Milos H�jek

LA NASCITA DELLA POLITICA �CLASSE CONTRO CLASSE�: L'INTERNAZIONALE COMUNISTA NEGLI ANNI 1927‑1929

 

L'orientamento del Comintern nella seconda met� del 1925 e nel 1926 pu� essere caratterizzato come una mezza svolta a destra. All'inizio del periodo si colloca la lettera aperta dell'Esecutivo dell'Internazionale (Eic) al partito tedesco, datata 20 agosto 1925, che segn� la caduta di Ruth Fischer. La nuova politica venne formulata con pi� coerenza alla VI riunione allargata dell'Eic (14 febbraio ‑ 15 marzo 1926), che, secondo le parole di Gregorij Zinov'ev, ebbe l'importanza di un congresso e che per i suoi lavori prese le mosse dalle risoluzioni del III Congresso 1. Allora, di fatto, vennero abbandonate le tesi del V Congresso sulla socialdemocrazia considerata l'ala sinistra del fascismo, sul fronte unico come semplice manovra, come puro metodo di agitazione e mobilitazione 2. L'analisi di Bucharin sullo stato della stabilizzazione capitalistica del dicembre 1926 fu pi� profonda e meno �ideologica� degli analoghi tentativi che si erano avuti nei quattro anni precedenti. Palmiro Togliatti, dal canto suo, sottoline� la necessit� di differenziare tra i partiti borghesi di sinistra e la socialdemocrazia. Nelle tesi del VI Plenum dell'Eic si pu� leggere tra l'altro: �Il fronte unico e la lotta per l'unit� non sono una manovra contro la classe operaia o contro un suo singolo reparto� 3. Alla parola d'ordine del governo operaio‑contadino venne restituito il suo significato originale 4. Sem�pre nel 1926 si ebbe la pi� importante azione comune di comunisti e socialdemocratici tedeschi per il plebiscito sulla statizzazione delle pro�priet� dei principi, nel Partito comunista francese (Pcf) vi fu una forte tendenza ad accordi elettorali con i socialisti e i radicali. La pi� grande possibilit� per un corso moderato si ebbe nel campo della politica sindacale. In questo campo, al V Congresso non vi era stata una svolta a sinistra, al contrario: a molti dirigenti del Comintern l'esistenza dell'Internazionale‑ sindacale rossa (Isr) appariva problema�tica ed essi manifestarono l'augurio che potesse fondersi con la Federazione sindacale internazionale (Fsi) di Amsterdam. Considera�zioni sull'utilit� di sciogliere la Isr continuarono fino al 1926. Le aspi�razioni all'unit� sindacale a livello mondiale raggiunsero il punto pi� alto con la costituzione del Comitato anglo‑russo, l'organo di coordi�namento tra sindacati britannici e sovietici. Ho definito una mezza svolta a destra il mutamento di politica del Comintern del 1925: allora infatti, vennero abbandonati soltanto al�cuni, seppure sostanziali, elementi del V Congresso. Alla loro liquida�zione si arriv� pi� in modo tacito che a seguito di un'aperta critica, sic�ch� rest� un certo margine di equivoco. Il rapporto tra socialdemocrazia e fascismo non venne formulato con chiarezza. Zinov'ev pot� continuare ‑ anche se da una posizione difensiva ‑ a sostenere in qual�che modo la sua tesi sulla socialdemocrazia ala sinistra del fascismo, assai spesso si incontrava 1'aiffermazione che la prima avrebbe avuto un ruolo controrivoluzionario, e a dire di Otto Kuusinen, in quel ruolo sarebbe stata pi� pericoloha del fascismo 5. Bucharin, che nel 1926 succedette a Zinov ev alla direzione dell'Ic e che era la personalit� pi� influente della corrente moderata, defin� l'atteggiamento della socialde�mocrazia un tradimento p,,ggiore di quello del 1914 e parl� di Otto Bauer come di un rappresentante della socialdemocrazia di �sinistra� (mettendo quest'ultimo termine tra virgolette). Nel progetto di programma di Linz ‑ il pi� a sinistra di tutta l'Internazionale operaie socialista (Ios) egli vide uria manovra controrivoluzionaria straordina riamente pericolosa 6. Il passaggio sul fronte unico della risoluzioni del Congresso di Lilla del Partito francese (giugno 1926) suonava: �La tattica del fronte unico ci deve permettere di strappare il proletariato all'influenza riformista e di conquistarlo all'idea della presa del potere e della dittatura del proletariato. Si deve operare una netta distinzione circa gli accordi occasionali (caso per caso) per determinati obiettivi (per es. la lotta contro il fascismo)...