Roger Chartier

SECRETAIRES PER IL POPOLO? I MODELLI EPISTOLARI DELL'ANTICO REGIME FRA LETTERATURA DI CORTE E LIBRO DI COLPORTAGE

 

Nel gennaio e febbraio 1789, su richiesta della vedova e del tutore dei figli minori, viene compilato un inventario dei beni di Etienne Garnier, libraio e tipografo residente a Troyes in �rue du Temple�. Scomparso sei anni prima, il defunto era uno di quei librai della citt� specializzati nella stampa e nella vendita di libri dalla composizione frettolosa, mediocremente curati e di basso costo, designati, a partire dal XVIII secolo, con il termine generico di �Biblioth�que bleue�, suggerito dal colore della carta che, di frequente (ma non sempre), ricopriva questi modesti libri rilegati in brossura. Una volta entrati nel magazzino di Etienne Garnier, due suoi colleghi incaricati dell'inventario contano, tra i 443069 esemplari, rilegati oppure in risme, che costituivano il suo fondo, 154 dozzine di Secr�taire d la Mode, 73 dozzine di Nouveau Secr�taire franQais e 259 dozzine di Secr�taire des Dames. Ossia, per questi tre titoli appartenenti al genere dei modelli epistolari, 5832 esemplari per un totale di 225 lire, 1 soldo e 6 denari. Il valore stimato di ogni titolo (che non corrisponde al prezzo di vendita, certamente un po' pi� elevato) delinea una gerarchia che risulta, per una dozzina d'esemplari, di 22 soldi per il Nouveau Secr�taire francais, di 17 soldi e 3 denari per il Secr�taire d la Mode e solamente di 3 soldi e 3 denari per il Secr�taire des Dames 1.

Alla vigilia della Rivoluzione, la presenza di �secr�taires� nel catalogo dei tipografi‑librai di Troyes non � una novit�. Allorch� si proce�dette, nel 1722, alla stima della merce di Jacques Oudot, morto undici anni prima, i librai addetti all'inventario menzionavano nel magazzino della vedova, in mezzo ai Tableau de la Messe, ai Chemin du Ciel e alle Pr�paration de la Mort, ai libri degli arcani di Alberto il Grande, ai Contes des F�es di Perrault e alle raccolte di canzoni, il Secr�taire d la Mode e il Secr�taire francais 2.

 

1. I �secr�taires� nella �Biblioth�que bleue�

 

Gli esemplari conservati e i cataloghi dei librai ‑ ad esempio, quelli stampati dalla vedova di Nicolas Oudot, impegnato nel commercio di libri tra il 1679 e il 1718, o dalla vedova di Jacques Oudot, attiva tra il 1711 e il 1742 ‑ attestano la continuit� dell'attaccamento degli abitanti di Troyes al genere del �secr�taire�. Un titolo, non ancora incontrato, sembra aver avuto un'esistenza effimera nel corpus blu: il Secr�taire de la Cour, menzionato soltanto nel catalogo della vedova di Nicolas Oudot, � libraire, rue de la Harpe, � l'Image de Notre‑Dame, � Paris�. Gli altri tre, al contrario, conobbero diverse ristampe dopo il loro in�gresso nei cataloghi di Troyes. II Secr�taire de la Mode, che compare nell'inventario dopo la morte di Girardon nel 1686, � presente nei ca�taloghi delle vedove di Nicolas e Jacques Oudot, ed � noto, grazie agli esemplari conservati, che � ancora stampato nel 1730 � Chez la Veuve de Jacques Oudot et Jean Oudot son fils� e, con una licenza del 1735, da Pierre Garnier. Il Secr�taire des Dames, segnalato per la prima volta a Troyes dal catalogo della vedova di Nicolas Oudot, � pubblicato da Jean Garnier con una licenza del 1759 e quindi dal fratello Jean�Antoine Garnier, attivo tra il 1765 e il 1780. Infine, il Nouveau Secr�taire francais � pubblicato nel 1715 dalla vedova di Nicolas Oudot, quindi figura nell'inventario dei beni di Jacques Oudot, nel 1722, cos� come nel catalogo della vedova, e conosce in seguito svariate edizioni: quelle della vedova di Jean (IV) Oudot nel 1744, di Pierre Garnier a seguito di una licenza del 1728, di Jean Garnier, con le licenze ottenute da Pierre Garnier nel 1736 e nel 1738.

