Zden�k Hradilc�k

JOSEF GUTTMANN: UN CONFLITTO TRA RAGIONE E COSCIENZA

 

Nel realista la ragione vince sempre sulla coscienza.

Ma quel modo di ragionare del realista,

che vince sempre sulla coscienza, con la ragione

vera ha in comune solamente il nome.

K. Kosik

 

Cos� andavano le cose. Quando la gente volgeva

le spalle tacendo e sacrificava uno, cos� facendo

approvava il diritto a liquidarlo. Tutto comincia

da un caso. Quello � importante. Il primo. Basta

che la gente gli volti le spalle, che tacendo approvi

l'ingiustizia, e la volta successiva la giustizia

verr� negata a tutti loro. Ci� che � difficile

fare a una persona diventer� facile poi farlo magari

a milioni di persone.

G. Baklanov

 

Sul �caso� di Josef Guttmann, membro dell'Ufficio politico de1 Comitato centrale del Partito comunista di Cecoslovacchia (Ksc) e direttore del suo organo quotidiano �Rud� pr�vo�, espulso il 31 dicembre 1933 dal partito, si conoscono molti fatti nella comunit� dei nostri storici, non tanti, per�, da rendere impossibile e non necessario scrivere e riflettere ancora sul tema. Dal gennaio di quest'anno, per di pi�, non c'� pi� bisogno di un gran coraggio per farlo. Dalla stessa data il tema Guttmann perde di attualit�, visto che la stampa ci offre quotidia�namente testimonianze pi� emozionanti e drammatiche. Ma il �caso Guttmann� rappresenta, oltre che una testimonianza storica sulla situa�zione nel Comintem e sull'evoluzione della Ks� nella prima met� degli anni Trenta, anche un tema esemplare per considerazioni sul conflitto tra ragione e coscienza, e da questo angolo visuale costituisce un argo�mento sempre di attualit�. Nel presente articolo � mia intenzione presentare altri dati ‑ finora inediti ‑ sul �caso� di Josef Guttmann. Lo spazio a disposizione mi obbliga da una parte a scegliere tra quei dati, e dall'altra a rinviare il lettore agli studi dedicati al caso e alle sue circostanze e connessioni. Nel 1963 fall� il tentativo fatto da L. Nikl��ek (che lo aveva scoperto nell'Archivio centrale dello Stato ‑ Stia ‑) e da L. Vejnar di pubblicare il memorandum di Guttmann su �Pf�sp�vky k d�jin�m Ks�. L'anno seguente, nel n. 3 della stessa rivista usc� un mio articolo (Tt�dn� boje cs. proletari�tu a taktika Ks� v roce 1933), nel quale cercavo di analiz�zare i pi� importanti momenti dell'evoluzione della Ks� dallo sciopero di Most del 1932 alla fine del 1933, comprese quelle circostanze che avevano portato al conflitto tra Ks� e Comintern, senza trattare per� della faccenda Guttmann. Ci� era accaduto perch� esigenze espresse �dall'alto�, raccomandazioni degli amici, nonch� ‑ lo devo riconoscere ‑ un comportamento autocensorio avevano talmente ridotto l'illustra�zione del tema da farmi decidere di tralasciarlo, temporaneamente, an�che se cos� facendo quell'articolo risultava privo del suo sbocco, della sua conclusione logica. Ciononostante, quei tentativi ebbero come conseguenza la decisione della Presidenza del Cc della Ks�, della fine del 1964, di limitare l'accesso ai materiali d'archivio. Con J. Nov�k ci siamo pronunciati in maniera concisa sul �caso Guttmann� nell'articolo O tric�tych letech jest� jinak (�Kulturn� tvorba�, n. 11, 1965). Pi� diffusamente si � occupato finora dell'atteggiamento di Guttmann L. N1kI��ek nello studio Za lidovou frontu proti fasismu (Praha, 1965), nel quale � riuscito a pubblicare ‑ non senza ostacoli ‑ la parte essen�ziale del memorandum di Guttmann (alle pp. 49‑53).