� 7. Quanto precede noti dimostra davvero che tra i comunisti vi fossero i presupposti per una col�laborazione costante e di lungo periodo con i socialisti. Anzi il rapporto dei primi verso i secondi diventava sempre pi� settario. Se Lenin era stato capace, nel 1920, a dispetto della dura polemica, di riconoscere a Kautsky e a Bauer onest� personale, in seguito cercheremmo invano espressioni similari. Troviamo spesso, invece, riconoscimenti ai �leali operai socialdemocratici� , il che significava che i comunisti con�sideravano quantomeno la maggioranza dei dirigenti persone sleali, e questo rivelava anche una morale di gruppo nel Comintern. La limitatezza delle possibilit� per una politica pi� larga veniva inoltre dall'intolleranza verso gli ex appartenenti ai partiti comunisti. Era difficile trovare una lingua comune con i socialisti, se uomini tanto devoti al comunismo quali erano stati Alfred Rosmer e Pierre Monatte venivano definiti nemici da Bucharin 8. L'astio tra i due partiti operai aveva radici storiche (seppure non antiche); i rapporti tra le due rappresentanze del movimento operaio non potevano essere quelli degli ultimi decenni in Italia o in Francia. Allo stesso modo: l'odierno rapporto tra francesi e tedeschi sarebbe stato impensabile negli anni Venti. In ogni caso, quel rancore reciproco andava a svantaggio di ambedue le parti, e studiando la storia del movimento comunista devo necessariamente domandarmi quale delle due correnti presenti al suo interno si � pi� avvicinata alla via d'uscita. Indubbiamente � stata la corrente definita di destra 9. Il ripiegamento a destra dall'indirizzo uscito dal V Congresso dell'Ic, comunque, fu limitato: quelli che chiedevano il ritorno alla politica del III e del IV Congresso furonc messi a tacere (Brandler, Thalheimer), espulsi se continuarono a sostenere le proprie opinioni (H�la, Friedrich) oppure si dimisero (Loriot, Dunois). Tuttavia, rispetto al 1924 e alla prima met� del 1925,1'Ic aveva fatto un passo a destra. Nonostante la lotta dichiarata e condotta contro falsa destra nelle sue file, il rapporto verso quest'ultima risult� modificato Se ancora nel marzo 1925 Stalin definiva meccanicamente il pericolo destra come il pericolo maggiore nella fase della stabilizzazione capitalistica, un anno dopo Bucharin respingeva tale opinione 10. Si ebbero poi mutamenti di persone nelle funzioni chiave: Bucharin non era Zinov'ev, S�mard non era Treint, la direzione Th�lmann‑Dengel‑Ewert non era la direzione Fischer‑Maslow‑Th�lmann. Il regime interno di alcuni partiti, soprattutto di quelli tedesco e francese, risultava pi� disteso 11. Ogni linea politica, dopo un certo lasso di tempo, risulta esaurita e i suoi sostenitori si chiedono in quale direzione procedere oltre. Ci� vale in maggior misura per quegli orientamenti politici che hanno in s� tante contraddizioni, com'era per la politica del Comintem nel 1926. Quella linea non resse oltre, nonostante che forze non certo trascurabili cer�cassero di mantenerla in vita, addirittura, di compiere altri passi a de�stra. I contrasti maggiori dal 1927 al 1929 riguardarono piuttosto la misura della svolta a sinistra. Alla fine, prevalente risult� l'orientamen�to estremo di sinistra, che si afferm� dopo un duro scontro ideale e di gruppi con un diktat di Stalin. Ma la nascita di questa linea politica, in�dicata come �tattica classe contro classe� (bench� non fosse semplicemente una tattica e il suo contenuto, decisamente, non era dato dalla lotta di una classe operaia unita contro la borghesia) non pu� essere spiegata n� con la realt� dell'egemonia russa, n� seguendo gli scontri tra le due correnti che si succedettero nel 1925 o nel 1926. La nuova politica si svilupp� dalle complesse interazioni dello scon�tro interno al partito bolscevico e dell'evoluzione reale dei partiti comunisti, europei in particolare. L'iniziativa per i singoli passi venne ,la luoghi diversi, e in alcuni casi non � possibile accertare chi furono gli iniziatori per via dell'inaccessibilit� delle fonti. Ma oltre all'inaccessibi�lit� degli archivi dell'Ic, la ricerca su questo tema � ostacolata da un'altra circostanza: delle due riunioni dell'Esecutivo dell'Ic del 1927 e del 1928 (le ultime nelle quali vi fu ancora un confronto di opinioni diverse), a differenza delle precedenti, non sono stati pubblicati i ver�bali. Ciononostante, tento qui di tracciare, sulla base delle fonti edite e di una serie di studi particolari, un quadro d'insieme di questo impor�tante capitolo della storia della Terza internazionale, cosciente che, co�munque, resteranno degli spazi bianchi.