Come per gli altri titoli della Biblioth�que bleue, le edizioni indivi�duate dei �secr�taires� costituiscono di certo soltanto una parte di quelle effettivamente pubblicate dai tipografi di Troyes per alimentare il commercio librario di colportage. Senza valore commerciale e fragilis�simi, i piccoli libri in brossura (i �secr�taires� come gli altri e, anzi, forse pi� degli altri) hanno resistito male al tempo. Di qui, per quei ti�toli di cui � nota la vendita su larga scala con tirature di migliaia di esemplari ‑ peraltro spesso ripubblicati non appena la domanda lo richiedeva ‑, la ragione di un debolissimo tasso di sopravvivenza nelle biblioteche e nelle collezioni dei nostri giorni. Dalla difficolt� della loro conservazione non bisogna per� far discendere una scarsezza dell'an�tica circolazione. Paradossalmente, come � provato dal numero degli esemplari inventariati in magazzino, bisogna segnalare un successo commerciale ed una utilizzazione intensa. Tuttavia, nel caso dei � secr�taires� di quale uso si tratta?

 

2. Le definizioni dei dizionari

 

E, innanzitutto, cos'� un �secr�taire�? Quando il titolo fa il suo in�gresso nel corpus blu, nell'ultimo quarto del XVII secolo (cio� un cen�tinaio d'anni dopo l'invenzione della formula editoriale che permette ai tipografi‑librai di Troyes di vendere su larga scala libri stampati a basso costo), i dizionari non indicano affatto che un �secr�taire� possa essere anche un libro. Il Dictionnaire francais di Richelet (1679) colloca il ter�mine in tre contesti: il servizio domestico dell'aristocrazia (�Segretario. Colui che si trova al soldo di qualche gran signore per scrivere lettere o altro�), il mondo della giustizia (�Si chiama anche segretario colui che stila i verbali dei processi di un consigliere, oppure di un magistrato di rilievo. Colui che sbriga le faccende burocratiche forensi di un togato di rango�), l'intreccio tragico (�Questa parola per designare il confidente si trova soltanto in Poesia�). Il Dictionnaire de l�Acad�mie francaise (1694) � ancora pi� sobrio, iscrivendo la delega della scrittura in un legame di dipendenza: �Segretario. Colui il cui compito � di scrivere per il proprio padrone, di stendere lettere, dispacci, per colui da cui dipende�. Soltanto il Dictionnaire di Fureti�re (1690) apre la sua definizione allo spostamento di senso che conduce dallo scrivano al libro. Con una gerarchizzazione degli statuti, Secr�taire menziona d'acchito tre classi di segretari, differenziati dallo stato, dalla natura dell'attivit� e dalla condizione di quelli che richiedono loro di essere sostituiti nello scrive�re. In cima, l'officier al servizio del re, detentore per delega dell'auto�rit� regale: �Segretario. Funzionario che spedisce per ordine del suo padrone lettere, provvigioni, brevetti, e che li autentica con la propria firma�. Fureti�re colloca in questa categoria i segretari di Stato e i se�gretari del re. Quindi viene lo scrivano al servizio dei Grands o dei ro�bins: �Designa anche domestici di qualche gran signore o di magistrati che li utilizzano per i loro dispacci o per i loro affari, come gli estratti dei processi in corso, oppure per essere avvertiti delle incombenze im�minenti�. In fondo alla piramide dei segretari si trovano i poveri scri�bacchini che scrivono per il popolino: � Si definisce ironicamente Se�cr�taire des St. Innocents il miserabile scrivano che compila lettere per i servi o per il popolo che non sa scrivere�. Introdotta dal richiamo ad una situazione in cui il segretario � fornito di una competenza che non possiede colui che gli delega la scrittura, ne consegue allora l'allusione al �secr�taire� come libro che detiene, anch'esso, un �saper scrivere� di cui sono sprovvisti coloro che ne faranno uso: � Il Secr�taire de la Cour � un libro che contiene diversi modelli di lettere e di complimenti per coloro che non ne sanno fare�. Il titolo offerto in catalogo dalla ve�dova di Nicolas Oudot, installatasi a Parigi, � dunque lo stesso che cita Fureti�re, entrambi associando curiosamente il pubblico �popolare�, che compra le edizioni di Troyes o che fa ricorso agli scribacchini, e i modelli epistolari che si considerano in voga nelle Corti. Di questa ap�parente contraddizione bisogner� tentare di render ragione identificando e aprendo i differenti Secr�taires della Biblioth�que bleue. Poco presente nei dizionari di lingua dello scorcio del XVII secolo, l'uso del termine �secr�taire� per denominare una raccolta di modelli di lettere � tuttavia, in francese, vecchio d'un secolo. L'opera che intro�duce questa accezione inedita compare nel 1588. Autore ne � Gabriel Chappuys, ha per titolo Le Secrettaire comprenant le stile et m�thode d'escrire en tous genres de lettres missives (...] illustr� d'exemples (...J extraict de plusieurs sgavans hommes e il suo editore � il parigino Abel L'Angelier 3. L'ispirazione � chiaramente italiana, attinta dal�l'opera di Francesco Sansovino, Del Secretario, pubblicata a Venezia nel 1569. Prima del Secrettaire di Chappuys, le opere in francese pro�poste per porre rimedio alle manchevolezze degli scrittori di lettere sono di due tipi: da un lato, le raccolte di formule e di modelli, che fissano le regole della scrittura epistolare; dall'altro, le raccolte di lettere familiari affidate alla pubblicazione.