Lo studio appena citato oggi si potrebbe precisare e completare. Rinvio a esso, comunque, per non ripetere cose gi� note e guadagnare cos� spazio per altri dati. L'avvio del �caso Guttmann� si ebbe alla XII riunione dell'Ese�cutivo allargato dell'Internazionale comunista, nel corso della quale si apr� un conflitto tra i rappresentanti della Ks� e i rappresentanti dello stesso Eic. All'ordine del giorno della riunione vi era, tra l'altro, la discussione sui risultati delle lotte economiche in Europa e soprattutto in Germania, dove la battaglia tra masse operaie e fascismo entrava nella fase decisiva. Klement Gottwald, Josef Guttmann e Jan Sverma, pieni di ottimismo per i risultati relativamente positivi della politica co�munista nella Repubblica cecoslovacca (movimento dei disoccupati e dei contadini nella Russia subcarpatica, sciopero di Most) si sforzarono di illustrare le cause di quei successi. I loro discorsi, per i quali si erano divisi i compiti, erano pervasi dallo stesso spirito e poggiavano soprattutto sui risultati della stimolante discussione avutasi alla V riunione del Cc della Ks�, del luglio 1932, tenuta ancora sotto la fresca impres�sione dello sciopero di Most. La Ks� aveva mostrato in teoria e in pra�tica di essere capace di emanciparsi da regole ossificate e dagli impera�tivi della linea del Comintem e di non aver paura di utilizzare una �tat�tica pi� elastica� verso gli operai socialisti e le loro organizzazioni. Mentre Gottwald ‑ che intervenne con una correlazione sul discorso di Th�lmann dedicato agli effetti degli scioperi economici e al movi�mento dei disoccupati in Germania ‑ parl� ampiamente delle esperienze della Ks� in questo campo, Sverma si sofferm� sulla politica sindacale della Ks�. Dal canto suo, Guttmann (che sicuramente aveva reso edotti Gottwald e Sverma) decise di esprimere alcuni �consigli amichevoli� all'indirizzo del Partito comunista di Germania (Kpd). Il contenuto di quegli interventi � gi� stato affrontato in altri studi. Vale comunque la pena di ricordare le parole di Gottwald, che possono essere considerate il nucleo del suo discorso: �Bisogna prendere le masse come sono, non come dovrebbero essere (...) Bisogna non co�mandarle, ma dirigerle, non confondere le fabbriche e le organizzazioni con le caserme, essere bolscevichi e non caporali prussiani. Le masse accettano la nostra direzione e ci seguono non perch� usiamo parole forti, ma per la nostra politica giusta, che le aiuta a convincersi per loro esperienza che abbiamo ragione. Non c'� un'altra strada (...)� 1. Le parole di Sverma, secondo cui non si poteva stabilire in via pregiudi�ziale che il fronte unico avrebbe dovuto realizzarsi soltanto sotto il �marchio� comunista, e per il quale �la base rappresentata dai sindacati rossi, la base dell'Internazionale sindacale rossa (Isr)� era �troppo ristretta� 2 per comprendervi gli operai socialisti scontenti, provocarono un notevole risentimento, visto che erano in netta contrapposizione con le posizioni dell'Isr e del Comintem. L'attenzione straordinaria che dalla primavera 1932 la Ks� dedicava alla Germania derivava da una questione urgente (che emerse con forza nella ricordata riunione del Comitato centrale cecoslovacco del luglio 1932): dove va la Germania? E' un fatto che gli sviluppi di quel paese influenzavano sempre di pi� la situazione interna e la politica del mo�vimento comunista cecoslovacco. Al XII Plenum dell'Eic Guttmann constat� il ritardo del movimento rivoluzionario tedesco nella battaglia contro il fascismo. Individu� la causa principale dell'insufficiente in�fluenza della Kpd e del suo insuccesso il 20 luglio 1932 nel fatto che il movimento comunista di quel paese non era stato capace, al tempo del governo Bri�ning, di conquistare, con lotte parziali, i pi� vasti strati operai e soprattutto gli operai socialdemocratici, non era stato quindi in grado di gettare le basi del fronte unico. Individu� la principale debo�lezza della politica della Kpd in un'angusta concezione del fronte unico, da lui definita �troppo rossa�, che di fatto esigeva l'accettazione pre�giudiziale del programma comunista. Le condizioni per l'impiego di strumenti efficaci di lotta contro il fascismo ‑ scioperi politici e genera�li ‑ non erano state approntate, a giudizio di Guttmann, con rilevanti campagne sul piano economico e politico. Le reazioni alle posizioni e ai suggerimenti dei rappresentanti della Ks� non furono affatto positive. Nella moltitudine di