 

1. La prima fase della �tattica classe contro classe�

 

Dal 1924 l'Esecutivo del Comintem risolveva le lotte di gruppo nei singoli partiti comunisti spesso avendo di mira le lotte di frazione che si verificavano all'interno del Partito comunista russo (Vkp(b)). Per gli anni 1926 e 1927 fu caratteristico il collegamento, a volte diretto a volte indiretto, del gruppo di opposizione Trockij‑Zinov'ev‑Kamenev con alcuni gruppi di opposizione di altre sezioni, in particolare, con i tedeschi riuniti attorno a Ruth Fischer. Tra questi e Zinov'ev si era giunti a un accordo gi� nell'agosto 1925 12, al tempo in cui parte della sinistra era stata allontanata dalla direzione della Kpd e in cui era gi� visibile la frattura nella trojka Stalin‑Zinov'ev‑Kamenev. Ma l'oppo�sizione russa difendeva dagli interventi dell'Esecutivo anche altri gruppi, compresi quelli che non possono essere definiti di sinistra. E per converso, questi gruppi talvolta condannarono le misure antidemo�cratiche contro l'opposizione russa, anche quando non ne condivide�vano le opinioni. Per il nostro tema � importante che il blocco Trockij-�Zinov'ev‑Kamenev attaccasse da sinistra la politica interna russa e la politica seguita nel Comintern da Stalin e da Bucharin. Al VII Plenum allargato dell'Eic, alla fine del 1926, Zinov'ev rimprover� il Comintem perch� contro i �sinistri� non impiegava la politica di �curare la malat�tia�, bens� quella del taglio chirurgico, mentre verso i �destri� condu�ceva una politica morbida: �La fase della stabilizzazione relativa del ca�pitalismo sar� necessariamente la fase della crescita dell'opportunismo in molti partiti comunisti, la fase del rafforzamento dei gruppi e dei "capi" di destra� 13. Da sinistra, ancora, l'opposizione criticava la permanenza dei sinda cati russi nel Comitato comune con le Trade Unions inglesi, e, dall'aprile 1927, la continuazione dell'alleanza dei comunisti cinesi con la sinistra del Kuomintang. Quando nel novembre 1927, alla vigilia dell'espulsione dal partito, Zinov'ev ebbe per l'ultima volta l'occasione di pubblicare un proprio articolo sulla �Pravda�, accus� Msecutivo di ignorare l'esistenza di un pericolo di destra, defin� �eroi del giorno� gli �Smeral di tutti i paesi�. A suo parere il sollevamento di Vienna aveva dimostrato l'assoluta precariet� della stabilizzazione parziale del capita�lismo. Egli defin� inoltre il probabile ingresso dei sindacati sovietici nell'Internazionale di Amsterdam la liquidazione del Comintem 14. L'orientamento di sinistra dell'opposizione non pu� essere messo in dubbio dal fatto che dai suoi avversari venisse qualificato come una deviazione socialdemocratica. Ci� costituiva soltanto l'ulteriore dimo�strazione della indeterminatezza terminologica allora vigente. La stessa opposizione, peraltro, si definiva di sinistra, e per contro Kamenev qualificava come �deviazione di destra� il sistema di idee difese dalla maggioranza 15. Quando in seguito (febbraio 1928) il Cominterm nelle direttive per i partiti francese e britannico fece un passo a sinistra Trockij rilev� con soddisfazione che si trattava di un passo in direzione delle idee sostenute dall'opposizione 16. La pressione a sinistra che veniva dall'opposizione russa era indub bia, ma non la sola. Nella stessa direzione agivano anche altri avvenimenti: in particolare, il peggioramento della collocazione internazional. dell'Urss, il crollo delle speranze nel movimento operaio britannico e nella rivoluzione cinese, il contrasto sempre pi� grave tra Stalin e Bucharin, e va rilevato che questi fattori si influenzavano � vicenda. Il 27 maggio 1927 il governo conservatore britannico ruppe le rela�zioni diplomatiche con 1'Urss e tema dominante della stampa sovietica divenne il pericolo di guerra. La guerra, in realt�, non costituiva una minaccia reale, n� la Gran Bretagna riusc� a far compiere lo stesso ge�sto ad altri paesi. Ma i dirigenti sovietici ‑ della maggioranza e dell'op�posizione ‑ sopravvalutarono il pericolo 17. Un'atmosfera sulla quale incombe un rischio di guerra non rappresenta un terreno favorevole a una politica moderata. Nei mesi immediatamente successivi sopravvenne la dissoluzione del Comitato anglo‑russo, costituito nell'aprile 1925 dai sindacati bri�tannici e sovietici. Il Comitato si era proposto l'obiettivo di diventare l'organo per la reciproca collaborazione e di lavorare per l'unit� inter�nazionale dei sindacati 18. Esso era l'espressione della forte corrente di sinistra del Trades Union Congress (Tue). Le due componenti, per�, avevano idee molto diverse sulla funzione dell'organismo. I dirigenti britannici erano per la variante minima: intendevano cio� limitare fatti�vit� del Comitato all'obiettivo di raggiungere un accordo tra i sindacati sovietici e l'Internazionale di Amsterdam. A1 contrario i sovietici, an�cora nella primavera del 1927, erano per le rivendicazioni pi� avanzate, anche quando il governo britannico decise di rompere i rapporti diplo�matici con l�Urss e di intervenire in Cina. E allorch� quelle rivendica�zioni non vennero accettate dai rappresentanti britannici, li accusarono di tradimento. Pi� volte i britannici minacciarono la dissoluzione del Comitato e, alla fine, diedero corso alla minaccia: ci� venne deliberato dal Tuc nel settembre 1927 con una maggioranza di quattro quinti 19. L'insuccesso del tentativo di avvicinamento ai sindacati britannici fu una grande disillusione ed un duro colpo per la corrente moderata del Comintern. All'esistenza del Comitato anglo‑russo erano legate grandi illusioni. Per Togliatti lo sciopero generale in Gran Bretagna era stato l'avvenimento pi� importante dopo l'Ottobre russo; Bucharin defin� cos�, nell'autunno 1926, le �tre correnti principali dell'avanzata della rivoluzione�: la costruzione del socialismo nell'Unione Sovietica, il movimento operaio inglese e la rivoluzione cinese 20. A quel tempo crebbe notevolmente il Partito comunista di Gran Bretagna 21. In se�guito Jules Humbert‑Droz ebbe a dire: �Credemmo che alla fine i dirigenti riformisti inglesi sarebbero stati per