 

3. Formulari e prescrizioni

 

Nella prima categoria, il titolo di pi� larga diffusione sembra essere Le Stile et Maniere de composer, dicter, et escrire toute sorte d'Epi�stres, ou lettres missives, tant par response que autrement. Avec epito�me de la poinctuation, et accentz de la langue Frangoise. L'opera, pub�blicata nel 1553 da Jean Temporal a Lione e da Maurice Menier a Pari�gi, viene riveduta ed accresciuta nel 1556 nell'edizione del libraio pari�gino Jean Ruelle. Si tratta di un'opera composita della quale G. Gueudet ha tracciato la complessa genesi 4. Essa trae raccomandazioni e modelli epistolari dal Prothocolle des secretaires et autres gens d�si�rans seavoir lart et maniere de dieter en bon francoys toutes lettres mis�sives et epistres en prose, pubblicato a Parigi agli inizi degli anni trenta del Cinquecento da Jehan Langis, e da La maniere d'escrire par re�sponce, scritta da Jean Quinerit e stampata dal tipografo lionese Jac�ques Moderne. Attinge, inoltre, i consigli per la punteggiatura e l'ac�centatura dal trattatello composto e pubblicato da Etienne Dolet, La ma�niere de bien traduire d'une langue en aultre, d'advantage de la pun�ctuation de la langue francoyse, plus des accentz d�ycelle. E, infine, a partire dal 1556, ai modelli classici essa aggiunge modelli di lettere fa�miliari ricavati da quella che si pu� senza dubbio considerare la seconda raccolta di questo genere pubblicata in francese: l'Epitome de l'origine et succession de la duch� de Ferrare. Avec certaines Epistres � divers personnages et aueuns Epigrammes sur la propriete de la lune par les douze signes du Ciel di Gabriello Simoni (o Gabriel Sym�on) stampata nel 1553, da cui evidentemente Le Stile et Maniere aveva ripreso le epistole. Diversi retaggi s'intrecciano in questi primi manuali francesi di arte epistolare. Il primo � quello dei formulari medievali che forniscono modelli non soltanto per le lettere inviate dalle cancellerie e dai notai ma anche per le missive redatte dai privati e legate alle pi� disparate esi�genze della vita sociale. Anteriori ai grandi trattati de l'ars dictaminis della fine del XI secolo e degli inizi del XII ‑ quelli di Alberico da Montecassino, di Adalberto di Samaria, di Enrico Francigeno, di Ugo di Bologna ‑, queste collezioni di esempi sopravvivono loro come manuali di apprendimento del dictamen 5 e come repertori di esempi 6. Se�condo retaggio: i trattati di retorica. 1 titoli indicano il legame continuo tra l'arte del discorso e quella della lettera: �Lart et mani�re de dicter en bon francoys toutes lettres missives et epistres en prose�, oppure �Le Stile et Mani�re de composer, dicter, et escrire toute sorte d'Epistres�. Alla composizione orale della lettera, considerata sia come unica moda�lit� di produzione sia come possibilit� concomitante alla redazione au�tografa da parte del suo autore, fa eco la frequenza della sua lettura ad alta voce da parte di colui che la riceve. E da ci� conseguono la desi�gnazione della lettera come forma superiore dell'eloquenza e il debito dei manuali epistolari rispetto ai trattati di retorica: cos�, ad esempio, il Prothocolle des secr�taires attinge a piene mani ai due capitoli �Epistres� e �Lettres missives� dell'opera dell'abate Pierre Le F�vre (Pierre Fabri), redatta nello scorcio del XV secolo ma stampata soltanto nel 1521, Le grant et vray art de pleine Rh�torique. E dato che Fabri adatta in tali capitoli 1'Opusculum scribendi epistolas di Franciscus Ni�ger (Venezia, 1488), celeberrimo manuale di epistolografia dell'Uma�nesimo italiano, retorica latina umanistica e norma epistolare in lingua volgare si trovano cos� annodate e affiliate.