opinioni contrarie risuon� pi� forte delle altre la voce di Lozovskij. I punti di vista della Ks�, per�, non furono respinti in blocco e in via ufficiale. Nulla com�parve nei documenti conclusivi del XII Plenum dell'Eic. Si sa comun�que che gli interventi di Sverma e di Guttmann furono oggetto di un'appassionata discussione che si svolse nelle commissioni e nei cor�ridoi. Dal verbale dei lavori della Segreteria politica dell'Eic del 21 agosto 1933 ‑ di cui si parler� ancora ‑ risulta che al XII Plenum ven�nero fatte pressioni su Gottwald affinch� prendesse le distanze dalle posizioni di Sverma e di Guttmann 3. Gottwald non lo fece. A dispetto di ci�, il conflitto fu evitato grazie alla dichiarazione contenuta nel suo discorso di chiusura: �... affer�miamo con molta chiarezza che la linea del Partito comunista di Germania � giusta�, che �sosterremo in tutti i modi la direzione della Kpd�. Il dirigente cecoslovacco se su questo punto non esit� a fare marcia indietro, tenne per� a ribadire: �Il senso della nostra critica � prestare aiuto (...) ai nostri compagni tedeschi. E' possibile e necessa�rio discutere sulla giustezza di tale critica. Non insistiamo sulle formu�le, alle quali si pu� forse imputare qualcosa o che potrebbero dar luogo a interpretazioni errate (...) in Germania gli scioperi economici si intrecceranno sempre pi� con la lotta politica delle masse, le due cose si influenzeranno a vicenda e il tutto acquisir� forme superiori. Certo � che non � possibile saltare (la fase delle) lotte economiche (...) non � possibile contare sul crollo automatico delle camicie brune� 4. Se si tiene conto di come allora funzionavano gli organismi del Co�mintern, non si possono in alcun modo considerare i consigli amiche�voli dei comunisti cecoslovacchi come un'ingerenza negli affari interni del movimento comunista tedesco. Sar� pi� giusto rilevare che si tratt� insieme ‑ e soprattutto ‑ di una critica alla linea ufficiale dell'Interna�zionale, della quale all'epoca era portatrice e coautrice anzitutto la Kpd 5. Bench� Guttmann avesse criticato la Kpd con il consenso di Gottwald e di Sverma, non c'� dubbio che sua fu l'iniziativa. Perci�, dopo il 30 gennaio 1933, quando gli sembr� chiaro che le sue preoccupa�zioni si erano rivelate fondate, fu proprio lui l'iniziatore di un'ulteriore critica all'indirizzo della sezione tedesca dell'Ic. Quello che in sostanza gli premeva ‑ come si espresse poi nel memorandum ‑ era che accanto alle responsabilit� storiche della socialdemocrazia si esaminassero anche quegli errori del movimento comunista che avevano contribuito a far s� che l'assalto fascista in Germania non fosse respinto e non fosse stata impedita l'ascesa al potere di Hitler. La discussione a questo proposito ebbe luogo stavolta nella diri�genza della Ks�, soprattutto in rapporto alla preparazione della VII riu�nione plenaria del Cc del partito del marzo 1933. Gli aspetti positivi di quella riunione, che, in conformit� con l'appello del Comintem del 3 marzo, rivolse ai vertici dei partiti socialisti la proposta di un'azione comune, sono stati gi� trattati nella nostra letteratura 6. Va notato che fu proprio Josef Guttmann a tenere la relazione principale ‑ sulle que�stioni politiche ‑ e a ricevere l'incarico di preparare il progetto di riso�luzione politica 7, mentre fu Gottwald a stendere la lettera ai partiti so�cialisti s. Nell'accaduto non vi sarebbe stato nulla di strano se non fosse che esso rappresent� una rottura con la tradizione: in tutte le riunioni precedenti del Comitato centrale, a partire dal V Congresso, e in tutte quelle che seguirono, fu Gottwald a svolgere il rapporto principa�le, salvo che per quelle riunioni svoltesi nel corso del suo esilio a Mo�sca. La riunione del marzo 1933 era la prima che il Cc della Ks� teneva dopo l'ascesa al potere di Hitler e questo fatto, insieme all'appello del 3 marzo del Comintem, influenz� fortemente i suoi lavori. In origine era stato deciso che fosse Gottwald a tenere il rapporto principale 9. Alle discussioni sollevate nella Ks� dagli avvenimenti tedeschi, in relazione ai lavori del VII Plenum del Cc del partito, si rifer� la relazio�ne informativa di Gottwald presentata all'Eic il 21 agosto 1933, nel corso del dibattito sulla situazione della Ks�, alla quale ho gi� ac�cennato. Allora, il dirigente cecoslovacco, nella non facile posizione di difensore della politica del suo partito e dei propri diretti collaboratori, ebbe a dire tra l'altro:

 

Al Cc ci siamo occupati degli avvenimenti tedeschi poco dopo l'incendio del Reichstag, ma ancora prima dell'adozione della risoluzione sulla questione tedesca da parte dell'Eic 10. Ritengo che nel Cc abbiamo assunto sostanzialmente lo stesso atteggiamento dell'Esecutivo, nel giudicare gli avvenimenti tedeschi. E' chiaro e non possiamo negarlo ‑ che tale linea e la nostra valutazione di quegli avvenimenti hanno incontrato, in certi casi, una effettiva resistenza; tra i compagni dirigenti, in verit�, soltanto il compagno Guttmann ha messo in dubbio la giustezza della valutazione che abbiamo dato e ha di fatto assunto una posizione del tipo: cos� come poniamo noi la questione (e in seguito ha precisato: come pone la questione il Comintem) sembra si voglia dire che il fascismo in Germania fosse inevitabile, che non ci fosse niente da fare per contrastarlo. E questo ‑ ha detto Guttmann ‑ � semplicemente insostenibile. Qui non si tiene conto del fattore soggettivo, del ruolo del fattore soggettivo. A questo proposito bisogna studiare quale ruolo svolge e perch� si � arrivati al fascismo. Gli abbiamo obiettato: la posizione del Comintern non significa che il fascismo sia dappertutto ineluttabile (...) Essa si occupa concretamente del caso tedesco e in essa si dice: questo era lo sbocco, sulla base dei rap�porti di classe nel paese, della situazione delle classi. Nel documento il Comintem non si occupa del fascismo in generale, si occupa della Germania e afferma: a ci� si doveva giungere sulla base della dislocazione delle forze l� esistente. Per dirla in breve: soltanto la rivoluzione poteva impedire il fascismo. Abbiamo cercato di con�vincere il compagno facendo ricorso all'esempio della guerra. Gli abbiamo detto:

guarda, ci� che � accaduto in Germania si pu� paragonare, in un certo senso, alla guerra. La borghesia ha mobilitato tutte le sue forze, sciovinismo, apparato di pote�re ecc., e le ha scagliate contro la classe operaia, soprattutto contro la (sua) avanguardia. Come � stato per la guerra? Durante la guerra � accaduta la stessa cosa. Al�trimenti dovremmo accusare i bolscevichi russi; dipendeva dalla loro attivit�; se aveste lavorato in maniera diversa non si sarebbe giunti alla guerra. E questo era semplicemente impossibile. Se oggi ponessimo la questione della Germania in questa maniera � come se ponessimo la questione nei termini suddetti. Insomma, Gutt�mann � stato l'unico dei compagni dirigenti a oscillare sul problema 11.

 