l'unit� internazionale, che essi fossero i futuri dirigenti del movimento comunista in Inghilterra� 22. La partecipazione al Comitato anglo‑russo era uno dei punti di mag�gior contrasto tra la maggioranza del Comitato centrale del partito russo e l'opposizione. Trockij e Zinov'ev, che dapprima erano stati favore�voli all'iniziativa, dopo la conclusione dello sciopero generale in Gran Bretagna attaccarono duramente la maggioranza perch� permetteva la permanenza dei sindacati sovietici nel Comitato. Il presidente dei sin�dacati sovietici, Michail Tomskij, si sforz�, con la benedizione del�l'Ufficio politico, di salvare l'esistenza del Comitato con una serie di concessioni. Anche egli, tuttavia, dietro la pressione della critica del�l'opposizione fin� per attaccare duramente (sempre con la benedizione dell'Ufficio politico) il capo del Tue, il che rappresent� un contributo alla liquidazione del Comitato 23. Ancora pi� acuto fu lo scontro tra il duunvirato Stalin‑Bucharin e l'opposizione Trockij‑Zinov'ev‑Kamenev a proposito della rivoluzione cinese. L'lc e l'Unione Sovietica vi si erano impegnati a fondo e il corso degli avvenimenti fu per loro una grande disillusione. La Cina era nella fase del passaggio da una societ� arretrata ad una moderna. Il governo centrale controllava soltanto le province vicine a Pechino, il resto del territorio era nelle mani dei diversi comandanti mi�litari, i cosiddetti �signori della guerra�. Il pi� potente di tali governi militaristi, che aveva sede a Canton, venne sostituito nel 1920 dal go�verno del partito del Kuomintang. Questo procedette alla sua riorganiz�zazione nel 1924 e accett� i comunisti nelle sue file. Cominci� cos� la prima guerra civile, nel corso della quale il governo di Canton divent� il centro della lotta rivoluzionaria contro il governo di Pechino e contro una serie di �signori della guerra�, alcuni dei quali per� si erano schie�rati con il governo cantonese. L'Urss era direttamente interessata a questi avvenimenti: Michail Borodin era consigliere di Sun Yat‑sen, specialisti militari sovietici aiutavano a costruire l'esercito, nella dire�zione del partito comunista sedevano in permanenza alcuni rappresen�tanti dell'Eic. Le forze principali della rivoluzione erano l'esercito ri�voluzionario nazionale e un forte movimento operaio. Non appena per� l'esercito rivoluzionario nazionale cominci� la sua vittoriosa avanzata verso il nord, crebbe anche il movimento contadino e di conseguenza si inaspr� il contrasto tra le due ali della rivoluzione: la borghesia del Kuomintang e i comandanti militari ‑ in maggioranza provenienti da famiglie dei grandi proprietari terrieri ‑ temevano la crescita del movi�mento operaio e contadino. Nel 1927 si giunse alla rottura e i comunisti furono sanguinosamente perseguitati dal Kuomintang 24. I1 catastrofico sbocco dell'alleanza tra comunisti cinesi e Kuomin�tang, naturalmente, provoc� appassionate discussioni nel partito e all'interno dell'Ic. Negli anni e nei decenni successivi nella letteratura sulla rivoluzione cinese sono state riprese sia le idee di coloro che accusavano il duunvirato Stalin‑Bucharin di aver provocato con la sua politica la sconfitta dei comunisti cinesi, sia le idee di quanti la difende�vano in toto. Ritengo che a mezzo secolo di distanza sia possibile non soltanto andare oltre queste due posizioni estreme, ma anche riflettere se sarebbe stato possibile evitare la sconfitta del proletariato cinese. Gli avvenimenti del 1927 furono soprattutto il risultato di contrasti inerenti la rivoluzione cinese. Il Partito comunista poteva raggiungere la forza che riusc� ad avere soltanto grazie all'alleanza con il Kuomintang ma il momento della rottura non avrebbe comunque tardato a venire. Il movimento operaio si dimostr� incapace di �risolvere in modo giusto i contrasti nati dall'alleanza con la borghesia e in particolare la probabile contraddizione tra l'alleanza con la borghesia e l'alleanza con i conta�dini� 25. Interrompere prematuramente l'unione con il Kuomintang avrebbe significato accelerare la propria sconfitta 26. Il problema era allora: quando separarsi dal Kuomintang, quando porsi alla testa di un ampio movimento contadino in via di formazione? Stalin, Bucharin e 1'Eic da loro diretto si sforzarono di allontanare quel momento. Trockij era. convinto dell'efficacia della separazione dal Kuomintang gi� prima della sanguinosa repressione di Chiang Kai‑shek a Shanghai, ma pren�dendo atto dell'opinione della maggioranza degli oppositori rinunci� ad avanzare tale richiesta al tempo in cui forse avrebbe potuto avere ancora un qualche significato 27. La direzione dell'Ic e del Partito cinese si rendevano conto della necessit� di scegliere tra la continuazione dell'al�leanza e l'attuazione della rivoluzione nelle campagne, ma speravano che sarebbe stato possibile rinviare la decisione a dopo la vittoria della rivoluzione nazionale 28. Presso i dirigenti della Vkp(b) poteva avere inoltre influenza un aspetto della politica estera sovietica: vi era il fondato timore che il conflitto con il Kuomintang potesse fornire il pretesto per un intervento imperialista, che avrebbe potuto rivolgersi anche contro l'Unione sovietica 29. La polemica tra la maggioranza del Cc e l'opposizione a proposito della Cina fu estremamente aspra. Pi� di Stalin e di Bucharin l'opposizione sottolineava il pericolo derivante dalla continuazione dell'alleanza con il Kuomintang, ma anch'essa non proponeva un'alternativa coerente e articolata 30. All'VIII Plenum dell'Eic, quan�do lo scontro sul terreno del Comintern era giunto all'apice, l'at�teggiamento delle due parti era rimasto sostanzialmente immutato 31. Peraltro, non vi era identit� d'idee neppure tra Stalin e Bucharin: il secondo poneva l'accento sulla rivoluzione agraria e sulla necessit� di mantenere l'unione con il Kuomintang, mentre il primo considerava probabile che presto i comunisti si sarebbero separati dal Kuomintang, dopodich� sarebbe divenuta attuale la formazione dei soviet 32. Non � poi fuori luogo pensare che la maggioranza del Cc esitasse a