 

4. Le lettere familiari in lingua volgare

 

Parallelamente ai trattati, che forniscono regole, consigli e modelli, un altro genere si sviluppa: la pubblicazione di raccolte di lettere fami�liari in francese. Janet Gurkin Altman ha fornito un primo inventario 7 di queste corrispondenze, rese pubbliche dalla stampa ed edite con il loro autore in vita. La primissima raccolta sembra essere quella di H�lisenne du Crenne ‑ pseudonimo di Marguerite Briet, una giovane donna che, dopo aver lasciato il marito, abbraccia la carriera letterari, pubblicando nel 1538 un romanzo, Les Angoysses douloureuses qui procedent d'amours. Pubblicate un anno pi� tardi da Denys Janot, 1e sue lettere, dal titolo Epistres famili�res et invectives de ma dame Helisenne, compos�es par icelle dame de Crenne, intersecano racconti di vita con la difesa e la descrizione del talento letterario femminile. Nel 1569, due raccolte fanno la loro apparizione: le Lettres missives et fa�mili�res d'Etienne du Tronchet, pubblicate a Parigi da N. Du Chemin, e il Premier livre de Gaspar de Saillans, gentilhomme citoyen de Va�lence en Dauphin�, stampato a Lione da Jacques de la Planche. Se l'edizione della corrispondenza tra Gaspar de Saillans e sua moglie, offerta al figlio appena nato, mira soprattutto, con la pubblicizzazione dell'intimit�, a costituire una memoria di famiglia, quella delle lettere di Etienne du Tronchet, segretario della regina madre, intende stabilire una norma. Mescolando lettere familiari e lettere da segretario, testimo�nianze personali ed esempi da imitare, lettere in francese e lettere tra�dotte dall'italiano, la sua raccolta venne senza dubbio utilizzata come un repertorio di modelli dal prolungato successo: conosce, infatti, ben ventisei edizioni tra il 1569 e il 1623 8.

Dopo il 1569, per una ventina d'anni, le raccolte pubblicate di lettere in francese sono costituite soprattutto da traduzioni dall'italiano. Mae�stri riconosciuti dei diversi generi epistolari (missiva familiare, epistola, lettera d'amore), gli Italiani, tramite le traduzioni, fungono contempo�raneamente da garanti e da modelli per gli autori francesi che vogliano dimostrare la piena compatibilit� tra l'arte epistolare e la lingua volgare. Senza essere numerosissime, dato che molti lettori dovevano essere in grado di apprezzare gli originali italiani, le traduzioni si susseguono: nel 1572, le Epistres argent�es di Tolomei vengono tradotte da Pierre Vidal e le Epistres des princes di Ruscelli da Belleforest; nel 1580, le Lettres amoureuses du seigneur Jean‑Mathieu Adrovandy, gentilhom�me italien e, nel 1584, le Lettres fae�tieuses et subtiles de Cesar Rao da Gabriel Chappuys, autore quattro anni pi� tardi del primo Secrettaire 9. Nel 1586, per i tipi dello stesso stampatore, A. L'Angelier, sono pub�blicate due raccolte che denotano il reingresso editoriale degli epistolo�grafi francesi; esse sono, da una parte, le Missives de Mesdames des Roches de Poitiers, m�re et falle, due letterate di provincia, autrici di opere poetiche e drammatiche, e, dall'altra, le Lettres d'Etienne Pa�squier, ripubblicate quattro volte con l'autore in vita. Pur non offrendo direttamente modelli da ricopiare, l'opera di Pasquier, ponendo la scrittura epistolare in lingua volgare al servizio dei �discorsi morali� o delle �materie di Stato� (come viene indicato dal titolo del terzo tomo delle sue Oeuvres mesl�es pubblicate a Troyes nel 1619), legittima il genere e propone un esempio che pu� e deve essere seguito. La cesura tra le raccolte di lettere familiari e i manuali epistolari non risulta per�tanto brutale. Nelle intenzioni o nell'uso, le prime costituiscono dei re�pertori da cui � lecito attingere ispirazioni e formule. Di contro, i se�condi ‑ e si � visto con Le Stile et Maniere de composer, dieter, et escrire toute sorte d'Epistres ‑ includono dei corpus di lettere familiari, autentiche (o, per lo meno, date per tali) e nuovamente pubblicate. Montaigne, tuttavia, nota la distanza esistente tra la formalit� delle �lettres ceremonieuses, qui n'ont d'autres substance que d'une belle enfleure de paroles courtoises� e quelle dettate dalla libert� e la sincerit� del sentimento 10. Donde il rifiuto, da parte sua, di consuetudini come il dettare la lettera (ci� che � alla base dell'ars dictarninis, chiamata ancoro ars dictandi) oppure la limatura dopo la scrittura di primo getto 11:

