Emma Fattorini e Claudio Natoli

 

UN CONVEGNO A BERLINO EST ALLA VIGILIA DEL CROLLO DEL MURO

 

 

I saggi di seguito pubblicati costituiscono la rielaborazione delle relazioni tenute dagli studiosi italiani al convegno Italia e Germania alla vigilia della seconda guerra mondiale, svoltosi 22‑24 maggio 1989 a Berlino est ed i cui atti sono in corso di stampa in lingua tedesca. Il convegno � stato il risultato di un rapporto di collaborazione scientifica e culturale tra il nostroDipartimento e la Sektion Geschichte della Humboldt‑Universit�t di Berlino avviato nell'ottobre 1988, in una fase politica non ancora direttamente influenzata dagli avvenimenti che di l� ad un anno avrebbero radicalmente trasformato l'intero scenario dell'est europeo. Che qualcosa si stesse tuttavia sotterraneamente modificando ci era parso chiaro sin dai primi passi dell'organizzazione c convegno, quando non era stato difficile cogliere inequivocabili segnali di apertura. Da parte dei nostri interlocutori eravamo stati sollecitati ad un confronto scientifico che permettesse un dialogo tra posizioni diverse e che andasse oltre l'esposizione di tesi precostituite.

Lo svolgimento del convegno non ha certamente deluso le attese. Alla scelta della delegazione italiana di presentare contributi ed orientamenti diversi sui singoli temi in discussione ha fatto riscontro la partecipazione di studiosi della Ddr appartenenti una pluralit� di istituzioni culturali: accanto a docenti delle universit� di Berlino, Halle, Leipzig, Rostock, erano presenti ricercatori dell'Accademia delle scienze sociali della Ddr e dell'Istituto per il marxismo‑leninismo presso il Cc della Sed.

Nella prima giornata si � proceduto ad un bilancio storiografico e ad un confronto sulle linee interpretative pi� recenti in merito alla natura ed all'evoluzione dei regimi fascisti in Italia e nelle due Germanie. Il prof. R. Richter dell'Accademia delle scienze sociali ha svolto una relazione sullo stato della ricerca sul fasci�smo italiano nella Ddr da cui � emersa la complessiva arretratezza degli studi sull'argomento, mentre N. Gallerano si � soffermato sul dibattito tra gli storici italiani nell'ultimo quindicennio e sul rapporto tra fascismo movimento e fascismo regime. Il dr. H.R. Baum dell'universit� di Leipzig ha analizzato queste stesse tema�tiche in rapporto al contributo specifico offerto dagli studiosi della Germania federale. Infine il dr. K. Gossweiler, autore di alcuni dei pi� importanti studi sulla Germania nazista apparsi nella Ddr nel secondo dopoguerra, si � soffermato sui caratteri specifici dei regimi fascisti tedesco ed italiano, ma anche sui fondamentali elementi di affinit� che permettono alla ricerca scientifica di con�durre un'analisi comparata e di utilizzare categorie interpretative unificanti.

Esaurita la discussione generale, si � proceduto all' approfon�dimento di alcuni temi di particolare rilevanza, relativi alla situa�zione politico‑sociale dei due paesi alla vigilia della guerra. Il prof. K. P�tzold della Humboldt‑Universit�t ha presentato una interessante relazione sulla visita di Mussolini in Germania nel 1937, mentre il dr. Scheel ha messo in luce lo sforzo propagandi�stico dispiegato dal governo nazista per offrire un'immagine del�l'Italia tale da dissipare pregiudizi e diffidenze assai diffuse nel�l'opinione pubblica tedesca. Di particolare interesse � stata a que�sto proposito la proiezione di documentari originali di propaganda dedicati alla visita del dittatore italiano, preceduti da un'introdu�zione della dr. Ch. Olschewski.

Si � proceduto quindi, con le relazioni del dr. Moritz e di F. Minniti, ad esaminare gli aspetti economici della mobilitazione bellica, i piani predisposti dallo Stato Maggiore italiano, il ruolo attribuito all'Italia dalla strategia militare dell'Alto Comando te�desco. Inoltre, le relazioni del prof. J. Lehmann dell'Universit� di Rostock e di B. Mantelli hanno analizzato, con un ampio uso di fonti originali tratte dagli archivi tedeschi ed italiani, le condizioni di vita e di lavoro degli operai italiani emigrati in Germania nella seconda met� degli anni Trenta sotto la spinta della piena occupazione e della carenza di manodopera indotta dal piano quadrien�nale di riarmo, nonch� le tensioni ed i conflitti derivanti dalla loro mancata integrazione sociale, dalla disparit� di trattamento con i lavoratori tedeschi, dalle diversit� di carattere culturale, dalla po�litica repressiva dello Stato nazista. Ci� ha permesso di approfon�dire una serie di nuove tematiche solo di recente segnalatesi al�l'attenzione degli studiosi. Infine, L. Cajani ha svolto un'analisi comparata della trattazione del tema del fascismo nei libri di testo per la scuola superiore in Italia e nella Ddr, evidenziando il diver�so rapporto tra storia politica e storia della societ� e la maggiore o minore centralit� della storia nazionale rispetto alle vicende internazionali riscontrabili nei testi di storia dei due paesi.