modificare la linea verso sinistra per timore che cos� avrebbe finito per rafforzare l'opposizione accogliendone le opinioni 33. E' possibile che le cause della sconfitta dei comunisti cinesi fossero prevalentemente oggettive, risiedessero cio� nella debolezza della classe operaia e nell'inferiorit� sul piano militare 34. Ha scritto J. Chesneaux nel 1962: �non � ancora giunto il momento di poter giudicare con piena conoscenza di causa le responsabilit� internazionali in tutta la loro estensione� 35. Lo stesso autore ritiene per� che la sottovalutazione della capacit� di svolgere un ruolo politico da parte dei contadini poveri e medi non era soltanto un prodotto secondario della tattica dei com�promessi con la borghesia, bens� anche il frutto di un'assunzione astratta e meccanica delle esperienze politiche occidentali. Ci� vale per tutte le correnti dell'Ic: la loro conoscenza della situazione in Cina non era adeguata ai compiti che l'organizzazione si era fissata 36. Nelle righe che precedono non ho tentato un'analisi delle ragioni della sconfitta della corrente radicale della rivoluzione cinese. Ho inteso solamente mostrare che se vi fosse stata una linea politica atta a evitare la sconfitta essa non l'avevano n� la maggioranza del Cc n� l'op�posizione. Per il nostro assunto � importante concludere che la politica di unit� con il Kuomintang presentava i suoi rischi e che l'opposizione li aveva individuati prima della maggioranza del Cc. L'orientamento di questa, nel 1926 e nel 1927, pieg� a sinistra, verso i punti di vista dell'opposizione, e lo spostamento di Stalin in tale direzione fu pi� pronunciato di quello di Bucharin. L'epilogo di questa tappa della rivoluzione cinese � rappresentato dall'insurrezione operaia di Canton (11‑14 dicembre 1927), che fu uno dei sintomi della svolta a sinistra dell'Ic. Nell'occasione ebbero un ruolo importante Heinz Neumann e Besso Lominadze, che sul posto erano stati inviati da Stalin con compiti speciali 37. Non si pu� sup�porre che ai due egli avesse dato la direttiva univoca dell'insurrezione a ogni costo. Stalin invi� loro un telegramma che suonava: �Agite in modo da poterne poi rispondere�. E questa testimonianza di Marga�rethe Buber‑Neumann va presa seriamente 38. Sta per� di fatto che tutto sta a testimoniare che Stalin contava sulla possibilit� di un'in�surrezione vittoriosa e quanto meno diede un assenso condizionato a quell'impresa rischiosa, chiaramente sulla base di una errata cono�scenza della situazione in Cina. In seguito gli organizzatori dell'insur�rezione vennero criticati dal Comintern. Nel dicembre 1927 la rivista teorica dell'Ic pubblic� un articolo di Lominadze, il quale definiva l'in�surrezione di Canton ineluttabile e respingeva l'opinione che si fosse trattato di un putsch; nel febbraio dell'anno successivo, tuttavia, nella stessa rivista si parlava di errori che dovevano essere studiati at�tentamente 39. Per parte sua Bucharin dichiar� al IX Plenum dell'Eic: �Se ripariamo gli sbagli non dobbiamo avere alcun timore di un'autocritica impietosa. E ci� vale anche per la questione dell'insur�rezione di Canton, che fu un atto eroico del proletariato cinese, ma nel corso della quale furono commessi errori� 40. Dal canto suo A. Agosti giunge a questa conclusione: �Tutto sta a dimostrare che Stalin stimol� le tendenze "putschiste", gi� di per s� sviluppate nel Pc di Cina� 41. Lo svolgimento della rivoluzione cinese e in particolare il massacro dei comunisti cinesi dovevano necessariamente riflettersi sulla mentalit� dei comunisti europei. In essi crebbe la convinzione di essere il partito della guerra civile: di conseguenza dovevano prepararsi a sacrifici simili a quelli che avevano dovuto subire i loro compagni cinesi. Cos� diventava un po' pi� alta la barriera che li divideva dai socialdemocra�tici. E' utile a questo punto spostare la nostra attenzione sull'Europa. Il 14 luglio 1927 il tribunale di Vienna emise una sentenza assolutoria nei confronti degli appartenenti a un gruppetto reazionario che avevano assassinato due persone. L'indignazione degli operai fu tanto grande da dar luogo a scioperi spontanei e disordini nel corso dei quali i dimo�stranti incendiarono il palazzo di giustizia. La socialdemocrazia, che di fatto aveva una posizione monopolistica tra il proletariato austriaco, lanci� un appello per uno sciopero generale di 24 ore, avviando in questo modo un ripiegamento organizzato. Il Partito comunista, il 15 luglio, si pronunci� per lo sciopero generale e rivendic� il rovescia�mento del governo, cosa che non ebbe adeguata eco a causa della sua scarsa influenza. Dai disordini viennesi si potevano trarre diverse conclusioni. La socialdemocrazia vide in essi la conferma dell'idea che la conquista del potere per via insurrezionale non era possibile per la classe operaia au�striaca, neppure in una situazione in cui nelle masse vi era una forte spinta a favore della lotta armata. 1 comunisti, figli del leggendario at�tacco al Palazzo d'inverno, considerarono quella posizione un colpe�vole rifiuto di un'occasione rivoluzionaria. L'Eic nel suo appello, dif�fuso il giorno dopo lo sciopero generale, invit� a continuare la lotta. Nella risoluzione del Presidium, della fine di settembre, si poteva leg�gere: �L'insegnamento pi� importante � che nella fase della parziale stabilizzazione del capitalismo sono possibili se non ineluttabili lotte ri�voluzionarie per il potere, e che ‑ a condizione che esista una direzione rivoluzionaria che influenzi le masse ‑ esse possono portare alla vitto�ria�. A1 Partito austriaco venne rirnprovefato di aver tardato alcune ore per lanciare la parola d'ordine delle sciopero generale e del rovesciamento del governo, di non aver fatto appello atlla costituzione dei consigli operai, di aver peccato di debolezza nella[ critica del �tradimento� dei dirigenti socialdemocratici. La tesi sostenuta da alcuni comunisti (per esempio da Gerhart Eisler) secondo cui a Vienna si sarebbe trattato soltanto di un tumulto e non di un'insurrezione venne definita dall'Eic un errore di opportunismo 42.