 

�J'escris mes lettres tousjours en poste [en toute h�te], et si precipiteusement que quoy que je peigne [�crive] insupportablement mal, j'ayme mieux escrire de m: main que d'y en employer uri autre, car je n'en trouve poinct qui me puisse suyvre et ne les transcris jamais. J'ay accoustum� les grands qui me connoissent � y sup porter des litures et des trasseures [des ratures et des traits], et un papier sans plicur et sans marge�.

 

Donde, parimenti, il suo rifiuto di formule obbligate nelle convenzioni epistolari, anche se � costretto a sottomettervisi:

 

� quand la mati�re est achev�e, je donrois volontiers � quelque autre la charge d�y adjouster ces longues harengues, offres et pri�res que nous logeons sur la fin, et de sire que quelque nouvel usage nous en descharge; comme aussi de les inscrire d'ut'. legende de qualitez et tiltres, pour ausquels ne broncher, j'ay maintesfois laiss� d'escrire, et notamment � gens de justice et de finance. Tant d'innovations d'office: une si difficile dispensation et ordonnance de divers noms d'honneur, lesquels esutant cherement acheptez, ne peuvent estre eschangez ou oubliez sans offense�.

 

Montaigne, che rimpiange di non aver potuto dare una forma epistolare alle sue �fantasticherie� (�Et eusse prins plus volontiers ceste forme publier mes verves, si j'eusse eu � qui parler�) e che si dichiara gran lettore di edizioni di corrispondenze (�Ce sont grands imprimeurs de lettres que les Italiens. J�en ay, ce crois‑je, cent divers volumes: celles de Anni�bale Caro me semblent les meilleurs�), rivendica il diritto all'invenzione epistolare contro i requisiti formali che imbrigliano il genere:

 

�Les lettres de ce temps sont plus en bordures et prefaces, qu �n matiere�.

 

E' possibile misurare (area d'influenza della prima generazione di manuali epistolari in lingua volgare? E, soprattutto, si pu� supporre che abbiano raggiunto fruitori di modeste condizioni? La risposta � diffici�le. E' certo, innanzitutto, che titoli ed edizioni si moltiplicano: Le Stile et Maniere de composer, dicter, et escrire toute sorte d'Epistres, ou lettres missives � pubblicato almeno sette volte, a Lione e a Parigi, tra il 1553 e il 1579, seguito da altre opere che ne plagiano titolo e contenu�to, come Le Miroir de vertu et chemin de bien vivre [�] J Avec le stile de composer et dieter toutes sortes de lettres missives, guittances et promesses, la punctuation et accens de la langue francoise,1'instruetion et secrets de Part d'escriture del mastro scrivano Piene Habert (Parigi, 1559; con una riedizione del 1587 che sopprime nel titolo il termine �dicter�). Quindi, viene la serie dei �secr�taires�: Le Secrettaire di Ga�briel Chappuys (Parigi 1588), il Tr�sor des seer�taires (Parigi, 1614) e, sintomo dell'abitudine al termine e della profusione del genere, il Secr�taire des secr�taires, ou le Thr�sor de la piume frangoise (Rouen, 1624).