In altra sede Gottwald dichiar� a proposito dell'atteggiamento di Guttmann: �L'Ufficio politico si occup� della questione tedesca prima dell'arrivo della risoluzione dell'Eic; Guttmann, che rifer� sul tema, che elabor� il progetto di risoluzione, aveva su alcuni problemi una posizione diversa. Rest� isolato. La risoluzione da lui proposta venne emendata. A1 Cc venne presentata questa risoluzione emendata. A1 Cc Guttmann dovette riferire nello spirito delle decisioni dell'Ufficio poli�tico� 12. Un'informazione che concorda con questa versione � stata fornita da Cen�k Hruska: �E vero che il compagno Guttmann si pre�sent� con un'opinione errata sugli avvenimenti tedeschi, sia in sede di Segreteria che di Ufficio politico. Il compagno Guttmann preparb il suo rapporto per la riunione del Cc e lo present� per la discussione alla Se�greteria, noi rifiutammo la sua analisi degli avvenimenti tedeschi. Alla riunione del Cc, naturalmente, costringemmo il compagno Guttmann a parlare contro l'errata posizione dei compagni tedeschi del �Vor�w�rts� 13. Ci si riferiva qui al giornale comunista di Liberec. Esso venne criti�cato per le idee espresse, che concordavano con quelle di Guttmann, quali le conosciamo dall'intervento al XII Plenum dell'Eic. Con molta probabilit� l'articolo incriminato era quello intitolato Insegnamenti. Vi si rifletteva sui risultati delle elezioni parlamentari tedesche del 5 marzo, si constatava che la borghesia fascista tedesca era molto pi� forte di quanto non lo fosse un mese prima, che un duro colpo era stato inferto alla classe operaia tedesca e che alcune centinaia di migliaia di operai erano passati al campo fascista. L'autore dell'articolo, probabilmente Gustav Beuer, si poneva una domanda: perch� la Kpd non � riuscita a suscitare una vera lotta di massa contro la dittatura fascista? Accanto al tradimento della socialdemocrazia, che aveva costantemente rifiutato tutte le proposte del Partito comunista per un fronte unitario, si soste�neva che un'altra ragione dell'accaduto andava ricercata nel fatto che la Kpd aveva in quel momento, nelle fabbriche, un'influenza troppo scarsa per poter vincere la resistenza dei dirigenti riformisti. Ci� dipen�deva dal fatto che la Kpd non era stata capace di sviluppare a suffi�cienza l'iniziativa sul piano extraparlamentare, di conquistare con il la�voro ostinato nelle fabbriche e con la lotta per le rivendicazioni quoti�diane la fiducia degli operai in modo che essi seguissero le sue parole d'ordine, anche quando si fosse trattato dello sciopero generale e dell'azione unitaria di massa contro la dittatura fascista 14. Vero �, comunque, che soltanto una minoranza di comunisti condi�videva le idee di Guttmann nel marzo 1933. Egli quindi dovette pie�garsi, mentre la risoluzione politica del VII Plenum del Cc della Ks� venne rielaborata prima di essere approvata. Importante, a questo pro�posito, � la testimonianza gi� ricordata di Pavel Reiman, secondo cui al centro del contrasto con Guttmann non era tanto la riserva nei confronti della Kpd, quanto piuttosto l'interrogativo se fosse utile, in una situa�zione cos� difficile per il Partito tedesco, aprire una discussione sul suo comportamento e criticarlo, tanto pi� che la critica era gi� stata fatta in sede di XII Plenum dell'Eic. Questo punto di vista, fatto proprio dalla maggioranza del Cc e da Klement Gottwald, traeva origine dalla neces�sit� di fronteggiare la propaganda socialdemocratica, che addossava alla Kpd la responsabilit� del 30 gennaio 1933, di dimostrare solidariet� internazionalista ai comunisti tedeschi, di non dare, con la critica, un'arma in mano ai loro avversari. Quel punto di vista della �sana ragione� sicuramente non acu� il conflitto con il vertice del Comintem, semplicemente perch� in anticipo apriva il terreno a quelle opinioni che non rientravano nell'ambito della ragione critica. Gli sviluppi tedeschi ebbero indubbiamente un'importanza straordi�naria per l'evoluzione politica su tutto il continente europeo. La tattica del movimento comunista in Germania determinava in modo decisivo i fondamenti della politica comunista negli altri paesi. Neppure dopo la vittoria di Hitler il problema della Germania cess� di influenzare ogget�tivamente e in misura determinante la politica del movimento comuni�sta. Tutto per� era radicalmente mutato. La Germania da paese pii: promettente per la rivoluzione era diventato il paese della pi� nera rea�zione. Affinch� le tragiche esperienze tedesche potessero avere un'in�fluenza positiva sulla politica comunista negli altri paesi, non vi era altra strada che tornare al punto di partenza, riesaminare il comportamento tenuto fino allora e, ignorando il fuoco anticomunista della socialdemocrazia, cercare vie praticabili per l'unit� degli operai socialisti e comunisti. Per incamminarsi subito in quella direzione, per�, manca vano il coraggio e il senso della realt�. Gli organi dirigenti del Comin�tern ritennero che compito principale della politica comunista fosse l' smascheramento totale, il discredito della socialdemocrazia. L'Eic con sider� impossibile qualsiasi altro negoziato con l'Internazionale so�cialista, sostenendo che questa aveva respinto le sue proposte (in realt�i le proposte che le sue sezioni avevano fatto ai partiti socialisti); ai sin goli partiti comunisti diede la direttiva di mettere al centro del lavoro t1~ agitazione e propaganda il chiarimento sulle cause della disgregazion�e della II Internazionale. Nello stesso tempo, l'Esecutivo si mostravi,., convinto dell'assoluta giustezza della politica seguita dai comunisti i Germania. Questa posizione era contenuta nel documento ufficiale, 1a risoluzione del Presidium del 1� aprile 1933, dedicato alla situazione tedesca e alla tattica della Kpd. Esso, tra l'altro, ostentava un ottimismo ingiustificato: sosteneva, infatti, che l'instaurazione di una dittatura fascista dichiarata avrebbe distrutto tutte le illusioni democratiche tra le masse, le avrebbe emancipate dall'influenza della socialdemocrazia J avrebbe accelerato il ritmo di crescita della rivoluzione proletaria in �Germania 15. E' ovvio che una simile interpretazione degli avvenimenti tedeschi serv� agli organi dirigenti del Comintern come traccia nel giudicare an�che le vicende cecoslovacche e, purtroppo, come traccia pi� impor�tante. Il fatto che l'aggravamento della situazione internazionale, da un lato, avesse suscitato in Cecoslovacchia un'ondata di nazionalismo e, dall'altro, avesse provocato il rafforzamento delle tendenze reazionarie della democrazia borghese e persecuzioni contro il movimento comuni�sta rese estremamente difficoltoso cogliere le reali alternative pro�gressiste che si presentavano per la soluzione dei problemi delle na�zionalit� nel paese. Di pi�: la convinzione del vertice dell'Ic che la vittoria del fascismo in Germania avrebbe avuto breve durata, che avrebbe accelerato il ritmo di sviluppo della rivoluzione proletaria in quel paese, rendeva impossibile comunque prendere in considerazione quelle alternative. Fino a quando sarebbe stato in vigore l'orientamento rivolto verso la rivoluzione socialista in Germania secondo i vecchi schemi, la �causa cecoslovacca�, vale a dire un atteggiamento positivo in favore della difesa della indipendenza e dell'autonomia della Repub�blica non avrebbe potuto affermarsi nella politica del Partito comunista.