 

2. Articolazione politica nel Comintern all'inizio del 1927

 

Il duunvirato Stalin‑Bucharin non era politicamente omogeneo. Rappresentava l'alleanza temporanea tra tin uomo capace di elaborare una concezione e un altro che aveva nelle sue mani le principali leve del potere statale. Il rapporto di Stalin verso Bucharin era piuttosto riser�vato: a met� degli anni Venti aveva accettato il suo programma di un ritmo graduale nella marcia verso il socialiismo, ma aveva ritenuto utile mostrare il proprio riserbo, e si era distanziiato dallo slogan di Bucharin �Arricchitevi!�. Quando l'economia sovietica a cavallo fra il 1927 e il 1928 si trov� a un bivio, Stalin gir� il timone di 180 gradi e decise a favore di ritmi e metodi di industrializzazione e di collettivizzazione che non erano stati sognati neanche dai trock:isti pi� radicali. Una svolta simile si era avuta nella politica del Comiintern: dal Comitato anglo�-russo alla �teoria del socialfascismo�. Questo fatto pu� portare a con� cludere che �la possente svolta a sinistra nel partito russo venne automaticamente trasferita nel Comintern� 43. Personalmente ritengo che a dispetto dello schematismo di Stalitn non si possa parlare di un trasferimento automatico della svolta a sinistra dalla Russia all'Ic. An�cora pi� forte della predilezione per gli schemi era in Stalin il criterio della conservazione del potere (dapprima per la sua frazione e poi per la sua persona). Scelse come propri alleati le (correnti di sinistra nei partiti comunisti non russi non tanto per via del loro orientamento, ma perch� erano oppositori di Bucharin, gi� allora suo principale rivale nel partite bolscevico. Superare il vicolo cieco del corso di sinistra del 1924 esigeva che s� abbandonassero gli schematismi unilaterali e si tentasse una approfon�dita analisi della situazione internazionale. Ad andare pi� lontano in questa direzione fu Bucharin: la sua analisi dell'economia capitalistica al VII plenum dell'Eic della fine del 1926 fu la migliore elaborazione avutasi su questa problematica all'interno dell'Ic dopo la relazione che Trockij aveva presentato al III Congresso 40. E non � certo un caso che obiezioni da sinistra a quell'analisi venissero avanzate da uomini vicin a Stalin: 'fh�lmann e Lominadze. Non penso tuttavia che lo schieramento al VII Plenum dell'Eic indi casse che Stalin aveva gi� vinto su Bucharin circa la politica del Cominter successiva al 1928. Ogni alleanza con Stalin era sempre molte instabile. Uomini a lui devoti erano finiti in secondo piano o addirittura erano scomparsi nel dimenticatoio non appena non avevano ottenuti risultati soddisfacenti. Era accaduto in passato a Ruth Fischer, Maslow, Albert Treint; accadde in seguito a Heinz Neumann, Schubert e molti altri. Per tutto il 1927 il corso ulteriore dell'Ic fu un problema aperto, di esso si decise non soltanto nell'ufficio di Stalin e nell'Uffici politico della Vkp(b), ma anche negli organi dell'Internazionale e nelle sue sezioni, anzitutto quella tedesca. Alla fine del 1926 tra i comunisti prevaleva un sentimento di disillusione. Lo sciopero generale in Gran Bretagna era stato revocato dop nove giorni e proprio da quei dirigenti che nell'Internazionale i Amsterdam erano pi� vicini ai sindacati sovietici. L'antifascismo italiano era stato drasticamente represso da Mussolini. Il colpo militare Pilsudski, sostenuto dal proletariato, aveva creato in Polonia una situazione nella quale i comunisti ‑ e non soltanto loro ‑ si orientavano con molta difficolt� 45. Anche un avvenimento per molti versi positivo, come il plebiscito per l'espropriazione dei pr�ncipi in Germania, aveva provocato una certa disillusione, soprattutto perch� la Spd era disposta a collaborare solamente entro certi limiti. E in quell'anno, infine, ven�nero meno le illusioni sull'unit� della vecchia guardia bolscevica. Si trattava di insuccessi che avrebbero potuto anche non essere drammatizzati. Un movimento che si era conformato sulla rivoluzione mondiale, per�, non poteva accettare questa valutazione. Si era suppo�sto che negli altri paesi la vittoria si sarebbe potuta conseguire nel giro di anni, decisamente non nel giro di decenni. Nel 1924 l'le era giunta alla conclusione che fuori della Russia la rivoluzione non aveva vinto perch� mancavano partiti di tipo bolscevico. I mutamenti di direzione; n una serie di sezioni realizzati nel 1924, anzitutto in Germania, erano stati accompagnati dalla speranza che quei partiti fossero ormai bolsce�vizzati e in grado di garantire uno sviluppo favorevole. Quando un an�no di direzione Fischer‑Maslow‑Th�lmann nella Kpd port� il contrario di ci� che il Comintem si riprometteva (e molto migliore non era del resto