 

5. I trattati per i mercanti

 

D'altro canto, i modelli epistolari prendono posto in opere di larga diffusione destinate a lettori che non conoscono affatto, o conoscono male, il latino. Ad esempio, i mercanti. Diversi manuali e trattati che sono espressamente loro destinati contengono consigli ed esempi per la redazione di lettere, commerciali e non 12. Anversa, grande citt� d'affa�ri, � il luogo privilegiato per la stampa di simili opere dalle molteplici finalit�: insegnare a padroneggiare il francese, proporre raccolte in due o tre lingue, aiutare la pratica degli affari ed anche distrarre. Ecco tre esempi. Il primo � dato dall'opera di Gabriel Meurier, pubblicata da Jan van Waesberghe ad Anversa nel 1558 e dedicata ad un mercante di Colonia, il Formulaire de missives, obligations, quittanees, lettres de change, d'asseurances, et plusieurs epitres familieres, messages, re�quetes, et instruetions notables, le tout d 1'utilit� de la jeunesse desi�reuse d'apprendre d rediger et dicter en Frangois. Questo Formulaire � inserito, quasi un secolo dopo, in un'edizione di Rouen del 1641 che propone, in francese e in inglese, un Trait� pour apprendre a parler francois et anglois. Seguono poi le opere di Jean Bourlier: d'un lato, redatto soltanto in francese, il Stile et maniere de composer lettres mis�sives avec plusieurs Reigles et Argumens, d ce convenable: ensemble obligations, quittanees et lettres de change, le tout d 1'utilit� d'un chacun (Jan van Waesberghe, 1566), dall'altro, le Lettres communes et familieres pour Marchans et autres. Ensemble contracts, obligations, quittances, lettres de change et d'asseurance, tr�s‑utiles d un chacun. Le tout compose en Frangois par Jean Bourlier, Troyen: et mis en Fla�men par Jean Heyden, pubblicate nelle due lingue dallo stesso stampa�tore, Jan van Waesberghe, nel 1576 ad Anversa e nel 1596 a Rotter�dam. E ancora ad Anversa e sempre per i tipi di Jan van Waesberghe vengono pubblicate nel 1576 le Lettres missives familieres. Entre�mesl�es de certaines eonfabulations non moins utiles que recreatives. Ensemble deux livres de 1'utilit� du train de Marchandises, opera in francese composta da un maestro di scuola residente a Colonia, G�rard de Vivre. Evidentemente il libro incontra il favore del pubblico: ri�stampato da Jan van Waesberghe a Rotterdam nel 1588 e nel 1597, da Guislain Jansens ad Anversa nel 1591 (che vi aggiunge nel titolo, Au�squels est contenu la maniere de composer et escrire lettres missives), e ancora a Douai nel 1611 da Jean Bogard che ne allunga ulteriormente il titolo segnalando: En ceste derniere edition sont aiout�s les commen�cemens et superseriptions des lettres d gens de tous Estats; poi a Colo�nia nel 1616, un'altra volta a Douai nel 1621, e infine a Liegi nel 1644. 1 modelli epistolari si incontrano dunque in un primo gruppo di opere a grande diffusione che forniscono ai mercanti europei formule da imitare ed esempi che consentono loro di acquisire un minimo di pratica nelle lingue straniere. Vi � pure un'altra formula pedagogica, pi� immediatamente orientata verso l'apprendimento della lingua, che debitrice dei modelli episto�lari. Ne � testimonianza, tra altri titoli, la Pratique de 1'orthographe francoise. Avec la maniere de tenir livre de raison, coucher cedules, el lettres missives: Livre tres‑util, et necessaire d un chacun, specialement aux estrangers qui desirent avoir entr�e en la langue Francoise, nom�mement d ceux qui n'ont eu ce bien de connoistre la Latine, pubblicata a Lione da Basile Bouqu�t nel 1583. L'opera stata composta da Claude Mermet che si presenta nel titolo come �Escrivain de S. Ram�bert en Savoie, demeurant � Lyon�. Tre indici delineano il ritratto so�ciale degli utenti ipotetici o reali. Nel titolo, la menzione degli stranieri che non conoscono il latino; nelle dediche dell'autore, la destinazione ai mercanti della sua citt� natale (Saint‑Rambert‑en‑Bugey); infine, in un esemplare conservato alla biblioteca municipale di Lione si pu� trovare la firma di una donna, Andr�e Regnault, �dame de St. Joire�, in fondo alla sestina stampata nell'ultima pagina del libro: �Ce livre est � moy qui me nomme/ du nom sous escrit. Si quelque homme/ Ou femme le trouve perdu,/ Moyennant qu'il me soit rendu,/ Je lui donneray pour sa peine/ De vin une feuillete pleine [Questo libro appartiene alla sotto�scritta. In caso di smarrimento, all'uomo o alla donna che lo ritrovas�sero dar�, per il disturbo e in ricompensa, un barilotto pieno di vino]�. Stranieri, mercanti, donne: i lettori di Claude Mermet hanno come ca�ratteristica principale di non essere ferrati in lingua latina e quindi di non appartenere al mondo dei chierici e dei letterati 13.