Le differenze di opinione che esistevano tra i comunisti cecoslovac�chi non erano note, all'inizio, a Mosca. L'Eic disponeva solamente dei documenti ufficiali del VII Plenum del Cc della Ks�. Ma proprio la ri�soluzione dell'Esecutivo del 1� aprile sulla situazione in Germania do�veva fornire la prova che la situazione interna del Partito cecoslovacco non era soddisfacente per l'Eic. Mentre, per esempio, il �Daily Worker�, �1'Humanit� e altri giornali comunisti avevano ricevuto la risoluzione il 7 aprile e l'avevano immediatamente pubblicata, sul �Rud� pr�vo� ‑ al cui indirizzo era stata spedita ‑ essa apparve soltanto il 20 aprile, dopo un intervento dell'Eic 16. Nell'Esecutivo nacque il sospetto che Guttmann non intendesse pubblicare quel documento. E' probabile che tale sospetto non fosse privo di fondamento. L'accaduto fece s�, anche, che alla prima occasione i comunisti ce�coslovacchi venissero nuovamente subissati di �consigli amichevoli� e di direttive. Del resto, a partire dal XII Plenum 1'Eic, aveva dedicato un'attenzione maggiore alla Ks�. Cos�, nel dicembre 1932 il Partito cecoslovacco aveva ricevuto una lettera della Commissione politica dell'Eic a proposito di alcuni aspetti della sua politica. Nel gennaio se�guente prima la Segreteria del Bureau per l'Europa centrale e poi la Se�greteria politica dell'Eic avevano discusso una relazione del diparti�mento organizzativo del Cc della Ks� sul lavoro politico e organizzativo del partito. La VII riunione plenaria del Cc rappresent� un'occasio�ne ulteriore di intervento. L'Eic consider� le conclusioni di quel Ple�num �giuste nel complesso�, ma nella sua lettera datata 21 aprile 1933 la Segreteria politica dell'Esecutivo elencava una serie di direttive e di raccomandazioni sulle pi� importanti questioni politiche in Cecoslo�vacchia 17. Le idee contenute nella lettera sembravano soffrire di un corto cir�cuito mentale: da una parte coglievano bene la sostanza delle cose, dall'altra traevano conclusioni in contrasto con la realt�. Da qualche parte, nel corso di quel processo mentale del quale erano il frutto, do�veva esservi un punto debole, che rendeva impossibile portare quelle idee a uno sbocco logicamente giusto. Il punto debole era costituito, chiaramente, dalle idee fisse sulle vie della rivoluzione socialista, che eludevano la realt� dei fatti, non ne tenevano conto e diventavano cos� un pio desiderio. Nella lettera si poteva leggere che la temporanea vittoria del fascismo in Germania aveva aggravato straordinariamente e mutato sostanzialmente la situazione politica nell'intera Europa e che l'Europa centrale avrebbe potuto diventare un focolaio di grandi scontri tra gli Stati e tra le classi. A questa indubitabile constatazione seguiva una deduzione, giusta nella sua genericit�, ma non portata alle sue ultime conseguenze, tale quindi da ammettere conclusioni tattiche diverse da quelle che sarebbero state adeguate alla situazione. La risposta alla crescita del nazionalismo tedesco e ai primi tentativi di Berlino di Anschlul3 nei confronti dell'Austria o di trascinarla comun�que nel fronte revisionistico fu senza dubbio la crescita del nazionali�smo ceco, polacco, serbo, romeno e di altri paesi. E quel tipo di svi�luppo poneva davvero all'ordine del giorno il problema di una guerra imperialista. Tale generica constatazione, tuttavia, non poteva di per s� cogliere i seri cambiamenti che si erano determinati nelle relazioni in�ternazionali, che avrebbero dovuto avere un'importanza cardinale per il movimento rivoluzionario. Non veniva dedicata attenzione, ancora, alla necessit� di rispondere a una domanda concreta: dove era il focolaio del prossimo conflitto bellico?

