne "La donna e la lettura: collane editoriali dell'800"; M. De Giorgio � entrata in ambito pi� specificamente didattico con un'illustrazione della "Civilizzazione delle donne: manuali e manualiste tra '800 e '900"; I. Nardi ha indagato su "Le regole del gioco: modelli femminili nei romanzi italiani tra fine '800 e inizio '900"; passando a culture extraitaliane A. Gerard ha trattato de "L'immagine femminile nei manuali della Terza Re�pubblica", e B. Arnett Melchiori ha tracciato un finissimo quadro de "La donna prigioniera nel romanzo vittoriano".

La seduta conclusiva del convegno ha visto la donna nel ruolo di protagonista nel mondo politico fra '800 e '900; in particolare M. Secci ha parlato di "Scrittrici tedesche tra due rivoluzioni (1848‑ 1916)", M. A. Columba Fonzi di "Vincenzina De Felice Lancellotti e la rivista Vittoria Colonna", A. M. Isastia de "La questione femminile nelle discussioni parlamentari nei primi anni dopo l'Unit�" e M. C. Giuntella ha ampliato il panorama alle origini delle ideologie attuali con "Per una cultura della pace. Il contributo delle organizzazioni femminili europee alla coopera�zione intellettuale e all'educazione della pace (1915‑ 1940)". Co�me si pu� vedere, si � trattato di un incontro su tematiche di ampio respiro cui ha corrisposto un esauriente dibattito. La stessa scelta della sede in cui sono svolti i lavori riveste un suo preciso signi�ficato: si � voluto tornare in un ambiente che ‑pur se attualmente � adibito a ben altri scopi‑ ha ospitato per secoli uno dei pi� rappresentativi educandati romani: il conservatorio delle Dorotee, illustrato proprio nella relazione della Trebiliani. Edificio simbo�lo, quindi, che � stato testimone dei mutamenti della condizione femminile di un ceto rappresentativo sia nello Stato Pontificio che nel successivo Regno d'Italia; mutamenti dovuti alla presa di coscienza dei travagli sociali e politici del tempo e che hanno necessariamente investito lo stesso contesto culturale provocando nell'ambito del sistema educativo un processo di adeguamento che ria portato a una trasformazione dell'immagine femminile.

Ugualmente non privo di significato � il fatto che la ricerca, di cui il convegno ha segnato un'adeguata conclusione, si sia svolta nell'ambito di un Dipartimento di Storia: il mettere in luce quanto la formazione educativa e culturale della donna, proveniente da uno specifico ambiente, abbia avuto un peso determinante nel costruire la nuova societ� � un apporto non indifferente agli studi di questa stessa societ�. Ed infine particolarmente interessante � stato l'incrociarsi, intorno al tema del convegno, di due tipi di voci: quelle rispecchianti una formazione socio‑cultural‑religiosa e quelle attente soprattutto al fenomeno demografico‑economico.

L'incontro, nell'ambito di una stessa ricerca, di cos� diverse prospettive storiografiche ha reso ancor pi� coinvolgente il dibat�tito mostrando, nell'immediato, come possano integrarsi ed��� arric�chirsi esperienze tanto differenti.