 

6.La scelta dei librai di Troyes: Puget de la Serre e il lin����������� guaggio di corte

 

In forme diverse, con l'uso o meno del termine, i �secr�taires� cir�colano su larga scala nel XVI secolo. Tuttavia, gli stampatori di Troyes non attingono ad alcuna tradizione antica quando decidono, del resto tardivamente, di inserire questo genere nei loro cataloghi. E' molto comprensibile, peraltro, che non abbiano minimamente pensato al trattato che aveva costituito uno dei maggiori best sellers della prima met� del XVI secolo: 1'Opus de conscribendis epistolis di Erasmo. In effetti, esso non era mai stato tradotto in francese, come se la sua fina�lit� pedagogica, tesa all'insegnamento della grammatica e della stilistica latine, l'avesse relegato al mondo scolastico. Tra il 1522 (data della prima edizione autorizzata da Erasmo per i tipi di Froben a Basilea) e il 1.540, viene ripubblicato circa una cinquantina di volte, con quattordici edizioni parigine e otto lionesi. Dopo il 1540, le riedizioni si fanno pi� rare: in Francia se ne contano soltanto tre a Parigi e sei a Lione 14. Quindi, sebbene sia un testo essenziale per l'emancipazione dell'arte epistolare, sottratto alle formalit� rigide delle artes dictaminis'5, il trat�tato di Erasmo, al contrario della Civilit� puerile, non supera i limiti posti alla sua circolazione dall'uso del latino. Destinato a formare gio�vani letterati nella nuova retorica umanista, non pu� affatto accordarsi ad altro pubblico. Gli stampatori di Troyes non trovano inoltre vantaggio neppure nei manuali proposti dai mastri scrivani o dai segretari, forse eccessiva�mente professionali, n� nelle raccolte epistolari propriamente letterarie, chiaramente troppo dotte, n� nelle opere composte per i mercanti, la cui pubblicazione rimane a lungo prerogativa degli stampatori di Anversa. Paradossalmente, la loro scelta si orienta su un'altra categoria di �se�cr�taires�, apparsa con il XVII secolo: il �secr�taire� di corte. Dato da Fureti�re come emblematico del genere, Le Secr�taire de la Cour entra nella storia dei manuali epistolari nel 1625, quando compare, grazie al libraio parigino Pierre Billaine, la prima edizione dell'opera, appunto con questo titolo, di Jean Puget de la Serre 16. Ripubblicata per tutto il secolo, essa figura nel catalogo della vedova di Nicolas Oudot (attiva tra il 1679 e il 1718) ed anche in quello della vedova Oursel a Rouen, parimenti impegnata ad alimentare (tra il 1692 e il 1725) il commercio librario di colportage. Nulla, tuttavia, sembrava predisporre questa raccolta di modelli epistolari ad un siffatto destino editoriale. L'autore, nato a Tolosa nel 1593 o 1594, nipote di un vecchio Tr�sorier di Francia, Puget de Pommeuse, e cugino di Puget de Montauron, un finan�ziere legato al duca d'Epernon, corrisponde tipologicamente allo scrit�tore di corte 17. Nel 1625, appena agli inizi della carriera, tenta di sistemarsi attirando l'attenzione e la protezione del principe con componi�menti di gusto galante (ad esempio, nel 1618, Les Artifices de la court, ou les Amours d'Orph�e et d Amaranthe depuis trois mois) oppure con la celebrazione allegorica dei fasti monarchici (come gli Amours du Roi et de la Reine sous le nom de Jupiter et de Junon, avec les magnificen�ces de leur nopces, pubblicato nel 1625). Malo scrittore in cerca di notoriet� (e di gratificazioni) deve dimostrare la sua abilit� anche nell'eloquenza, che resta il genere pi� nobile e di cui l'arte epistolare � una delle maggiori espressioni. La Serre vi si dedica in pi� modi, innanzitutto cimentandosi con le lettere consolatorie, nelle loro diverse forme (nel 1618 fa pubblicare una Lettre de consolation � M. de Mayenne, sur la mort de Madame sa soeur, Madame de Nevers, e Les Regrets de Minerve sur la mort d Apollon, lamento per la morte di Jacques Davy Du Perron), quindi, nel 1624, pubblicando presso Pierre Billaine un'antologia di lettere fra le pi� celebri del tempo, intitolata Le Bouquet des plus belles fleurs de 1'�loquence, cueilly dans les jardins 1 ... 