il bilancio della direzione Treint nel Pcf o di Lenski nel Partito polacco), quegli stessi gruppi dirigenti vennero in gran parte modifi�cati, si cambi� la linea e da questo si attesero grandi successi. Poich� tali successi non arrivavano, ogni comunista si trov� esposto al dilem�ma: bisogna pazientemente continuare lungo la linea intrapresa nel 1925 o bisogna girare in tutto o in parte il timone a sinistra? Peraltro, la mancanza di stabilit� delle direzioni delle sezioni non russe era fonte di nervosismo e di divisione nel vecchio nucleo bolscevico, addirittura accresceva tali fenomeni. Nel 1926‑1927 le opinioni vennero cristallizzandosi, le frazioni si compattavano, si allacciavano contatti tra gruppi e correnti affini a li�vello internazionale. II fulcro della vita non russa dell'Ic continuava a essere la Germania, paese chiave con un partito comunista di massa. In seno alla Kpd, nel 1926, a parte alcuni gruppi di sinistra che fu�rono espulsi, vi erano sostanzialmente due tendenze: la direzione Th�l�mann, come parte residua della vecchia sinistra, e la frazione di destra riunita attorno a Ernst Meyer 46. A1 VII Plenum dell'Eic, alla fine del 1926, si raggiunse un accordo di collaborazione tra Cc della Kpd e Meyer che port� alla rottura della corrente di destra: Gerhart Eisler, Georg Schumann, Karl Becker e Karl Frank l'approvarono, mentre lo rifiutarono Jacob Walcher, Paul Fr&lich, Rosi Wolfstein e August Ederle 47. All'XI Congresso della Kpd (che si tenne a Essen nel marzk 1927) Meyer venne eletto membro effettivo dell'Ufficio politico e Eis�ler suo supplente. Si formarono allora tre correnti principali nel partito la sinistra (che aveva la maggioranza della direzione), la corrente cosiddetta conciliatrice raccolta attorno a Meyer, cui si un� Arthur Ewer della vecchia direzione 48, e la destra. Tutte e tre le correnti avevano una notevole influenza, sebbene noi si possa detenninare l'esatto rapporto di forze tra le stesse. Si pu� dire comunque che prevalente era la corrente di sinistra, che poteva contare su una larga base di iscritti al partito. Il suo punto di partenza era 1a frustrazione provocata dallo shock del 1923. La massa degli iscritti soffriva di una paura superstiziosa dell'�opportunismo di destra�, in carnato da Heinrich Brandler e August Thalheimer 49. La disoccupazione, abbastanza alta anche negli anni Venti tra gli iscritti comunisti era il fattore sociale che accresceva ancora quella base 50. Della vitalit� cl questo �sinistrismo� testimonia il fatto che l'opposizione alla rimozione di Fischer e Maslow dovette essere neutralizzata con un intervento dall'alto, con metodi burocratici. E se la maggioranza degli iscritti all, fine prese le distanze dai due, ci� accadde pi� per l'autorit� del Comintern e del Partito bolscevico, piuttosto che per la convinzione sulla erroneit� della loro politica. Una delle manifestazioni di maggior pese della tendenza di sinistra era l'incapacit� di lavorare nei sindacati, se non addirittura la negazione della loro funzione. Dei comunisti che avrebbero potuto essere organizzati sindacalmente il 25‑30% non era iscritto ai sindacati 51. Un certo ruolo giocava, peraltro, il fattore generazionale. Iscritti quadri dei partiti comunisti erano, fin dalla fondazione e salvo qualche eccezione, pi� giovani che nella socialdemocrazia. Fu Dmitrij Mi, nuilskij a rilevare che l'unica sezione europea con quadri vecchi era il partito comunista di Cecoslovacchia (Ks�) 52. Seppure giovani, coloro che erano entrati nei partiti comunisti allatto della loro fondazione ave�vano in genere esperienza di lavoro nelle organizzazioni giovanili so�cialiste o nei sindacati, mentre le classi che entrarono a met� degli anni Venti non avevano esperienze organizzative e sindacali e sottovaluta�vano l'attivit� sindacale 53. Alla fine del 1926 nell'Eic si discusse del problema delle prospettive rivoluzionarie in Europa e in Germania in particolare. L'atteggiamento dei delegati tedeschi fu caratterizzato da Togliatti con questa frase: � E' in essi evidente un residuo dell'estremo sinistrismo di Fischer e com�pagni, il quale voleva ad ogni costo che le analisi oggettive dell'IC con�ducessero sempre ad una prospettiva rivoluzionaria immediata� sa. Bucharin respinse le loro opinioni. Il secondo problema in discussione fu la razionalizzazione dell'industria nell'ambito del sistema capitali�stico. Nel progetto di tesi venne fissato il compito di lottare contro gli effetti della razionalizzazione sulla classe operaia. Th�lmann, (austria�co Richard Sch�ller (delegato dell'Internazionale giovanile comunista ‑Kim) e Lominadze, rappresentante dell'IC in Germania 55, avrebbero ben accolto una formulazione interamente