Un altro argomento fondamentale affrontato nel corso del con�vegno � stato quello delle caratteristiche e dell'ampiezza delle basi di massa dei regimi fascisti alla vigilia della seconda guerra mondiale. Per la verit� proprio su questo nodo storiografico � stato possibile riscontrare l'esistenza di un notevole divario tra la ricer�ca in Italia e nei paesi occidentali e quella sviluppata nella Ddr. I contributi su questo tema al convegno sono venuti infatti soltanto da parte italiana e segnatamente da S. Colarizi, che ha messo in luce l'emergere a partire dalla fine guerra d'Etiopia ed in conse�guenza dell'allineamento di Mussolini alla Germania nazista di un crescente distacco della popolazione dalla politica di guerra del regime, e da E. Fattorini, che ha analizzato l'atteggiamento dei cattolici in Italia e in Germania nella seconda met� degli anni Trenta, l'emergere di elementi di conflittualit� tra i governi fasci�sti e le gerarchie ecclesiastiche, ma al tempo stesso anche le cautele e le resistenze dei cattolici ad intraprendere la via di una decisa opposizione politica. Si � cos� constatato come il tema del consenso, al centro ormai da molti anni degli studi sulla societ� tedesca durante il III Reich apparsi in Germania occidentale, in Inghilterra e negli Stati Uniti, solo di recente si sia segnalato all'attenzione degli studiosi della Ddr, che hanno teso piuttosto a, privilegiare il rapporto tra il nazionalsocialismo ed il capitale monopolistico, le caratteristiche dell'imperialismo tedesco ed il tema dell'opposizione antinazista.

Riguardo a quest'ultimo punto, il convegno ha conosciuto uno dei momenti di confronto pi� vivaci ed interessanti, laddove ha affrontato, sulla base delle relazioni della dr. Leske dell'Iml e di C. Natoli, il tema dell'antifascismo italiano e tedesco all'interno e nell'emigrazione nella seconda met� degli anni Trenta, le con�seguenze del "grande terrore" staliniano sulla politica del movi�mento comunista e le ripercussioni del patto tedesco‑sovietico del 1939 (un tema quest'ultimo in precedenza affrontato anche da L. Cajani). Alle differenze di orientamento tra i due relatori ha fatto riscontro una pluralit� di contributi sia da parte italiana che tede�sca, che ha permesso un confronto di notevole impegno in un clima di reciproca apertura e sostanzialmente libero da pregiudi�ziali ideologiche.

Al termine del convegno, il prof. A. Ruger, direttore della Sektion Geschichte della Humboldt‑Universit�t, interpretando il parere unanime degli studiosi presenti, ha sottolineato la ricchezza dei risultati conseguiti, l'utilit� dell'analisi comparata e del con�fronto tra i diversi orientamenti storiografici ai fini dell'ulteriore sviluppo delle ricerche, l'esigenza di superare le barriere ideolo�giche ereditate dalla guerra fredda, di organizzare nuove iniziative scientifiche e di dare continuit� all'esperienza avviata. Il conve�gno � stato inoltre occasione per interessanti contatti scientifici con studiosi di altre universit� della Ddr, ed in particolare con docenti dell'universit� di Halle (dove da anni � attivo un gruppo di ricerca sulla storia della socialdemocrazia) e di Rostock (dove esiste una sezione per lo studio dei rapporti polacco‑tedeschi). Infine � stato stabilito un contatto diretto con l'Ufficio delle rela�zioni internazionali della Humboldt‑Universit�t, al fine di un mi�glioramento degli scambi previsti dal vigente accordo culturale con l'Universit� di Roma "La Sapienza" in riferimento alla didat�tica della storia.

Ci sia consentito, a conclusione di questa breve nota introdut�tiva, un ricordo personale. Ritornando con la memoria al nostro soggiorno a Berlino del maggio 1989 l'impressione che ci � restata � quella di aver vissuto un frammento di un momento storico straordinario. Passeggiando per il centro semideserto tra Alexan�derplatz e Unter den Linden in quelle serate chiare di primavera o visitando il centro di Dresda ancora atrocemente dilaniato dalla guerra, nulla faceva a prima vista prevedere la portata degli avve�nimenti che stavano maturando. Eppure si percepiva un allenta�mento della tensione, un clima generale di attesa per la fine di un'epoca e per l'inizio di una fase storica radicalmente nuova. Nella cena di commiato, tenuta in un ristorante al palazzo del Parlamento, parlammo a lungo con i nostri interlocutori della svolta impressa da Gorbaciov alla politica sovietica, delle sue possibili ripercussioni sulla Ddr e della necessit� di tornare a riflettere sulla "grande speranza" del 1945: estirpare le radici del nazifascismo e della guerra e coniugare democrazia e socialismo. Quella stessa sera noi italiani ci recammo a ridosso del muro di Berlino, davanti alla porta di Brandenburgo. Nella terra di nessu�no, a poca distanza dal posto di guardia, con piccoli balzi si muoveva, in assoluta tranquillit�, una coppia di lepri. Ci sembr� che uno dei luoghi pi� inquietanti della storia europea avesse perso, forse per la prima volta in questo secolo, il suo carattere minaccioso.