Corti circuiti dello stesso genere si riscontravano inoltre nelle opinioni che 1'Eic esprimeva a proposito della situazione politica ceco�slovacca. L'Esecutivo sosteneva che la sfavorevole evoluzione della politica estera, la crisi economica che si faceva pi� acuta e le sue pesanti conseguenze sociali e politiche avrebbero spinto sempre di pi� le masse popolari verso un'opposizione decisa contro la Repubblica cecoslovacca �democraticax�, che le masse si sarebbero rapidamente spostate a si�nistra, che nello stesso tempo sarebbero cresciute l'autorit� e l'influen�za del Partito comunista; che, ancora, sarebbero cresciuti contempora�neamente il nazionalismo e lo sciovinismo piccolo‑borghesi, �che nei Paesi cechi rafforzeranno le posizioni del governo, nelle (zone) unghe�resi e tedesche si rivolgeranno sempre pi� apertamente contro lo Stato cecoslovacco, Mentre nelle (zone) ucraine e slovacche acquisteranno sempre pi� ‑ se il Perito comunista ne sar� alla testa ‑ il carattere di ri�voluzione nazionale�. Da tutto questo si traeva una conclusione valida in generale, cio� che la crescita delle contraddizioni tra le nazionalit� e le classi �indebolir� la borghesia governante ceca e nello stesso tempo rafforzer� la sua tendenza fascista, la sua politica terroristica, volta a reprimere il malcontento crescente delle masse� 18.