1 des sieurs Du Perron, Coiffeteau, Du Vair, Bertaud, d'Urph�, Malerbe, Daudiguier, La Brosse, Du Rousset, La Serre. L'epoca � favorevole a siffatte antologie come � dimostrato dalla pubblicazione, a pochi anni d'intervallo, delle opere di Francois de Rosset (Lettres amoureuses et morales des beaux esprits de ce temps, 1618), di La Serre (1624) e di Nicolas Faret (Recueil de lettres nouvel�les, 1627). Esse s'inseriscono in maniera assai diretta nella polemica apertasi intorno al genere epistolare tra i sostenitori dello �style du Parlement� e i difensori del �langage de la Cour� 18. La raccolta di La Serre cos� come le Lettres di Guez de Balzac, che compaiono anch'esse nel 1624 scatenando un'ampia controversia, mostrano chiaramente gli spostamenti operati. Spostamento del luogo privilegiato in cui si pratica e si valuta l'eloquenza, trasferito dalla corte di giustizia, dal recinto della chiesa o della sala del consiglio alla societ� mondana e di corte. Spostamento della forma del discorso, dalla parola proferita allo scritto a stampa. Trasferimento dell'autorit� oratoria, che passa dai magistrati del Palazzo o dai dotti della Repubblica delle Lettere, che giudicavano tra pari, al pubblico influenzato dal gusto della corte. Spostamento dei generi stessi, che viene effettuato a discapito dello stile deliberativo delle arringhe parlamentari o delle lettere sugli affari di Stato, a vantag�gio dello stile epidittico delle lettere di complimento, di presentazione, di ringraziamento o d'amore 19. La composizione del Secr�taire de la Cour ou la Maniere d'eserire selon le temps manifesta questo nuovo stile epistolare. Dedicata a Malherbe, la raccolta � divisa in quattro parti: �lettere di complimento�, �lettere consolatorie�, �lettere diverse�, �lettere d'amore�. Nell'edi�zione del 1634, pubblicata a Parigi da Charles Silvestre, questi quattro raggruppamenti comportano rispettivamente 60, 8, 29, e 124 lettere 20. La loro classificazione non ha nulla di rigoroso poich� si possono incontrare, ad esempio, dieci lettere consolatorie in mezzo alle lettere d'amore, e tra le �lettere diverse� un'intitolazione annuncia �lettere di complimento e d'amore secondo la moda della corte�. Nondimeno, gli equilibri della raccolta sono nettamente delineati da due dominanti: le lettere di complimento, che giocano su tutti i registri della civilit� di corte, e le lettere d'amore, nelle quali numero, concatenazione, firma�tari e destinatari immaginari (Silvandre, Clorinde, Hylas) abbozzano una finzione che si pu� considerare come una prefigurazione del ro�manzo epistolare 21. Se ci si riferisce soltanto alle edizioni indicate nei cataloghi della Bi�blioth�que Nationale, della British Library e nel catalogo collettivo delle biblioteche americane, si pu� affermare che Le Secr�taire de la Cour compie una lunga e bella carriera. Le edizioni parigine prevalgono sino alla met� del XVII secolo: sei edizioni (nel 1627, 1631, 1632, 1634, 1646, e 1647) contro le due di Rouen (1642 e 1645) e l'unica di Lione (1646). In seguito, le due citt� di provincia si dividono il mercato: tre edizioni a Rouen (1650, 1675 ed una databile allo scorcio del secolo o all'inizio del XVIII), due edizioni a Lione (1673, 1713), alle quali va aggiunta l'edizione di Troyes della vedova di Nicolas Oudot. Le edi�zioni cos� individuate non costituiscono senza dubbio che un frammen�to di quelle effettivamente pubblicate. E' ci� che, in ogni caso, lasciano pensare le dichiarazioni (nelle quali tuttavia vi � una parte di esagera�zione) del libraio Billaine, che annuncia l'edizione del 1631 come la nona, e dello stesso Puget de La Serre, che segnala nel 1640 che il suo Secr�taire de la Cour �pieno di diverse lettere da me composte in giovent� per svago, si diffondeva dappertutto (...) persino con qualche apprezzamento nei paesi stranieri, essendosi stampato pi� di trenta vol�te senza che sia ricapitato nelle mie mani, perch� potessi correggerlo, a vent'anni dalla sua redazione� 22.