contraria alla razionalizzazio�ne. Contro tale posizione si pronunciarono Bucharin, Togliatti, Hum�bert‑Droz, Vasil Kolarov e John T. Murphy; Togliatti rilev� che la lotta contro la razionalizzazione avrebbe condotto al sabotaggio. L'accaduto mostrava non soltanto l'orientamento della maggioranza della direzione della Kpd, ma anche i suoi contatti internazionali. I punti di vista di Lominadze meritano attenzione per via dello stretto rapporto che egli aveva con Stalin. E in questa circostanza bisogna ri�cordare un'altra persona, che non intervenne in quella discussione, ma il cui ruolo non pu� essere trascurato: Heinz Neumann. Nel 1925 egli era stato nominato rappresentante della Kpd nell'EX e durante il sog�giorno a Mosca aveva stretto amicizia con Lominadze. E' chiaro che si era conquistato inoltre la fiducia di Stalin, come testimonia la sua mis�sione a Canton. Non era membro dell'Ufficio politico della Kpd, ma soltanto membro candidato del Comitato centrale, ma tutti sapevano che era l'eminenza grigia del partito, che era lui a scrivere i discorsi di Thiilmann 56. Tutto ci� ci mostra che la tendenza di sinistra nella Kp, era intellettualmente sterile, ma aveva radici profonde, un notevole so stegno tra gli iscritti e contatti con Stalin 57. A1 polo opposto della linea ufficiale erano le idee del gruppo di de stra unito attorno a Walcher e Fr�lich. Esso in sostanza aspirava al ri torno al IIl e al IV Congresso dell'Ic, cio� alla condanna esplicita dell; risoluzioni del V Congresso, nta non intendeva esprimere a piena voc; questa rivendicazione. I comunisti cecoslovacchi che avevano le stess; idee ‑ il gruppo di Bfetislav H�la e V�clav Friedrich ‑ per questo eran arrivati a farsi espellere dal partito. La destra non era rappresentat; nell'Ufficio politico della Kpd, ma deteneva determinate posizioni tra dirigenti di alcune organizzazioni: la sua base di potere era la sezion, sindacale del Cc. Un handicap della destra era rappresentato dal fatto che i suoi du, maggiori esponenti ‑ Brandler e Thalheimer ‑ dal 1924 si trovavano i i �esilio di partito� nell'Urss, vale a dire: erano iscritti al Partito russo per decisione dell'Ic era loro vietata ogni attivit� nella Kpd. La situa zione era poi cambiata: alla fine del 1926 1'Eic aveva annullato quel di vieto, ma aveva lasciato che a decidere del lavoro dei due in Germani. fosse la Kpd e cos� ambedue erano stati lasciati a Mosca. I partiti comunisti ‑ quando non erano pi� o meno gruppi di propagandisti ‑ lottavano con successo si pu� dire per le rivendicazioni qu< tidiane dei lavoratori e propagandavano l'obiettivo finale socialista. M, non era possibile avvicinarsi a quell'obiettivo soltanto con la loro propaganda e l'attivit� quotidiana. E questo era un limite che dopo il 1920 la politica del Comintern sembrava ignorare. Fu proprio la destra del Kpd a prendere un'iniziativa a tale proposito. Brandler elabor�, con ;, collaborazione di Thalheimer, un progetto di programma d'azione pt la Germania 58. L'obiettivo doveva essere quello di connettere rive dicazioni quotidiane e finali, la soluzione del problema spettava alle p: role d'ordine transitorie, che dovevano andare oltre le rivendicaziob quotidiane. Parola d'ordine centrale (Sammellosung) doveva essere n campo politico il governo operaio‑contadino, nel campo economico controllo della produzione. Questo richiamo al IV Congresso si scont, con una forte resistenza. La rivendicazione del controllo della produzione ‑ come dimostrarono le successive esperienze ‑ era il punto debole del progetto brandleriano e lo stesso autore l'abbandon� nel marzo 1928 come parola d'ordine d'azione 59. La concezione generale di quel progetto, in ogni caso, indicava una via d'uscita: si trattava di passare da un'attivit� prevalentemente sindacale e propagandistica al �fare poli�tica� in senso proprio. Il gruppo dei �conciliatori� si veniva appena costituendo come tale nel corso del 1927 e comunque non aveva idee altrettanto chiare come la destra. Aveva tuttavia forti posizioni nella direzione del partito. Lo scontro pi� duro sull'orientamento politico, in seno alla Kpd, si svolse tra la sinistra e i �conciliatori�. Oltre che sulla Kpd � importante soffermarsi su altri quattro partiti europei con influenza di massa in paesi importanti per grandezza o per dislocazione, quello francese, italiano, polacco e cecoslovacco. Mentre tra i comunisti tedeschi era prevalente la tendenza di sinistra, in Francia la situazione era diversa. Dopo la rimozione del tandem AI�bert Treint‑Suzanne Girault e la critica alla loro politica settaria, se per un verso i maggiori esponenti dell'ala destra del Pcf erano usciti dal partito (Fernand Loriot e Am�d�e Du