Il malcontento delle masse popolari nei confronti della Repubblica democratica avrebbe potuto rafforzare l'autorit� della Ks�, ma a condi�zione che questo partito dimostrasse di saper rispondere anche ai pi� importanti problemi del momento ‑ come difendere la democrazia e la Repubblica e come risolvere il problema delle nazionalit� in Cecoslo�vacchia ‑ con la 'stessa capacit� di attrazione delle soluzioni proposte per la questione della lotta contro i licenziamenti, contro la riduzione dei salari e cos� via. Operare con la categoria del nazionalismo ceco come fosse un fenomeno puramente e semplicemente reazionario, che com�plicava la situazione del movimento rivoluzionario, era di per s� un modo di agire sbagliato. L'Eic vedeva nella parola d'ordine ufficiale, �difesa della democrazia e della Repubblica contro il comunismo e il fascismo tedesco e ungherese�, solamente una bandiera per nascondere l'instaurazione di una dittatura fascista. Il fatto che la borghesia ceca utilizzasse proprio quella bandiera veniva spiegato con il ricorso a cir�costanze esterne; (e quasi casuali): sia con la dislocazione della Cecoslovacchia, Stato della piccola nazione dei cechi e uno dei vassalli orientali della Francia, sia con il fatto che la dittatura fascista era stata instaurata nella vicina Germania. Intenzioni fasciste e belliciste veni�vano attribuite ;a tutti gli avversari politici: �Sotto la bandiera della "difesa" della Repubblica e della "democrazia" ‑ si leggeva nella lettera dell'Eic ‑ si rafforzer� il fronte unico della reazione nazionalista dei partiti borghesi cechi, dei socialisti nazionali e dei socialdemocratici ce�chi, che si appoggiano sulla crescita delle organizzazioni fasciste e sugli umori nazionalistici della massa del popolo, che di recente ha conqui�stato la propria indipendenza e che teme di perdere la libert� nazionale. Questo fronte unico reazionario � contemporaneamente il fronte di or�ganizzazione della guerra, che verr� spacciata per una guerra in difesa della "democrazia", della Repubblica e dell'indipendenza ceca contro il fascismo e l'imperialismo tedeschi. In realt� si tratta della preparazione di una guerra in difesa dell'egemonia francese sul continente europeo, della brigantesca pace di Versailles e del diritto della borghesia ceca allo sfruttamento coloniale degli ucraini subcarpatici, degli slovacchi, degli ungheresi e dei tedeschi� 19.

Tutte le suesposte considerazioni e affermazioni miravano a provare l'ineluttabilit� dell'evoluzione che si era avuta in Germania, seppure dietro altri slogan e in riferimento a situazioni diverse. Il tutto era ac�compagnato dalla intransigente riaffermazione dell'�unica via d'uscita possibile�, gi� proclamata ancora dopo la vittoria di Hitler, come se la vittoria del fascismo tedesco avesse tragicamente dimostrato la certezza di quella via d'uscita, vale a dire l'inevitabilit� della lotta immediata per la dittatura del proletariato e per il potere sovietico. La tattica �classe contro classe� e la teoria del socialfascismo ne ricevevano nuova con�ferma. E in questo senso la lettera della Segreteria politica dell'Eic richiedeva alla Ks� di dimostrare con maggiore continuit� alla massa degli operai che unica via d'uscita e unica difesa possibile dei loro diritti era la lotta di classe rivoluzionaria; che alla stessa maniera che in Germania anche un Hitler ceco avanzava verso il potere poggiando sulle spalle dei socialisti, utilizzando la loro coalizione con la borghesia; e che di conseguenza bisognava porre in risalto non tanto ci� che divideva la socialdemocrazia tedesca da quella cecoslovacca, ma ci� che le univa. Utilizzare il tradimento della socialdemocrazia tedesca, gi� smascherato, per smascherare quello non ancora del tutto chiaro dei socialisti cecoslovacchi: questo era il tema fondamentale delle conside�razioni dell'Eic sulla situazione in Cecoslovacchia e sui compiti della Ks�.

Non si pu� dire che l'Esecutivo dell'Internazionale ignorasse il fatto che il rapporto dei comunisti cecoslovacchi verso le questioni dell'indi�pendenza della Repubblica e della difesa della democrazia era diventato un nolo centrale della loro politica. Esso non negava la giustezza della lotta contro la limitazione dei diritti democratici e per il loro amplia�mento. Ma il punto debole della sua posizione era la richiesta che i co�munisti accentuassero, pi� che in passato, il fatto di essere ‑ in antitesi alla socialdemocrazia che ormai ne sarebbe stata incapace ‑l'unico par�tito in grado di difendere i diritti politici della classe operaia,